Leone (Produttori audiovisivi): Dalla modifica dei tetti agli spot impatto gravissimo per la Rai. Minori introiti tra 60 e 100 milioni

“Se si confermeranno le indiscrezioni circa una diminuzione dell’affollamento pubblicitario della Rai al 6-7% nel day time e al 12% nel prime time, questo avrà un impatto gravissimo sugli investimenti del servizio pubblico nella cultura e nei prodotti audiovisivi e cinematografici”. Lo dice all’ANSA il presidente di Apa (Associazione Produttori Audiovisivi) Giancarlo Leone, dopo il via libera del Consiglio dei ministri al provvedimento attuativo della direttiva Ue sui media audiovisivi. “Abbiamo calcolato – prosegue Leone – che l’introduzione di queste misure potrebbe arrecare minori introiti pubblicitari per la Rai tra i 60 e i 100 milioni di euro l’anno che si tradurrebbero inevitabilmente in minori investimenti sulla cultura, essendo questi legati a quote obbligatorie del fatturato del servizio pubblico. Salutiamo con favore l’incremento della raccolta pubblicitaria per le emittenti commerciali, ma riteniamo molto preoccupante l’ipotesi di una riduzione per il servizio pubblico che notoriamente investe l’80% della torta degli investimenti culturali rispetto alle altre emittenti”.

Giancarlo Leone (Foto LaPresse)

“L’ipotesi di incremento degli investimenti nelle produzioni locali per gli streamers – sottolinea ancora Leone – va nella direzione di altri Paesi europei, a partire dalla Francia, ed è positiva purché sia allineata a regole di ingaggio che al momento non sono ancora state oggetto di appositi decreti attuativi”.

La senatrice PD Fedeli schierata per le risorse da garantire alla Rai. Contro le minacce di taglio degli introiti pubblicitari – “Il tema delle risorse da assicurare alla Rai per garantire un servizio pubblico all’altezza di una grande azienda culturale, industriale e dell’informazione europea, la più importante a livello nazionale, è questione centrale più volte sollevata e in modo molto opportuno affrontata anche dal neo amministratore delegato Fuortes in occasione della sua prima audizione in commissione di Vigilanza mercoledì scorso. Le legittime preoccupazioni di molti, rappresentate anche nel corso di diversi interventi in Vigilanza, sul possibile danno che i nuovi tetti agli spot previsti dal recepimento della direttiva Ue comporterebbe, vanno dunque prese in seria considerazione e analizzate nel merito. Per questo considero assolutamente fondamentale l’impegno già assunto da Fuortes a confrontarsi con la Vigilanza proprio su questo specifico ma determinante aspetto del piano strategico di rilancio dell’azienda” così la capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai Valeria Fedeli.

Valeria Fedeli

“Per poter garantire il raggiungimento degli obiettivi strategici, il rispetto del contratto di servizio, un’offerta culturale così come la produzione di contenuti audiovisivi in grado di competere a livello internazionale e un’informazione di qualità, innovativa, plurale, indipendente, la Rai ha bisogno di poter contare su risorse certe e sufficienti. Una condizione assolutamente necessaria ad assicurare tutti quegli investimenti fondamentali sulle competenze, l’innovazione, la digitalizzazione, i processi di sostenibilità e inclusione paritaria che il servizio pubblico deve affrontare per accompagnare e guidare il Paese attraverso tutti i processi di grande trasformazione in atto”.

L’allarme dell’Usigrai – “La Rai rischia un danno di decine di milioni di euro. Il recepimento della Direttiva Ue modifica il Tusmar e interviene sui tetti pubblicitari. Apparentemente si prevede un aumento anche per la Rai. In realtà, si tradurrà in una ulteriore perdita per le casse del Servizio Pubblico, perché il conteggio verrà fatto per ogni singola rete e solo in alcune fasce orarie”.
Così l’Usigrai – come riporta Ansa – dopo il via libera del Consiglio dei ministri al provvedimento attuativo della direttiva Ue sulla fornitura di servizi di media audiovisivi.

“Questo ennesimo provvedimento a danno della Rai dimostra che ha fatto benissimo il neo Amministratore Delegato Carlo Fuortes a porre in Vigilanza come urgente il tema delle risorse per il Servizio Pubblico – prosegue la nota -. Positivo il fatto che il Presidente Barachini abbia raccolto l’appello, annunciando la convocazione a breve di una seduta specifica sul tema da parte della Commissione. Così come ci aspettiamo una attenta riflessione da parte delle Commissioni parlamentari che dovranno discutere lo schema di Decreto legislativo di modifica del Tusmar. Non si può continuare a chiedere alla Rai di fare sempre di più e sempre meglio, e intanto si tagliano le risorse a disposizione”.

“È l’occasione – sottolinea ancora la nota – per fare ancora una volta chiarezza sul fatto che il canone in bolletta ha eliminato l’evasione e ha aumentato le entrate per lo Stato, ma è stato un provvedimento che non ha aumentato le risorse a disposizione della Rai. È bene che i cittadini sappiano che soldi che loro sono convinti di pagare per finanziare la Rai Servizio Pubblico vengono in realtà trattenuti dallo Stato per altri scopi. Sarebbe ora di finirla con la demagogia sulla Rai e aprire una discussione seria sulla missione, e quindi anche sulle risorse certe, adeguate e necessarie al Servizio Pubblico”.

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