Soldi e Fuortes, primo incontro con la Vigilanza Rai. Servizio pubblico e rigore della gestione. Necessario recuperare nuove risorse

Una gestione sana per evitare di portare i libri in tribunale, servizio pubblico, contratto di servizio  e multimedialità le stelle polari a cui si ispira la nuova governance, che riconosce nei commissari della Vigilanza la figura dell’editore.

Il primo incontro tra il neo presidente Marinella Soldi, e il nuovo ad Carlo Fuortes e i commissari della Vigilanza della vigilanza Rai si è svolto ieri sera a Palazzo di San Macuto, per due ore a partire dalle 20.30, registrato via web. Il presidente Alberto Barachini ha presentato i due ospiti passando subito la parola a Soldi che  ha chiarito che oltre alle deleghe da statuto del presidente le sono state affidate quelle per i rapporti istituzionali e per la multimedialità, scelta in linea con le sue competenze manageriali. Nella sua relazione  la presidente ha fatto un racconto molto ampio di quelli che sono i punti qualificanti per una “sana e prudente” gestione della RAI, sottolineando ripetutamente l’impegno di individuare cos’è il servizio pubblico in uno scenario trasformato e in un sistema di competizione globale su diverse piattaforme.  “Vogliamo un’azienda che crei valore pubblico con un patto rinnovato con i cittadini e con gli stakeholder”, ha sottolineato la presidente “con la consapevolezza delle importanti responsabilità che ha la Rai”. Tra gli impegni:  valorizzazione delle risorse interne,  lavorare per raggiungere nuovi pubblici, soprattutto i giovani, leale collaborazione con le istituzioni. Soldi ha voluto chiarire di considerare il Parlamento e dunque la Commissione di vigilanza “l’editore della Rai”, con cui sarà necessario un rapporto di confronto continuativo – stesso concetto ripreso nel suo intervento anche dall’ad – una condivisione di responsabilità che troverà un terreno di lavoro sul rinnovo del contratto di servizio che sarà “una sfida professionale e personale” tenendo conto naturalmente del patrimonio culturale che la Rai rappresenta e “della presenza di tutti i soggetti che formano la società italiana”. 

Fuortes è entrato subito nel merito dei temi legati a scelte gestionali per fare capire ai commissari il contesto del suo lavoro, dopo però aver affrontato  gli impegni per quanto riguarda l’informazione in vista delle scadenze legate alle prossime elezioni amministrative, ma anche alla raccolta firme per i quesiti referendari promossi dal Partito radicale e dalla Lega sulla giustizia. L’ad, dichiarando che “saranno rispettati i contenuti dell’articolo 6 del Contratto di Servizio” ha voluto citare integralmente il testo per cui “la Rai è tenuta a  impostare la propria offerta informativa ai canoni di equilibrio, pluralismo, obiettività, completezza, imparzialità, indipendenza e apertura a diverse formazioni politiche e sociali  a garantire  un rigoroso rispetto della deontologia professionale da parte dei giornalisti e degli operatori del servizio pubblico, i quali sono tenuti a coniugare i principi di libertà con quelli di responsabilità nel rispetto della dignità della persona, assicurando un contraddittorio adeguato, perfettivo e leale”. “Sono parole che sposiamo integralmente e che ci impegniamo personalmente a far rispettare a tutti i livelli. Convinti che il pluralismo si traduca in una  garanzia di un’adeguata presenza di tutti i soggetti che compongono la società”. Un impegno formale rispetto agli interlocutori politici, ma anche un forte messaggio per il popolo della Rai, invitato a mettersi in linea.

IMPEGNO PER LA MULTIMEDIALITA’

Chiarito subito l’approccio alle questioni che hanno sempre generato grandi polemiche in Vigilanza, Fuortes è entrato nel merito della multimedialità dell’offerta secondo logiche multipiattaforma, che rientra nel perimetro della convenzione Stato Rai, e che “deve vedere la Rai in grado di intercettare i nuovi modelli di fruizione del pubblico. In questo senso si tratta di disporre dei diritti sul web e sulle piattaforme digitali della nostra offerta. Questo è un tema di cui abbiamo visto gli impatti in questi giorni con riferimento alle Olimpiadi in corso di svolgimento a Tokio” ha  detto l’ad, bacchettando la scelta del precedente cda che, con delibera del 30 maggio 2019,  ha acquistato un pacchetto di diritti per 42milioni di euro  che “consente un massimo di 200 ore di diretta e 200 ore di repliche senza possibilità di simulcast e di sfruttamento di diritti web”. In sostanza Fuortes, riconoscendo gli ottimi risultati conseguiti,  lamenta che “con immagini provenienti in diretta da ben 48 venue il prodotto  Rai possa apparire frammentato con tutti i limiti dovuti all’impossibilità di utilizzare altri canali lineari oltre a Raidue e la piattaforma Raiplay”. Esisteva un’altra opzione, rivela Fuortes, “per 330 ore di diretta anche in replica, più simulcast e diritti web, ma fu scartata dal cda perché il costo di 62 milioni non era in linea con il budget disponibile. A questo riguardo voglio dire che  per il futuro il nostro intendimento, della presidente, mio e del cda  è prevedere sempre l’acquisto dei diritti streaming e web dei grandi eventi sportivi in aggiunta a quelli lineari”.  

