Crisi informazione e Inpgi. Fnsi: Draghi affronti le criticità. Macelloni: ottimista se Governo affronterà questo nodo

La disponibilità a un incontro nel pomeriggio al ministero del Lavoro: un’apertura, arrivata in tempo reale poco prima della conferenza stampa davanti al dicastero in Via Veneto sul destino dell’Inpgi e il futuro dell’informazione, tenuta dal segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e dai componenti della giunta esecutiva, con la presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni. “Noi chiediamo al governo a cominciare dal presidente Draghi di trovare il tempo per affrontare le criticità dell’informazione in questo Paese”, spiega il segretario della Fnsi Raffaele Lorusso, come scrive Francesca Pierleoni su Ansa.

Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

La vertenza informazione ha bisogno di un tavolo perché stiamo parlando di democrazia e del diritto dei cittadini ad essere informati. Un diritto a rischio, se si continua a indebolire il lavoro e a sfruttare migliaia di giornalisti ogni giorno”. “L’Inpgi non è la causa, è la conseguenza di tutto ciò – aggiunge Lorusso -. Non si può partire dicendo ‘porto l’Inpgi nell’Inps’ o commissariarlo senza affrontare nell’informazione la lotta al precariato, il problema dell’equo compenso, le querele bavaglio, il nodo del servizio pubblico, il tema
dell’emittenza locale. Capiamo come questo settore possa essere accompagnato compiutamente, anche nella fase di transizione digitale e poi naturalmente ci sarà anche da affrontare la questione dell’Inpgi”.

La Fnsi chiede “un incontro con Draghi per affrontare la necessità di riscrivere “il piano regolatore dell’informazione italiana. Dentro questo c’è il tema della dignità del lavoro che è stato completamente dimenticato” sottolinea Giulietti. Il sottosegretario all’Editoria, Giuseppe Moles, ha più volte parlato della disponibilità a riaprire il tavolo su temi come l’equo compenso “ma quando si vogliono aprire i tavoli si bussa alla porta giusta, che in questo caso, sono la Fnsi e l’Inpgi.

Noi non abbiamo ricevuto convocazioni né dal presidente dell’Inps né dal sottosegretario all’Editoria. Ma adesso non è più il momento della descrizione dei fatti, siccome il tracollo prosegue, è il momento della lotta e la Federazione Nazionale della Stampa deciderà modi e tempi di una campagna che sarà
adeguata alla gravità della situazione”.

Marina Macelloni (foto Associazione Ligure Giornalisti )

Per quanto riguarda l’Inpgi, a fine giugno 2021 scadrebbe il termine del rinvio per procedere alla nomina di un commissario dell’ente, ma sono stati presentati degli emendamenti al decreto Sostegni bis per un’altra proroga di sei mesi. “La crisi è molto grave – dice la presidente del’Inpgi Marina Macelloni – ma dipende fondamentalmente dallo stato di salute dell’editoria in questo Paese. Un’editoria con un lavoro sempre più precario, sempre meno pagato, con sempre meno giornalisti che pagano i contributi all’Istituto. In queste condizioni l’Inpgi non può stare in piedi da solo. Bisogna parlare dell’informazione, dei suoi problemi, di come si fa, con quale tipo di lavoro, quanto tutelato. A quel punto si troverà la soluzione anche per l’Istituto”. Ci sono “alla Camera emendamenti che darebbero all’Inpgi sei mesi di tempo per affrontare questo negoziato con il governo”. Al momento sembra ci sia uno stallo, lei è ottimista? “Dipende dal governo – risponde la presidente dell’Inpgi all’ANSA – se c’è la volontà politica di affrontare questo nodo cruciale per la tenuta del tessuto democratico del Paese, allora sono ottimista”.

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