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Cda Rai. Meloni (Fdi): opposizione epurata. Salvini (Lega): noi e Fi garanti opposizioni. Fedeli (Pd): bene, ora rilancio; Laganà: grave precedente

“Quando l’Italia era ancora una Nazione democratica la governance della Rai, l’emittente pubblica, contemplava la presenza dell’opposizione, a cui spettava la Presidenza e la presenza nel Cda.

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Nell’epoca della maggioranza arcobaleno, invece, Fratelli d’Italia – unico partito di opposizione e secondo molti sondaggi primi partito italiano – viene epurato da qualsiasi rappresentanza, così che il servizio pubblico, pagato con i soldi di tutti gli italiani, sia più simile al modello cinese che a quello di una qualsiasi nazione democratica. Oggi i partiti che sostengono Draghi, negando per la prima volta nella storia diritto di rappresentanza all’opposizione, hanno scritto una delle pagine più buie della storia della Repubblica Italiana. Evidentemente la nostra crescita fa così tanta paura da giustificare la spudorata violazione dei più basilari principi democratici. Ma se facciamo così paura è perché siamo liberi, e questa è una buona notizia, e una ragione in più per continuare a batterci”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. 

“La presenza di esponenti della Lega e di Forza Italia nel cda Rai saranno garanzia di pluralismo per tutti, opposizioni comprese, per bilanciare un eterno predominio della sinistra nella tivu’ pubblica confermato, purtroppo, anche in occasione di queste ultime nomine”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.

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Valeria Fedeli

“Congratulazioni e buon lavoro a Simona Agnes, Francesca Bria, Igor De Biasio e Alessandro Di Majo, neo componenti del cda Rai eletti dal Parlamento e in particolare a Bria e di Majo sostenuti anche dal Pd rispettivamente alla Camera e al Senato. Due professionisti di grande esperienza a livello sia nazionale che internazionale e competenze fondamentali per rilanciare il servizio pubblico radiotelevisivo e per mettere la Rai in condizione di guidare il processo di innovazione e trasformazione digitale del sistema audiovisivo, dell’informazione, della cultura, di tutto il Paese”. Lo dice la capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai Valeria Fedeli. “Una leadership che la più grande industria culturale italiana deve tornare a esercitare pienamente al servizio del Paese, degli interessi generali e collettivi coerentemente con i compiti attribuiti dalla legge. La ripartenza nazionale, che grazie allo straordinario sforzo messo in campo da governo e Parlamento con il nostro Pnrr, cui l’Ecofin ha recentemente dato il via libera, tra i primi in Europa, ha bisogno anche di una Rai forte, autorevole, credibile, capace di innovare linguaggi, strumenti, contenuti per rinnovare se stessa e insieme la nostra società nella direzione di una sempre maggiore coesione, equità e parità di genere, sviluppo, benessere”, prosegue. “Una sfida che dobbiamo assumere, ciascuno per la sua parte e responsabilità, per realizzare tutte le innovazioni che servono al Paese: tecnologiche, digitali, culturali, educative, di uguaglianza, di sostenibilità”, conclude.

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“Lottizzazione è compiuta. Quanto sta avvenendo in questi giorni sul rinnovo del CdA della Rai dimostra che nessuna svolta per il Servizio Pubblico sarà possibile finché non cambierà la legge di nomina. Al di là degli slogan, al momento della spartizione i partiti dimostrano con i fatti che non intendono togliere le mani dalla Rai”. Lo afferma l’Esecutivo Usigrai in una nota. “Al di là dei nomi, senza quindi esprimere alcun giudizio sulle persone, questa volta c’è stato un ulteriore salto di qualità: si è dimostrato che questa legge consente ai partiti di governo di prendere tutto il banco, lasciando fuori dal CdA qualunque rappresentanza dei partiti di opposizione. È un precedente grave. Che dovrebbe richiamare tutti coloro che credono nella democrazia e nel pluralismo a pretendere con urgenza una nuova legge. L’Usigrai resta ferma sulla posizione di sempre, mai cambiata con governi e maggioranze di ogni colore: attendiamo di essere convocati per discutere una riforma sempre annunciata, mai approvata”, conclude l’Esecutivo Usigrai.

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Riccardo Laganà (fotoAnsa)

“Tutti sanno cosa penso dei partiti in #Rai e di quanto l’attuale legge che ne determina la governance sia dannosa. L’assalto alle poltrone di questi giorni e il metodo utilizzato sono stati deprimenti, in tutto ciò l’estromissione di qualsivoglia minoranza è un grave precedente”. Lo scrive Riccardo Laganà su twitter il consigliere Rai eletto dai dipendenti. Tutto questo, aggiunge Laganà, “rende non più rinviabile la riforma della governance”.

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Rita Borioni (Foto ANSA)

 

“Mi sembra che siamo dentro a una commedia degli equivoci: o siamo in un sistema in cui la Rai è autonoma dai partiti come dovrebbe essere stando a tutte le riforme delle fonti di nomina che si sono susseguite, oppure siamo dentro ad un sistema che lega la Rai alle maggioranze e minoranze politiche”. La consigliera Rai Rita Borioni, componente del board in pieno rinnovo, spiega all’Adnkronos il proprio punto di vista sul voto che ha suscitato forti polemiche politiche, soprattutto da parte di Fratelli d’Italia.

“Questo – sottolinea Borioni – a prescindere dalle storie specifiche delle persone. Giampaolo Rossi, con cui ho lavorato in questo triennio, tè, infatti, una persona leale e simpatica. Ma il senso di questa vicenda va ben oltre lui. Il punto è, infatti, chiarire in modo definitivo se siamo dentro quel sistema che lega la Rai ai partiti e allora sì che l’assenza di un rappresentante della minoranza è un brutto precedente. In questo caso peraltro l’invio dei curricula così come i bandi sono solo una foglia di fico”.

Ecco, quindi, che per Rita Borioni “la priorità è uscire dall’ipocrisia e smettere di fare riforme della Rai che cambiano solo le fonti di nomina, visto che, a ben guardare, il fatto che le nomine siano passate dalla Commissione di Vigilanza alle Aule del parlamento non ha cambiato la sostanza. E quindi solo in una Rai autonoma dai partiti il tema della maggioranza e della minoranza politica non preoccuperebbe né l’una né l’altra parte”.