Amazon passa alla guida di Andy R. Jassy. Bezos si concentra su Blue Origin

Il lancio nello spazio della Blue origin di Jeff Bezos è previsto il 20 luglio. Bezos partirà con il fratello Mark, con loro ci saranno due passeggeri di cui non è stata ancora rivelata l’identità. Uno di loro – scrive RaiNews 24 – ha comprato il biglietto all’asta per 28 milioni di dollari. Ma l’eccentrico multimiliardario non lascia il colosso delle vendite online che ha creato e con cui ha sfondato: Amazon sarà affidata alla guida di Andy R. Jassy per il quale Bezos nutre una stima incondizionata. Lui resta comunque presidente esecutivo, dunque non solo una figura di garanzia ma anche messo nelle condizioni di intervenire in ogni momento in caso di necessità sulle scelte strategiche della sua creatura. L’annuncio del cambio della guardia è di pochi mesi fa: Jassy assumerà l’incarico di amministratore delegato di Amazon domani, 5 luglio, in occasione del 27o anniversario della fondazione. ”

Andy è ben conosciuto nella società, sarà un leader fantastico e ha la mia piena fiducia. Nel mio ruolo di presidente esecutivo, – dice – intendo concentrare le mie energie e la mia attenzione su nuovi prodotti e iniziative”, ha detto Bezos. Tra le iniziative alle quali lui e Jassy dovranno a breve rispondere c’è sicuramente la tassa sulle multinazionali che l’Ue, in sede Ocse, ha deciso di attivare. Imposizione che viaggerà di pari passo con la web tax e che avrà impatto sui conti della mega-piattaforma. Il tutto avverrà proprio pochi giorni prima del volo nello spazio: Bruxelles intende infatti svelare dettagliatamente la sua proposta di tassazione soltanto dopo la riunione del G20 Finanze del 9 e 10 luglio a Venezia per non “interferire” nei negoziati. Starà a Jassy studiare le prime mosse per contenere il danno che, drenando risorse, potrebbe avere impatto anche sui corsi azionari di Amazon che però vanta un fatturato-mondo di oltre 380 miliardi di dollari e che, forte di un utile a quota 11 miliardi e grazie alle riforme dell’ex presidente Usa Donald Trump, non ha versato negli ultimi anni un centesimo di tasse. Questo grazie alla regola che vige negli States secondo cui i fondi investiti (ricerca e sviluppo o macchinari) sono al 100% deducibili. Un ulteriore risparmio fiscale è garantito dal sistema delle stock option ai dipendenti, cioè pacchetti di azioni al posto delle gratifiche monetarie. Anche in questo caso si tratta di fondi deducibili e il vantaggio è che più aumentano le azioni meno si paga di tasse. Anche i vertici dell’amministrazione presidenziali sono cambiati e l’uomo più ricco del mondo, un patrimonio di oltre 180 miliardi di dollari che contende con Bernard Arnault e e Elon Musk anche dopo il disastroso divorzio dalla moglie lo scorso anno, che ha reso la ex coniuge una delle donne più ricche d’America, lascia a Jassy non pochi grattacapi, soprattutto sui conti e sul piano sindacale: da sempre contraria alle rappresentanze dei lavoratori, Amazon di recente ha incassato negli Stati Uniti la vittoria del ‘no’ dei suoi dipendenti alla formazione di un sindacato interno. Ma Jassy, classe ’68, in azienda da anni, potrà consolarsi grazie ad un pacchetto di azioni di 200 milioni che Amazon gli farà trovare sulla scrivania per sollecitarlo al nuovo impegno. A 52 anni dal primo volo dell’uomo sulla luna, l’era del turismo spaziale sta dunque per cominciare. Un viaggio per ora per super ricchi, visto che un posto per viaggiare accanto a MrAmazon è stato venduto all’asta a 28 milioni di dollari. Sul web in questi giorni sono spuntate petizioni che chiedono di lasciare Bezos nello spazio, ad ora sono state firmate da più di 100mila persone. “I miliardari non dovrebbero esistere – scrive uno dei firmatari su Change.org – nè sulla Terra nè nello Spazio ma, se dovessero decidere per quest’ultimo, dovrebbero restare lì”.

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