Round One: appuntamento con gli Esports il 5-6 ottobre a Torino

Proseguono le tappe di avvicinamento a Round One, il primo evento business internazionale dedicato agli Esports in Italia, in programma il 5 e il 6 ottobre a Torino, nella doppia modalità fisica e digitale.


Nato da un’esigenza diretta degli operatori del settore associati a IIDEA, l’associazione dei videogiochi, l’appuntamento ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo del gioco competitivo nel nostro paese promuovendone anche la professionalizzazione degli attori. Un vero e proprio acceleratore per l’intera industria degli Esports.
Lo scorso anno hanno preso parte all’evento 17 speaker, provenienti da una decina di paesi differenti, che hanno ottenuto più di 25 mila visualizzazioni su Twitch con oltre 261 mila minuti visti.
Il terzo appuntamento, Round One Warming Up, di avvicinamento al grande evento previsto in modalità zoom si è concentrato sul lavoro dei publisher. Nel webinair, moderato da Filippo Pedrini, sono intervenuti Carlo Barone, Brand Manager Italia di Riot Games, e Andrea Patrone, Esports & Brand Manager di Ubisoft Italia.
Nel corso della chiacchierata è emersa la case history di successo alla quale l’Italia potrebbe fare riferimento per uno sviluppo del settore, finalmente concreto e veloce: la Spagna. “In primo luogo si tratta di un problema di normative, in Italia ancora poco chiare quando non del tutto assenti”, ha detto Barone, “ci sono tutta una serie di vincoli burocratici che fanno del nostro un mercato in salita. L’entità dei montepremi? È un problema quando arriviamo al semi-professionismo, alla base questa barriera non sussiste. Piuttosto, va sottolineato come il pubblico italiano sia ancora troppo legato alle consolle e molto meno ai pc”. Tornei e atleti, su chi un brand dovrebbe investire? “Sono due facce della stessa medaglia”, ha dichiarato Patrone, “quello degli Esports è un pubblico molto attento alla tecnologia, utilizza la banda larga ed effettua abitualmente acquisti online”. “Parliamo di un investimento in tutto assimilabile a quello media, con svariate possibilità di personalizzazioni. Un caso a parte è Red Bull che investe molto nelle competizioni, una strategia di marketing che porta avanti anche negli sport più o meno tradizionali”, ha concluso Barone.

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