Il presidente di Agcom, Giacomo Lasorella spiega la ratio e il senso del riassetto organizzativo che è stato varato ieri dal Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che ha ridisegnato la prima linea dell’Ente rinviando a una secondo tempo la definizione degli uffici di secondo livello. Autentica novità della riorganizzazione è che nasce la direzione Servizi digitali che in Agcom non esisteva e che è specificamente mirata su Intenet il digitale e le piattaforme. Agcom che si mette al passo coi tempi è un gran bel segnale. Ma non è l’unico elemento di novità.
Nel rimescolamento di competenze e direttori – tutti interni e con poche eccezioni tutti già di prima fascia – la direzione Servizi digitali affidata a Benedetta Liberatore si affianca a tre megadirezioni: Reti, servizi e comunicazioni elettroniche che vede direttore Antonio Provenzano, Media sotto la responsabilità di Giorgio Greppi e Poste italiane passate nelle mani di Ivana Nasti. Chiudono il giro le classiche Tutela dei consumatori e Studi e Ricerche Statistiche con capo rispettivamente Marco Delmastro e Marco Staderini. Nel ruolo di Segretario generale di Agcom è riconfermata Giulietta Gamba nominata subito dopo l’insediamento di Lasorella , e Nicola Sansalone vice. L’altro vice Segretario diventa Giovanni Santella.
Unico neo è che la riorganizzazione è passata a maggioranza e non all’unanimità come quasi tutti i provvedimenti precedenti: ha avuto il voto favorevole dei commissari Laura Aria, Antonello Giacomelli e Enrico Mandelli ma il no di Elisa Giomi in disaccordo col metodo. La commissaria pentastellata aveva già votato contro i due procedimenti su Vivendi- Mediaset. Per Lasorella che cerca di varare un provvedimento solo dopo aver raggiunto il pieno consenso del Consiglio il pollice verso della Giomi è un boccone amaro da mandare giù. E non lo nasconde. “ Questa riforma nasce dall’intero consiglio con lo scopo di cercare di dare la maggiore efficienza e trasparenza alla macchina e renderla funzionale allo svolgimento dei compiti propri di agcom – spiega Lasorella – . Mi spiace molto che la commissaria Giomi abbia ritenuto di non poter condividere un percorso che era iniziato insieme e che aveva una sua logica e coerenza. Con rammarico ne ho preso atto”.

Prima – Presidente, quali sono le linee guida di questa riorganizzazione?
Giacomo Lasorella – La linea è stata quella di sagomare le direzioni secondo grandi filoni di competenze – uscendo dagli spezzettamenti e dalle sovrapposizioni – in funzione dei grandi filoni di attività dell’Autorità che sono appunto le reti di comunicazione elettronica, i media, le poste e la nuova grande competenza che è quella delle piattaforme elettroniche, fondamentalmente il digitale.
Prima – Avete così creato la direzione dei Servizi digitali che prima non c’era.
G. Lasorella – Prima c’era una direzione che si occupava anche di digitale, ma nella precedente Agcom le competenze in questo settore erano molto frammentate. Adesso via via si stanno consolidando. La legge finanziaria del 2020 ci ha attribuito la competenza sul Regolamento europeo Platform to business e adesso con l’attuazione delle nuove direttive comunitarie che avverrà a breve con appositi decreti legislativi – arriveranno tutta una serie di competenze sul digitale per cui individuare una direzione specifica è un supporto fondamentale.
Prima – Complessivamente la sua Agcom avrà sei megadirezioni. Quanto cambia rispetto a prima?
G. Lasorella – Cambia abbastanza. La direzione Poste era già tale e sui Servizi media abbiamo fatto alcuni aggiustamenti. Ma nella direzione Reti abbiamo messo la gestione dello spettro relativo sia alle comunicazioni elettroniche sia ai segnali digitali delle televisioni. E poi abbiamo riunito tutta la materia del digitale. Ma mi lasci dire che altro tassello essenziale è la collaborazione e l’integrazione funzionale tra le direzioni che non devono essere monadi. Tanto più parlando di una Agcom convergente, è obbligatorio che dialoghino tra loro.
Prima – Perchè ritiene che questo assetto sia più trasparente?
G. Lasorella – Come lei sa Agcom si regge sul contributo degli operatori. E creare grandi settori di competenze concentrate e non frammentate o sovrapposte, aumenta la trasparenza perché a ogni settore corrisponde il contributo del mercato di riferimento.
Prima – La sua Autorità è molto operativa come dimostrano i molti atti importanti che avete deciso, e il fatto che in pochi mesi vi siete portati a casa la riorganizzazione. Ma vi siete mossi in fretta anche per il ritardo accumulato dalla precedente Agcom sul ricambio dei dirigenti?
G. Lasorella – Questa riorganizzazione è un atto dovuto dato che la precedente consiliatura aveva prorogato di sei mesi la durata degli incarichi della prima linea proprio per consentire ai noi che entravamo di decidere l’organizzazione. Ma non l’abbiamo fatta in fretta per un intento punitivo anzi ho una piena e completa fiducia nella struttura dirigenziale. Lo prova il fatto che non abbiamo preso competenze dall’esterno e abbiamo sostanzialmente confermato tutti i direttori di prima linea pur facendoli girare. La rotazione dei direttori è un principio molto importante di buona amministrazione e di trasparenza: nessun direttore è rimasto al suo posto ed è stato applicato il criterio per cui laddove non ci sia stata una rotazione sono state diversamente ridistribuite le competenze.
Prima – Napoli è l’altra sede di Agcom: come viene valorizzata nella riorganizzazione?
G. Lasorella – A Napoli restano come già in passato la direzione Tutela dei consumatori e gran parte della direzione Studi ricerche e statistiche. La novità è che sposteremo a Napoli la direzione Poste e inoltre vogliamo potenziare la vocazione di riflessione e studio proprie della città partenopea in modo da farne un luogo che dialoghi con la città e con il mondo accademico e possa diventare un centro di ricerca di eccellenza.
Prima – A fine anno scade la convenzione con i Corecom che farete e che posto hanno nella riorganizzazione?
G. Lasorella – Le trattative sono a buon punto e spero di concludere con i presidenti delle Regioni e con la conferenza delle assemblee legislative regionale un nuova convenzione che sostituisca la precedente. Il rapporto con i Corecom è prioritario e avremo una struttura nella Segreteria generale che si occuperà specificamente di tenere le relazioni con loro.
Prima – Ci sono novita per l’Ufficio Comunicazione?
G Lasorella – Stiamo lavorando per aumentare la comunicazione non solo con i giornalisti, ma anche con i cittadini, i professionisti e nei confronti delle aziende. Un tassello di questa riorganizzazione è il potenziamento del sito Internet: siamo ancora in una fase di progettazione e di primo sviluppo, ma si trasformerà radicalmente.

















