Social e Influencer. Su TikTok il triplo delle interazioni rispetto a Instagram. Il fashion performa meglio

L’approccio all’Influencer Marketing da parte delle aziende e dei brand sta diventando sempre più professionale, in particolare per quanto riguarda le metriche da tenere in considerazione quando si valutano i Creator da ingaggiare nelle campagne marketing.

A tal proposito, l’Osservatorio di Buzzoole, martech company specializzata in tecnologie e servizi per l’Influencer Marketing, ha analizzato circa 1,8 milioni di profili di influencer per mettere a disposizione dei marketer i dati di performance più rilevanti, disponibili nel white paper “Influencer Performance Benchmarks 2021”.


Per la realizzazione del rapporto, sono state analizzate sia le metriche visibili pubblicamente come le interazioni e i follower, sia gli insight (ovvero i “first party data”) dei Creator iscritti alla piattaforma Buzzoole. I canali social considerati includono Facebook, Instagram, YouTube e TikTok. Tanti i dati inediti emersi, che fanno luce sia sulle performance per settore merceologico, sia quelle per tipologia di influencer basate sull’ampiezza della follower base.
Tra i dati più rilevanti, l’Osservatorio di Buzzoole ha riscontrato che i profili di TikTok generano circa il triplo delle interazioni medie generate dai post su Instagram. Un’informazione che mostra la grande forza virale dell’app sia per le aziende che per i Creator. Calano, parallelamente, le interazioni e la reach dei post su Instagram e Facebook per tutte le categorie di Creator, tranne che per le celebrity (con oltre 1 milione di follower). Segno che l’algoritmo tende, a differenza di quello di TikTok, a privilegiare i profili già noti.
Gli influencer “novice” (fino a 10.000 follower) riescono ad ottenere risultati superiori agli altri in termini di Engagement Rate (interazioni rispetto ai follower). L’ER dei novice è del 5,8% mentre quello delle celebrity è del 1,6%.
I Creator del settore Fashion sono quelli che performano meglio in termini di Engagement su Reach: riescono a ottenere il 17,5% delle interazioni rispetto alle persone effettivamente raggiunte. Seguono il Beauty e il Turismo.
Inoltre, diminuisce l’utilizzo di tecniche fraudolente da parte dei creator. In Italia la percentuale dei follower sospetti su Instagram è del 9,5% (-0,9 rispetto al 2020). In UK è del 30,7%. Entrando nello specifico si scopre che i profili fino a 10.000 follower hanno il più basso numero di follower sospetti (5,3%) mentre i top (che hanno da 100.000 a 1 milione di follower) arrivano al 30%.
Vincenzo Cosenza, Chief Marketing Officer di Buzzoole, dichiara: “L’evoluzione dell’Influencer Marketing passa per un’attenzione alle metriche che contano. A livello di benchmark, infatti, non ci si deve limitare al solo numero di follower o, in generale, alle metriche che si prestano a manipolazioni fraudolente, ma a quelle reali di performance. Solo avendo dei benchmark di riferimento è possibile fare le giuste scelte nella selezione dei Creator. In Buzzoole abbiamo un osservatorio privilegiato sul mercato per la mole di dati che riusciamo ad analizzare e – conclude Cosenza – riteniamo giusto condividere questa conoscenza con le aziende che vogliono usare questa leva di marketing in ottica strategica”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

TOP 100 BRAND ONLINE iscritti ad Audiweb, dato mensile. A maggio sul podio Corriere, Repubblica e ilMeteo

TOP 100 BRAND ONLINE iscritti ad Audiweb, dato mensile. A maggio sul podio Corriere, Repubblica e ilMeteo

Fnsi chiede chiarezza sul futuro della Gazzetta del Mezzogiorno: Giornalisti meritano certezze, il sindacato è al loro fianco

Fnsi chiede chiarezza sul futuro della Gazzetta del Mezzogiorno: Giornalisti meritano certezze, il sindacato è al loro fianco

Gaetano Miccicchè si è dimesso dal Consiglio di amministrazione di Rcs MediaGroup

Gaetano Miccicchè si è dimesso dal Consiglio di amministrazione di Rcs MediaGroup