Rai, Fuortes comincia fortissimo

Al lavoro fin da subito con la massima attenzione ai costi per chiudere il bilancio in pareggio.

 

Carlo Fuortes e Marinella Soldi

“Care colleghe, cari colleghe è per noi un onore che, in questo particolare momento storico ci venga affidata, per il nostro mandato, la più grande Azienda culturale del Paese”. E’ l’incipit della lettera di saluto che il nuovo vertice Rai, la presidente Marinella Soldi e l’ad Carlo Fuortes, hanno inviato a tutti i dipendenti non appena insediati a viale Mazzini. Una lettera che non è stato solo un modo gentile per rompere il ghiaccio con l’azienda, ma anche di toccare in alcuni passaggi nodi programmatici.
“Ci metteremo al lavoro fin da subito con la massima attenzione, con rispetto e responsabilità per un Servizio Pubblico in grado di rispondere in maniera ancora più attenta alle esigenze dei cittadini italiani” scrivono le due figure apicali della Rai lanciando il segnale di essere un team unito. “La Rai svolge un ruolo primario nella costruzione della coesione e inclusione sociale – si legge anche nella lettera (il testo integrale è pubblicato in fondo, ndr) e ha bisogno di avere il coraggio e le energie positive per innovare e sperimentare. Un obiettivo che in questi giorni si rinnova attraverso un Consiglio di Amministrazione che avvia il suo percorso pienamente consapevole della necessità di un forte cambiamento per affrontare adeguatamente le grandi sfide culturali economiche e tecnologiche dei prossimi anni, indispensabili per la nostra Azienda.”

Soldi e Fuortes si sono messi al lavoro fin dal primo giorno (e hanno riunito già due volte il Cda) dimostrando di marciare all’unisono. La scena se l’è presa tutta l’amministratore delegato che ha i tutti i poteri gestionali e ha già fatto capire che intende usarli. A viale Mazzini dove sono soliti dare appellativi lo hanno battezzato ‘Napoleone’ perché, dicono, “veste spesso di bianco, si porta la mano al petto parlando, è assertivo col piglio del decisionista”.

In questi primi settimane Fuortes sta incontrando tutti dirigenti di primo riporto, cominciando dai direttori dell’area corporate, i direttori delle reti e dei telegiornali e via a seguire. Ai direttori dei telegiornali ha chiesto anche un parere sui corrispondenti: ci sono due sedi scoperte quelle di Pechino e di Israele.
Fuortes ha dato l’impressione di avere in testa un quadro chiaro dell’azienda e dei suoi dirigenti e che stia cercando conferma delle informazioni raccolte dal suo vasto giro di conoscenze che si incrociano con la storia della Rai.

Fuortes ha già fatto alcune mosse operative dimostrando di essere uno che decide rapidamente. Da qualche giorno infatti sono arrivare le prime lettere ai direttori con l’indicazione dei tagli da fare da qui a dicembre. Tagli decisi discrezionalmente da Fuortes col capo delle Finanze Giuseppe Pasciucco e non discussi preventivamente con i vari responsabili. Invertendo la rotta dei suoi predecessori il nuovo Ad della Rai si è fatto approvare nell’ultimo Cda la revisione del budget 2021 con la previsione del pareggio di bilmacio rispetto ad una perdita di una cinquantina di milioni preventivata dal precedente ad Fabrizio Salini, che consideravail costo degli Europei di calcio e delle Olimpiadi. Fuortes ha detto di considerate che sia un obbligo per una azienda che ha il canone di avere i conti in pareggio. Una dichiarazione di intenti che lascia supporre che uno dei mandati avuti dall’azionista sia quello di efficientare l’azienda tagliando incrostazioni e sprechi.
Nel cda che ha votato la revisione chiesta da Fuortes unica voce dissonante è stata quella del consigliere dei dipendenti Riccardo Laganà che in tandem con l’ Usigrai ha criticato la decisione di tagli programmati fuori da un piano industriale ed editoriale.

