TikTok ritarda (ancora) l’Ipo a Wall Street. Il governo cinese chiede più controlli sulla sicurezza dei dati

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Attacco ai sistemi informatici di Eataly. Lo ha reso noto l’azienda che, con una task force dedicata ed esperti di sicurezza It, “ha intrapreso ogni azione volta a minimizzare l’impatto, identificare le cause, i rischi e le azioni risolutive”. “È in corso una piena collaborazione con le autorità”, ha aggiunto in una nota Eataly, i cui punti vendita sono rimasti regolarmente aperti.

Gli Elfi lituani che combattono la disinformazione russa. Repubblica in edicola racconta l’operazione anti fake news di una legione di anonimi volontari impegnati a smascherare la disinformazione russa online in Lituania. Sei anni fa gli Elfi erano una quarantina scarsa, oggi formano un esercito di circa 4mila persone tra tecnici informatici, giornalisti, studenti e volontari: persone che trascorrono ore del loro tempo libero a pattugliare Rete e social media, smascherano informazioni e profili falsi e cercano di diffondere una contro­narrativa.

TikTok, addio ipo a Wall Street. ByteDance, la holding del popolare social network cinese TikTok, ha sospeso a tempo indeterminato la quotazione in programma a Wall Street o a Hong Kong per quest’anno, secondo fonti citate dal Wall Street Journal. La decisione è arrivata dopo che i funzionari del governo di Pechino hanno invitato ByteDance a concentrarsi sulla gestione dei rischi per la sicurezza dei dati. La Cina vuole introdurre una nuova legge che permetta alla Cyberspace Administration of China (Cac), l’agenzia di regolamentazione del web, di passare al setaccio tutte le società tech che mirano a ipo su piazze finanziarie straniere per verificare che le loro app e i loro programmi non mettano a repentaglio la sicurezza nazionale.

L’ordine esecutivo di Biden per frenare i monopoli digitali. L’ordine esecutivo “prende di mira” le grandi multinazionali e attraverso 72 iniziative vorrebbe ripristinare e incrementare la concorrenza nei mercati considerati eccessivamente concentrati o quasi monopolistici. Nonostante questo però, a due ore dalla chiusura di Wall Street, ieri i titoli di Amazon, Facebook, Google, Apple e Microsoft trattavano tutte intorno alla parità, nonostante queste piattaforme siano le prime destinatarie del provvedimento del presidente Usa.

Per l’86% degli italiani il web va garantito a tutti. Sono 46 milioni gli italiani dotati di una connessione a internet. Di questi, il 65,5% si connette sia tramite la rete fissa, sia tramite la rete mobile, il 14,1% solo da mobile, il 12,1% solo da fissa. dei diritti fondamentali. L’86,3% degli italiani è inoltre convinto che l’accesso a internet deve essere garantito a tutti, ovunque e comunque (e la percentuale sale al 93,6% tra i giovani). Per l’80,2% (l’85,2% dei giovani) i costi di connessione dovrebbero essere finanziati, per intero o in parte, dalla fiscalità generale, rimuovendo ogni barriera d’accesso, a cominciare da quella economica. Sono alcuni dei principali risultati del Rapporto “Il valore della connettività nell’Italia del dopo Covid­19” realizzato dal Censis in collaborazione con WindTre.

Adolescenti online. Il Laboratorio Adolescenza, insieme a Istituto Iard e con il patrocinio del Comune di Milano, ha interpellato 1.914 studenti che frequentano la terza media o le superiori della città. Primo dato: rispetto ai mesi di maggio e aprile del 2020 sono più preoccupati: lo confessa il 70% degli intervistati contro il 63,9% di un anno fa. Con differenze notevoli tra maschi e femmine (il 77% delle ragazze è “preoccupatissimo” rispetto al 56,9% dei compagni, che hanno risentito maggiormente dell’assenza di contatti sociali). La mancanza di socialità pesa particolarmente su questa fascia d’età: il 75% ha drasticamente ridotto la frequentazione degli amici (il 20% dice di averli incontrati “quasi per nulla”).

Consumatori Ue denunciano Whatsapp a Commissione. Pressione continue e indebite sugli utenti per far accettare nuovi termini sulla privacy che non sono comprensibili né trasparenti. Con questa accusa l’Organizzazione europea dei consumatori Beuc e i suoi membri (per l’Italia c’è Altroconsumo) hanno presentato una denuncia alla Commissione europea e alla rete europea delle autorità dei consumatori contro WhatsApp. Per Beuc WhatsApp “non è riuscita a spiegare in un linguaggio semplice e comprensibile la natura delle modifiche”, tanto che “è praticamente impossibile per i consumatori avere una chiara comprensione delle conseguenze che i cambiamenti di WhatsApp comportano per la loro privacy, in particolare in relazione al trasferimento dei loro dati personali a Facebook e ad altre terze parti”.

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