Tv, slitta di quattro mesi la tabella di marcia per la liberazione della banda 700 del digitale terrestre

Come era ormai nelle cose il Ministro dello Sviluppo economico Giancarlo  Giorgetti è pronto a spostare a gennaio 2022 l’avvio del refarming delle frequenze della banda 700 che doveva cominciare  a settembre.

Restando però ferma   la data del 30 giugno 2022 come termine ultimo –  disposto dall’Europa –  per liberare tutta la  banda 700  occupata finora  dalle televisioni e consegnarla agli operatori telefonici. Slitta la tabella di marcia ma  “la data del 30 giugno 2022  è fuori discussione”, ha avvertito  il ministro del mise Giancarlo  Giorgetti che ha presieduto ieri mattina la ampia consultazione che si è svolta con tutti gli operatori interessati per decidere lo slittamento  del cambio tecnologico.  

Giancarlo Giorgetti (Foto Ansa/ANGELO CARCONI)

A fianco del ministro era presente all’incontro anche la sottosegretaria dem Anna Ascani che avendo la delega per le Tlc coordinerà il tutt’altro che semplice processo del refarming.  

Anna Ascani (Foto Mauro Scrobogna /LaPresse)

Il rinvio era ormai scontato  per i  ritardi accumulati da tutte le attività,  non ultimo  il ritardo per l’emanazione  dei bandi per le tv locali  – l’anello debole del processo –  che si  sono saldati  alla impreparazione dell’utenza al cambiamento tecnologico che si deve fare.  Sono milioni e milioni i televisori e i decoder che devono essere rinnovati per  passare ai nuovi standard  del digitale terrestre e finora è rimasto tutto fermo o quasi. 

Tutti nodi  che non si sono ancora  sciolti tenuto conto  che si sono avvicendati tre cambi di governo senza dimenticare la  pandemia che ha sconvolto la vita di tutti. Allo stato delle cose è apparso quindi saggio lo slittamento a gennaio  anche se la compressione dei tempi complicherà il processo che resta pur sempre  fattibile.   

Adesso la partita dell’adeguamento  tecnologico delle famiglie  comincerà  con il via ad  agosto, del bonus di 100 euro (era stato previsto a febbraio scorso!) disposto per tutti i cittadini senza vincolo di reddito a cui si accompagnerà una campagna di comunicazione molto intensa a parte dalle prossime settimane   ai fini di  caldeggiare cittadini e famiglie a mettersi in regola con apparecchi di standard più evoluti.   

Da gennaio  2022  inizierà invece il processo di liberazione della banda 700 –   per aree geografiche e secondo il calendario che sarà definito dal Mise con un decreto in via di preparazione – legato alla dismissione della vecchia  codifica  DVBT-MPEG 2 con il rinnovamento di televisori e decoder  che leggano almeno la nuova codifica MPEG-4 (e le più evolute  HEVC) da attuarsi entro e non oltre il 30  giugno 2022. 

Il passaggio almeno al DVBT-MPEG 4 e ai successivi standard più evoluti fino al definitivo DVBT-2  permetterà almeno il raddoppio della capacità trasmissiva indispensabile a liberare la banda 700 senza penalizzare la trasmissione dei canali televisivi attuali. 

Dalle analisi della Fondazione Bordoni, il braccio tecnico del Mise,  tutti i primi televisori  – tra gli incentivi alla rottamazione e decoder – dovrebbero essere tutti in MPEG 4 a gennaio 2022.  Ci sono dei vecchi apparecchi che erano in grado  di leggere anche   la codifica MPEG 4 che avranno  tempo di sopravvivere fino a gennaio 2023 – gli è stata allungata la vita di un anno  contando sul fatto tra i mondiali di calcio  del Katar  previsti a novembre 2022 e la bonanza di Natale si spera che ci sia la spinta finale per il cambio dei televisori.  

Per l’attivazione dello standard DVBT-2 che permetterà di fare il 4 K e le trasmissioni a più alto standard  il processo a livello nazionale è disposto a  partire dal 1 gemnnaio  2023. 

Nel passaggio dall’analogico al digitale terrestre per incentivare le famiglie a equipaggiarsi con televisori  adeguati si spensero  Raidue e Rete 4 in analogico, adesso il fatto interessante  è che la Rai si è impegnata – lo ha dichiarato nella riunione di ieri il cto della Rai Stefano Ciccotti –  a spegnere nel vecchio standard MPEG-2 tutti i canali specializzati  che saranno trasmessi solo in MPEG 4 già a partire da ottobre, in anticipo  sul calendario ministeriale della migrazione.

Parliamo di canali entrati nella dieta dei consumatori, una lista che va dai gettonati  Rai4, Rai Premium, RaiMovie fino ai più esigenti Rai Storia e Rai5,  tali da  spingere al pubblico degli affezionati  a cambiare televisori e decoder per non perdere i programmi del cuore. Nel frattempo si terranno accese  le reti premium Raiuno, Raidue e Raitre anche in MPEG 2  perché continuino a essere  visibili a tutti. Lo stesso sembra intenzionata  a fare Mediaset anche se non  ha ancora precisato tempi e canali.

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