Fuortes racconta la decisione presa nel primo cda  per l’acquisizione dei diritti web e digitale per gli highlights della Serie A di calcio, cosi come per i mondiali del 2022 in Quatar  e per prossimi Giochi Paralimpici di Tokyo.

GESTIONE ECONOMICA VIRTUOSA

L’amministratore delegato poi ha voluto specificare il suo concetto di “gestione economica virtuosa” che “rappresenta una precondizione indispensabile per affrontare in modo adeguato i grandi cambiamenti che la Rai dovrà mettere in campo”. La prima decisione che ha fatto rumore è stata “una revisione del budget 2021 con un risultato in pareggio, rispetto a un disavanzo di 57 milioni di euro del budget iniziale”, presentata nella prima riunione del cda del 28 luglio.  Un provvedimento che  realizza un efficientamento dei bilanci di tutte le strutture aziendali  senza intaccare  in alcun modo il palinsesto già presentato nel giugno scorso”(…)”Questi interventi non avranno nessun effetto sul prodotto, programmi, qualità dell’offerta. Anche perché grazie a maggiori risorse dalla pubblicità le esigenze sul taglio dei costi sono state davvero minimali, in media non superiori all’1% del budget”, ha chiarito Fuortes promettendo che “per tutta la durata del suo mandato non presenterà mai una previsione di bilancio in perdita”.

 D’accordo con la presidente e il cda di attuare una “gestione attenta  e rigorosa delle importanti risorse che i cittadini ci affidano attraverso il canone”. Fuortes è stato molto preciso nel dettagliare la situazione economica della Rai, partendo dalle risorse da canone. “Rispetto alle sorelle del  servizio pubblico  in Europa siamo sotto finanziati”  elencando come: ”in Italia il canone è di 90 euro, in Francia 135 euro, in Inghilterra 180 euro, mentre Germania 240 euro”. 

“Abbiamo una parte di introiti da  pubblicita che però hanno un tetto, e si discute addirittura di ridurlo”, ha insistito l’ad. “Qui non parliamo di valorizzare la Rai. Stiamo parlando di come riuscire a continuare a vivere. Quindi la questione della buona gestione con il bilancio in pareggio è estremamente importante. Perché tra non molti anni se si continua così si portemo i libri in tribunale. Trecento milioni di aggravamento della situazione finanziaria è un costo veramente molto difficile da sopportare”.

Cosi come la presidente Soldi,  Fuortes ha richiamato la necessità “di programmare incontri periodici  nell’ambito dei quali affrontare il complesso delle attività della Rai, nella convinzione profonda che un rapporto organico e costruttivo con questa commissione costituisca un elemento necessario per poter sviluppare in modo adeguato l’incarico che ci è stato affidato”.

GLI INTERVENTI DEI COMMISSARI

E’ toccato poi ai commissari che sono intervenuti numerosi, accogliendo con parole cortesi i nuovi vertici della Rai. Al centro dell’interesse degli interventi i tagli dei costi  con la preoccupazione che la severità della nuova gestione non si rifletta “sulla qualità del prodotto. 

Valeria Fedeli, capogruppo Pd, ha aperto i giochi salutando particolarmente la presidente Marinella Soldi, portabandiera di una presenza qualificata femminile, e dichiarando apprezzamento per la decisione di “prendere in mano i processi di cambiamento e il riposizionamento sul digitale”. Fedeli ha sottolineato anche l’urgenza di affrontare il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti scaduto nel 2018, e di individuare un ruolo per la Rai all’interno della partita per la Rete unica e di  confrontarsi con i processi infrastrutturali del Paese.   Andrea Romano, sempre Pd, ha posto l’accento sulla necessità che la Rai aumenti i propri investimenti in produzioni audiovisive, che “hanno visto un taglio di budget del 20% nel budget 2021, facendo attenzione a non mettere in crisi il sistema produttivo italiano” . 

