Open Fiber, Francesca Romana Napolitano è la nuova ad. Starace (Enel): Pronti a investire i 2,6 miliardi di Open Fiber, in Italia 4mila assunti

Cambio al vertice di Open Fiber, a seguito dell’uscita di scena di Enel, per cui Elisabetta Ripa lascia e nel ruolo di nuovo ad è stata nominata Francesca Romana Napolitano, già a capo degli Affari Legali di Enel Global Infrastructure Network e precedentemente nel Cda di Enel Green Power. Mario Rossetti è direttore generale.

Francesca Romana Napolitano (Foto LinkedIn)

A dare notizia del nuovo vertice di Open Fiber è Il Sole 24Ore in un’intervista al numero uno di Enel, Francesco Starace.

Starace: Pronti a investire 2,6 miliardi di Open Fiber, in Italia 4 mila assunti – “La firma degli accordi e’ un passaggio fondamentale, tutti gli impegni assunti dalle parti sono fissati in modo preciso e puo’ partire il filing alle autorita’ Antitrust in sede europea e al governo italiano per il golden power, un processo autorizzativo che richiedera’ due o tre mesi. Non penso che ci saranno problemi, il dossier e’ gia’ stato studiato da tutti i punti di vista”. Lo afferma l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, in un’intervista a Il Sole 24 Ore dopo la firma degli accordi per la cessione di Open Fiber. Quanto al valore della transazione e se questa sia passibile di modifiche, “il prezzo non e’ cambiato. Sono previste ticking fees, un incremento sul prezzo a fronte di un ritardo (tasso di interesse del 9 per cento annuo). Non e’ lo stesso nei due casi, parte prima per Macquarie (primo luglio) e dopo per Cdp perche’ i negoziati si sono svolti in diversi momenti. Servono a fare si’ che tutti abbiano un incentivo a non perdere tempo, ma si tratta di piccoli ritocchi”, spiega Starace per il quale l’operazione ” si poteva fare forse prima ma il cambio di guida di Cdp chiaramente ha implicato un tempo necessario per chi è arrivato di orientarsi in un deal non proprio facilissimo”.

Francesco Starace (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

La cessione determinerà una plusvalenza di 1,7 miliardi. “La nostra generazione di cassa ci consente di fare un’acquisizione di medio calibro all’anno. Parte della crescita entro il 2030 avverrà attraverso acquisizioni. Negli scorsi anni ne abbiamo comprate due in Brasile. Abbiamo perso delle gare per reti in Cile e in Peru’. Abbiamo guardato asset di distribuzione in Uk e in Olanda, salvo poi non trovare valore sufficiente a una offerta vincolante. Non guardiamo – dice Starace – solo agli Usa; ci sono opportunità anche in India, sulle reti delle città. Ufinet e’ una storia interessante perche’ si presta a una creazione di valore importante come avvenuto con Open Fiber. Spero che entro la fine dell’anno avremo qualche notizia su quel fronte”.

Per Starace, “c’e’ tutto quello che serve. Ora il tema vero e’ provare a farlo. C’e’ un’enorme opportunità. ma serve anche un impegno per formare adeguatamente le persone. Abbiamo stimato che solo in Italia dovremo aumentare le nostre forze lavoro di circa 4mila unita’ e genereremo una domanda di risorse in tutto l’indotto dei nostri fornitori e contrattisti di altre 12mila unita’ entro il 2026. Sono circa il doppio della forza lavoro sul campo nelle reti che abbiamo oggi in Italia. Sono tecnici che vanno formati, abbiamo gia’ iniziato a creare strutture per la formazione”.

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