Sardegna, l’isola sostenibile

Il 2021 è il primo anno del Decennio delle scienze del mare delle Nazioni Unite. Le aziende sarde lo celebrano scommettendo sul futuro sostenibile dell’isola e su uno sviluppo più ‘circolare’. Nasce così la Blue community di Medsea, fondazione impegnata nella tutela degli ecosistemi marino costieri. Progetti, numeri e visione comune sono stati presentati – a inizio luglio a Cagliari, ma anche in diretta web sui social – durante Blue Waves, primo evento di riferimento per le imprese impegnate nell’economia circolare per il mare e l’ambiente.

Sofia Bonicalza

A partecipare, Francesca Santoro, oceanografa dell’Unesco e coordinatrice delle iniziative italiane del Decennio delle scienze del mare per lo sviluppo sostenibile. Presenti Marta Maggetti, atleta cagliaritana che rappresenta l’Italia alle Olimpiadi di Tokyo nella categoria windsurf Rs:X, e la campionessa di atletica leggera Sofia Bonicalza, entrambe impegnate in prima persona nella difesa del mare e dell’ambiente.
Alcune aziende già da tempo avevano avvertito ciò che stava succedendo. “I cambiamenti climatici negli anni Novanta sembravano un fenomeno remoto”, ha raccontato Elisabetta Falchi, proprietaria di sesta generazione dell’Azienda Agricola Falchi. “Poi è arrivata la siccità e abbiamo assistito all’inaridimento della nostra terra, allo stallo della produzione: è stata l’occasione per riflettere e vedere le cose in prospettiva. Oggi lavoriamo nel rispetto della terra, dell’acqua e delle specie animali e vegetali che le popolano”.
Un’altra testimonianza è quella di Nieddittas, azienda sarda leader nella mitilicoltura che, attraverso il riutilizzo delle plastiche delle retine, crea oggetti di ecodesign per l’arredo urbano nell’ambito del progetto Blue Eco Lab di Medsea.

Elisabetta Falchi

Secondo il Rapporto 2021 sull’economia circolare in Italia del Circular Economy Network, dal punto di vista della sostenibilità l’Italia si colloca al primo posto tra i cinque principali Paesi europei. “La Sardegna offre tante possibilità per sperimentare modelli economici circolari e sostenibili che sfruttino a pieno il grande patrimonio naturale che abbiamo ereditato per riconsegnarlo alle future generazioni ancora più bello e preservato”, ha sottolineato Alessio Satta, presidente della fondazione Medsea, “e quest’approccio sta diventando un nuovo modo di comunicare e fare impresa oggi: bellissime realtà sarde innovative nascono già con questi presupposti o si ripensano completamente. Per Medsea questo è un evento speciale ispirato dai manifesti per la Sardegna di Stefano Asili, uno dei migliori designer e grafici d’arte contemporanei degli ultimi decenni, recentemente scomparso. È una chiamata alle armi per tutti, sardi e non sardi, per difendere la bellezza della nostra terra, del suo ambiente e del suo paesaggio”.

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