Apple Pay Later: la società di Cupertino lavora a un’app per pagare i prodotti a rate

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Twitter vuole limitare le discussioni tossiche. Ora si potrà scegliere chi può rispondere ai nostri tweet.  In precedenza, si poteva limitare chi aveva l’autorizzazione a rispondere ai tweet solo quando veniva creato il post, ora lo possiamo fare a posteriori. Secondo il fondatore Jack Dorsey, questa nuova possibilità servirà a rendere “meno tossiche” le discussioni sul suo social network.

Pagamenti a rate. Apple sta preparando un servizio che consentirà agli utenti di Apple Pay di acquistare prodotti e pagarli in rate mensili. Lo scrive Bloomberg in un’anticipazione. Il funzionamento prevede che, tramite un dispositivo come iPhone, iPad o computer Mac, si possa acquistare un prodotto o più e scegliere, per le piattaforme partner, di pagare a rate e a tasso zero direttamente tramite il proprio account Apple Pay.

Effetto Covid sui pagamenti: crescono carte e online. La pandemia ha portato a un aumento di utilizzo degli strumenti elettronici (bonifici e addebiti diretti su carte di debito o di credito) rispetto all’uso di contanti e assegni, ma ha anche fatto crescere gli acquisti online. I dati emergono dall’analisi di Banca d’Italia relativa all’impatto della pandemia sull’uso degli strumenti di pagamento. La quota di transazioni online con carta è passata dal 25% registrato poco prima del lockdown a oltre il 40% nel mese di aprile 2020. In parallelo nei negozi fisici è cresciuta la quota in valore di operazioni con carta contactless, che a maggio 2020 superava il 55% del valore totale speso con carta (considerando quelle abilitate al contactless) rispetto al 35% di gennaio.

Tiktoker fa scandalo in Spagna. Hanno attirato molte critiche le parole pronunciate dal giovanissimo Tiktoker di Maiorca (a 19 anni ha 26,8 milioni di follower sulla piattaforma) in un’intervista trasmessa su Twitch da un altro personaggio conosciutissimo sui social, lo youtuber che si fa chiamare Mostopapi. Il giovane, infatti, ha dichiarato di non usare il preservativo e di avere rapporti completi con le ragazze, raccontando loro di aver subito un’operazione per ottenere la sterilità, mentendo. Le scuse non bastano a fermare le proteste sul web ed è stata chiesta la sua sospensione dal social.

App sanitarie tra privacy e affidabilità. Secondo una ricerca della Macquarie University, il 28% di esse non offre all’utente alcun testo esplicativo e il 25% viola leggi e regolamenti. Per legge, il trattamento dei dati personali rilevati tramite le app deve rispettare il principio di trasparenza: gli utenti devono essere informati, prima dell’installazione, del trattamento dei loro dati con un linguaggio semplice, chiaro, intellegibile e facilmente accessibile.

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