Valeria Fedeli (Foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Che fine farà il piano industriale votato in commissione nel 2020 e fermo al palo?  È uno degli interrogativi posti da Daniela Santanché, (FdI), che ha chiesto anche l’impegno della presidente Soldi a garantire i diritti di Fratelli d’Italia, partito dell’opposizione che non è presente nel cda Rai, un vulnus che peserà nei rapporti interni alla commissione come si è visto  dall’attacco di Federico Mollicone, altro commissario di FdI, al presidente Barachini accusato di irregolarità nella gestione della prima parte della riunione su ‘attività di indirizzo e vigilanza’, avendo iniziato senza il numero legale. 

Daniela Santanchè (foto Olycom)

Federico Mollicone

Primo di Nicola, Cinquestelle, ha augurato buon lavoro a Fuortes e a Soldi “sapendo che le fortune della loro missione possono essere anche la fortuna del servizio pubblico. Il vostro compito è difficile anche per le commistioni politiche che coinvolgo la governance Rai, commistioni che mi hanno portato ad augurare che questo sia l’ultimo cda eletto secondo una riforma che ha tenuto ancora un volta prigioniero della politica il servizio pubblico. Noi auspichiamo che possa partire la riforma della governance per dotare l’azienda di un editore e di un  consiglio di amministrazione svincolati il più possibile dalla politica”, ribadendo  infine  l’importanza che il M5Stelle  riconosce al servizio  pubblico e al ruolo che gioca nell’informazione.

Primo Di Nicola (foto Fnsi)

Maurizio Gasparri di Forza Italia , veterano in vigilanza,  ha parlato con ironia della pericolosità nell’affrontare la riorganizzazione dell’informazione “per cui sono saltati due direttori generali: Gubitosi e Campo Dall’Orto”.  Mentre Michele Anzaldi, Italia Viva,  un vero militante della Vigilanza e del controllo sulla Rai, ha detto di augurarsi che il buon lavoro dei nuovi responsabili lo liberino dell’impegno di monitorare la gestione dell’informazione e di tutto quello che succede dentro e fuori Viale Mazzini,  lavoro indefesso che trova ampio spazio sui social, web e agenzie di stampa. 

Michele Anzaldi (Foto LaPresse)

Un piccolo cammeo per l’inossidabile Emilio Carelli, Coraggio Italia, giornalista fondatore di Skytg24,eletto con i Cinquestelle che ha deciso di abbandonare per aderire (lo scorso 7 giugno) al nuovo soggetto politico centrista lanciato da Luigi  Brugnano, sindaco di Venezia. Carelli oltre a sperare che i giornalisti della Rai si accorgano di Coraggio Italia, entrando nel merito della discussione ha detto che spera nell’impegno di migliorare il prodotto, di puntare a una semplificazione dell’offerta che permetterebbe di trovare risorse da investire, e di affrontare il tema del costo del lavoro. 

Emilio Carelli (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Non poteva sfuggire all’interesse della commissione la vicenda di Nicola  Sinisi, ex direttore Canone e Beni artistici Rai, che ha dichiarato  mesi fa durante un’audizione in Vigilanza che la Rai aveva risposto con un falso a un interrogazione parlamentare a proposito del caso del ‘presepe laico’ (commissionato a Marco Lodola da Sinisi per 38mila euro e contestato dall’ad Salini che ha deciso di non farlo esporre al piano terra di Viale Mazzini). Sulla storia si è scatenato un putiferio con un’interrogazione dei commissari Pd. Intanto Sinisi era stato sospeso dal suo incarico e, arrivato Fuortes,  è stato licenziato. Fuortes ha spiegato ai commissari che entrato in azienda  aveva trovato il procedimento in atto contro Sinisi che rappresentato dal proprio avvocato è stato ascoltato da una commissione formata da organi competenti dell’azienda, esperti esterni, che hanno deciso che c’erano tutti gli elementi per il licenziamento.  Tocca adesso alla politica capire cosa è veramente successo.  

In questa primo incontro tra i manager Rai e le loro controparti politiche c’è un aspetto interessante che riguarda Fuortes:  il suo sconcerto per domande basate su notizie false girate sui giornali e siti internet. “Una incredibile disinformazione” è sbottato. La più clamorosa è quella dell’obbligo, dettato  dall’Europa, di portare fuori il canone Rai dalla bolletta elettrica, un fatto che ha creato grande preoccupazione e domande su cosa fare in futuro.  Altre bufale: la vendita di Raidue, l’abolizione di edizioni notturne di telegiornali, e tagli di costi tra i 4 e il 5%. 

Si capisce perchè Soldi e Fuortes hanno proposto di avere un rapporto continuativo e rodato con i  commissari della Vigilanza un modo  per  ragionare  sulla realtà delle cose, e non su fantasie alimentate in azienda per agitare le acque e renderle torbide. 

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