Promuovere la comunicazione e un codice di auto regolamentazione dei prodotti senza combustione

Evento di Formiche a Roma con in campo Philip Morris Italia, Anafe e Fit e Eurispes  lanciano attraverso Formiche

“Un futuro senza fumo. Buone pratiche per una corretta comunicazione” E’ il titolo dell ‘evento, organizzato da Formiche con il contributo di Philip Morris Italia, ‘ per discutere insieme a esperti, rappresentanti della filiera dei prodotti senza combustione, prodotti a base di tabacco riscaldato e sigarette elettroniche, e ospiti istituzionali, quali siano le modalita’ di comunicazione piu’ opportune alternative alle classiche sigarette di tabacco. “Comunicare per garantire ai consumatori di fare scelte consapevoli tutelando, al contempo, giovani e non fumatori”, le parole d’ordine. .

Umberto Roccatti

In Italia contrariamente ad altri Paesi europei, i prodotti senza combustione pur trovando un crescente consenso tra i fumatori pentiti, possono essere commercializzati ma senza pubblicità . “La Sanità non sposa il concetto di rischio ridotto in nome di un eccessivo principio di precauzione, mentre i governi inglese e neozelandese mandano spot in tv. Nel Regno Unito, le sigarette elettroniche sono addirittura distribuite negli ospedali: fanno parte dei trattamenti del tabagismo”, ha detto Umberto Roccatti, presidente ANAFE l’Associazione Nazionale produttori di Fumo Elettronico (Confindustria) che insieme alla FIT – Federazione Italiana Tabaccai, ha affiancato Eurispes nello studiare i comportamenti e gli usi di fumatori e ex fumatori ed nell’elaborare il “Codice di autoregolamentazione per la comunicazione e vendita dei prodotti senza combustione”.
I dati sono impressionanti. Il 91% dei fumatori italiani, 12 milioni, non riesce a smettere di fumare e secondo i rappresentanti di Anafe e Fit “La sigaretta elettronica può essere uno strumento complementare alle sacrosante politiche sanitarie nazionali. Ben venga la cessazione, ma è uno strumento che non è ricevibile per la stragrande maggioranza dei fumatori. Un fumatore su mille si rivolge a un centro antifumo in Italia e un fumatore su duemila smette di fumare attraverso i centri antifumo”, ha spiegato Roccati che sostiene che “i costi sociali del fumo sono pazzeschi, 24 miliardi di euro, e fa 93 mila vittime all’anno. Come ANAFE chiediamo di comunicare nel senso di informare e che sia bandita la comunicazione commerciale aggressiva. Informazione nel senso di rischio ridotto. ANAFE è favorevole a questo osservatorio a patto che ci sia un’ampia sottoscrizione da parte delle varie filiere associative e distributive”.

“La nostra attivita’ e’ volta a una maggiore valorizzazione della riduzione del rischio all’interno delle politiche della sanita’ pubblica”, ha sottolineato Alberto Baldazzi, vicedirettore di Eurispes. “Vogliamo portare avanti un concetto nuovo che è quello della prevenzione parziale – ha aggiunto Johann Rossi Mason, giornalista scientifica e direttrice di Mohre – l’Osservatorio sulle strategie di riduzione del rischio.

La strada è lunga sia per la tenace e anacronistica avversione dell’autorita’ sanitaria, ma anche perché non tutti i protagonisti del business dei prodotti senza combustione hanno deciso di partecipare all’iniziativa di Eurispes, ANAFE, Fit.

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