Le direzioni interessate dai risparmi dovrebbero essere Raiuno, Raidue e Raitre insieme al Marketing, a RaiPlay, al Centro Studi e a Rai per il Sociale. Sotto tiro anche i canali in lingua inglese e quello parlamentare che non ancora varati vanno ulteriormente valutati.
Comunque con la pubblicità in forte ripresa e la previsione positiva sul canone ‘speciale’, grazie al fatto che tutti gli esercizi pubblici sono riaperti, si stima che la sforbiciata non dovrebbe essere superiore a una ventina di milioni e le specifiche riduzioni non troppo invasive.

L’altro segnale dell’esordio di Fuortes è stato il licenziamento in tronco di Nicola Sinisi, l’ex direttore del Canone speciale e Beni artistici, sulla cui testa pendeva un procedimento disciplinare dopo l’audizione in Vigilanza della fine di giugno in cui rinvangando la storia del presepe laico commissionato a Marco Lodola era arrivato a dire che i vertici aziendali avevano mentito al Parlamento. Dopo di che era stato sospeso dall’incarico dallo stesso Salini che aveva aperto un’istruttoria lasciata in eredità a Fuortes che ha deciso.
Adesso gli occhi sono puntati su cosa succederà a settembre quando scadranno i contratti (a termine) del direttore generale Corporate, Alberto Matassino e del capo della comunicazione Marcello Giannotti, entrambi ingaggiati da Salini con un contratto a termine, che non voluto confermare con un contratto a tempo indeterminato prima di uscire dall’azienda. Che farà Fuortes che non si è portato neppure la segretaria scegliendo di lavorare con lo staff ereditato da Salini?
Scadenze importanti dovranno essere affrontate in autunno quando scadranno gli incarichi dei direttori dei telegiornali, quasi in contemporanea al turno delle elezioni amministrative che sarà il grande banco di prova del nuovo peso politico dei partiti nel Paese, che chiederanno di resettare in modo adeguato la loro influenza sulla Rai. La Lega si sta avvantaggiando mettendo già insieme una ricca squadra di candidati, il Pd sembra prendere tempo anche se non fa mistero di ambire alla direzione del Tg1, dove si parla delle possibili candidature di Antonio Di Bella, pluridecorato per servizi resi alla Rai, Simona Sala, che sta facendo bene alla direzione di Radio Rai Uno che cura anche l’informazione radiofonica, e di Monica Maggioni, ex presidente Rai e ex direttrice di Rainews24, con ottimi contatti istituzionali.

La lettera di saluto che il nuovo vertice Rai, la presidente Marinella Soldi e l’ad Carlo Fuortes,

Care colleghe, cari colleghi,

è per noi un onore che, in questo particolare momento storico, ci venga affidata, per il nostro mandato, la più grande Azienda culturale del Paese.

Consapevoli della rilevanza che i media rivestono nella società contemporanea, ci metteremo al lavoro fin da subito con la massima attenzione, con rispetto e responsabilità per un Servizio Pubblico in grado di rispondere in maniera ancora più attenta alle esigenze dei cittadini italiani. Ci impegneremo inoltre a valorizzare la creatività e il talento delle tante professionalità e maestranze interne all’azienda.

La Rai svolge un ruolo primario nella costruzione della coesione ed inclusione sociale e ha bisogno di avere il coraggio e le energie positive per innovare e sperimentare.

Un obiettivo che in questi giorni si rinnova attraverso un Consiglio di Amministrazione che avvia il suo percorso pienamente consapevole della necessità di un forte cambiamento per affrontare adeguatamente le grandi sfide culturali, economiche e tecnologiche dei prossimi anni, indispensabili per la nostra Azienda.

La cultura, la memoria, la libera informazione, l’impegno civile che il Servizio Pubblico costantemente esprime e rappresenta con la sua intera programmazione, sono elementi essenziali per la nostra democrazia.

A tutti noi il compito di sostenere insieme ogni giorno questi elementi e di interpretarli nel modo migliore possibile, guardando al futuro con fiducia.

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