Feltri contro Sallusti: licenziato chi ha talento, il nuovo corso di Libero. Anche io sono considerato un peso morto, mi aspetto il benservito

Vittorio Feltri ha preso di mira il neo direttore di Libero,  Alessandro Sallusti. In una carrellata di cinque tweet, pubblicati a distanza di poche ore, Feltri – che di Libero è il fondatore – se la prende con la decisione di Sallusti di non rinnovare alcuni contratti a note firme del giornale edito dalla famiglia Angelucci.

Feltri – come ricostruisce il Riformista,  inizia con l’addio alla collaborazione del professore Paolo Becchi, considerato “ideologo” del Movimento 5 Stelle ma che negli anni è stato anche una firma del giornale di area opposta a quella pentastellata. Feltri lo definisce “uno dei pochi intellettuali che non fa escursioni sugli specchi, non è più un prezioso collaboratore di Libero. Non gli è stato rinnovato il contratto. Guai ai bravi”.

Feltri si scatena e parte con una raffica di tweet al veleno in difesa di altri giornalisti che non troveranno più spazio nelle colonne del quotidiano diretto da Sallusti. Si parte da Costanza Cavalli, “brillante e colta cronista di Libero, è stata licenziata. Ovvio. I giornalisti bravi vanno cacciati, quelli scadenti hanno il posto fisso. Questa è la regola nuova”.

Quindi il passaggio ad una firma molto nota ai lettori di Libero, Azzurra Barbuto: “Presto licenzieranno anche Azzurra Barbuto perché ricca di talento. Questo è il nuovo corso inaugurato a Libero”. Ipotesi confermata dalla stessa Barbuto, che sempre su Twitter esce allo scoperto e rivela il suo addio al giornale, in predicato di passare ai ‘rivali’ de La Verità di Maurizio Belpietro: “Grazie a tutti per la solidarietà. Non so cosa accadrà in futuro, mi basta però sapere che finché ho una testa sulle spalle non devo temere nulla. Neppure la disoccupazione. Mi spaventa di più la perdita della dignità rispetto alla perdita dell’impiego”, scrive Barbuto.

Feltri passa poi ad ‘esaminare’ il suo stesso caso, spiegando che anche lui a Libero è considerato “un peso morto”. Quanto a Sallusti, “che ho assunto tre volte”, ricorda Feltri, “sto sul gozzo”. “La gratitudine è il sentimento della vigilia. Mi aspetto il benservito con calma olimpica”, conclude quindi il fondatore di Libero.

Ultima stoccata è dedicata quindi al condirettore Pietro Senaldi, in passato direttore responsabile proprio sotto la sua gestione. Senaldi viene tirato in ballo per un refuso: “Libero di oggi, pagina 16, titolo su Cosby liberato: l’attore ha scontato due anni. La penna (non la pena) annullata. Complimenti a Senaldi”.

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