In Polonia è scontro per la legge sui media, il premier silura il suo vice: crisi governo e proteste in strada

Il premier polacco silura il suo vice, e l’espulsione dal governo di Jaroslaw Gowin apre in Polonia un’ennesima fase di profonda instabilità politica. Con la decisione di oggi, scrive Tadeusz Konopka su Ansa, l’esecutivo gestito dal premier Mateusz Morawiecki, insieme all’altro vice premier Jaroslaw Kaczynski, il leader del partito Diritto e giustizia (Pis), ha perso infatti la maggioranza parlamentare, sopravvissuta finora, per ben sei anni. Risale alle elezioni del 2015 l’intesa della coalizione della “grande destra unita”, formata appunto dal Pis, dal piccolo partito “Accordo” (Porozumiene) di Gowin e dall’altrettanto piccolo “La Polonia solidale”, del ministro di giustizia (che è anche procuratore generale). E questa alleanza, riconfermata anche dopo il voto del 2019, ora appare tramontata.

Jaroslaw Gowin (AP Photo/Czarek Sokolowski, file)

“Le mie dimissioni segnano la fine di questa coalizione” ha dichiarato Gowin, spiegando in conferenza stampa di aver saputo di questa decisione solo attraverso i media. La tensione all’interno della formazione tripartitica era forte da tempo. Il tavolo è saltato, però, a causa di un ultimatum lanciato dal partito di Gowin, che pretendeva dai partner alcune modifiche alla riforma del fisco. Gowin ha inoltre contestato la nuova legge con cui il Pis sta tentando – su modello ungherese – di avere più  controllo sui media privati. Il disegno legge in questione, che domani sarà sottoposto  al dibattito parlamentare, prevede che i media polacchi siano controllati da proprietari nazionali. Un provvedimento che ha sollevato molto malumore in Polonia, dove stasera migliaia di persone sono scese in piazza in quasi 100 città.

La legge colpisce, fra gli altri, il canale televisivo Tvn, che appartiene alla Discovery americana e che è diventato per buona parte della popolazione una fonte  privilegiata di informazioni indipendenti.

Il quartier generale di Tvn a Varsavia (AP Photo/Czarek Sokolowski)

“C’è qualcosa di simbolico nel fatto che il mio licenziamento sia stata annunciato proprio nelle ore delle proteste in difesa della libertà dei media”, ha detto Gowin, che sostiene la causa del pluralismo dei mezzi di comunicazione. Il leader ha anche confermato che insieme a lui lasceranno il governo alcuni ministri e sottosegretari, membri del suo partito. Non è chiaro come Kaczynski abbia intenzione di gestire questa fase; è evidente che per trovare la maggioranza dovrà ogni volta negoziare con i deputati di altri partiti. La situazione è precaria anche perché entro il 16 agosto la Polonia dovrebbe reagire alla sentenza di Tsue che ha ordinato di congelare il reparto disciplinare della Corte Suprema.

Alcuni giorni fa il leader del Pis ha dichiarato all’agenzia Pap che questa decisione sarà presa, ma contro tale soluzione si oppone ferocemente l’altro suo alleato Zbigniew Ziobro. Per ora non si parla ne pensa fra le file del Pis sulle elezioni anticipate, ma l’opposizione rinforzata dal ritorno del Donald Tusk nella politica locale, si sta già riscaldando.

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