Top 200 società percepite come più sostenibili sul web. Performance superiore alla media per le aziende Media & Telco

Quali sono le aziende percepite come più sostenibili? Reputation Science, società leader in Italia nell’analisi e gestione della reputazione, ha elaborato l’indice “ESG Perception Index” per misurare la percezione di sostenibilità delle aziende. È infatti la percezione che gli stakeholder hanno della reputazione di un brand a determinare la loro propensione a prendere decisioni (di acquisto, di investimento, ecc.) nei riguardi del brand e dei suoi prodotti. La sostenibilità è una componente chiave della reputazione di un’azienda, rappresentando oggi la sfida economica più importante a livello globale. Conta essere sostenibili, ma anche saperlo comunicare e trasferire tutto l’impegno dell’azienda per perseguire questa mission. Perché è su questo che l’azienda sarà valutata dai suoi principali stakeholder.

L’Osservatorio di Reputation Science prende in esame le maggiori aziende sul mercato italiano (capitalizzate a Piazza Affari, classifica Mediobanca, classifica Interbrand) per produrre una classifica delle prime 200 società percepite come più sostenibili sul web. Il modello di analisi valuta la prossimità del brand ai 17 pillar della sostenibilità definiti dall’ONU e produce per ciascuna un indicatore (da 0 a 100) basato su parametri quali-quantitativi e strutturali: oltre al volume dei contenuti che riportano l’associazione tra il brand e la sostenibilità, sullo score pesa anche l’impatto reputazionale di questi contenuti sul brand, l’associazione dell’identità del brand alla sostenibilità sui motori di ricerca e quanto l’azienda racconti la sostenibilità attraverso i suoi canali proprietari (es. sito web, profili social).

Nell’ultimo periodo di analisi (gennaio-giugno 2021), Reputation Science ha analizzato oltre 1,2 milioni di contenuti online in lingua italiana per stilare una classifica delle 200 aziende più sostenibili sul web. A guidare il raking ESG Perception Index, i settori Energia, Automotive e Finance, che da soli occupano l’85% delle prime 20 posizioni. Sono questi, infatti, i cluster coinvolti maggiormente nella transizione energetica e ambientale, spesso chiamati ad agire prima degli altri.

Al vertice della classifica troviamo Enel con uno score di 94.68. Nel periodo in esame, il colosso dell’energia si è distinto per aver siglato numerose partnership con aziende come Pirelli, Porsche, Renault e Q8 per sostenere la mobilità elettrica e ha stretto accordi con Leonardo e Fincantieri per la sicurezza e la gestione sostenibile dell’energia. La società guidata da Francesco Starace, inoltre, ha siglato un patto con Saras per sviluppare l’idrogeno verde in Sardegna, nella raffineria di Sarroch. Al secondo posto della classifica, un altro protagonista del settore energetico: Eni, che nei primi mesi dell’anno ha ampliato la sua presenza in Spagna nel settore fotovoltaico, ottiene 85.74 punti. L’azienda di Claudio Descalzi ha presentato il nuovo report di sostenibilità, raccontando il proprio viaggio verso Net Zero, ha collocato il primo bond Sustainability linked del settore da 1 miliardo di euro, ha siglato un accordo ventennale con A2A per il teleriscaldamento a Milano e ha lanciato, in collaborazione con Cdp Equity, GreenIt, nuova joint venture per lo sviluppo, la costruzione e la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. E proprio Cassa Depositi e Prestiti, impegnata negli ultimi mesi insieme a Bper, Banca Popolare di Sondrio e Sace a sostenere la mobilità green nel settore navale e promotrice di Renovit per accelerare sull’efficienza energetica, raggiunge il terzo posto della classifica (69.96).

Al quarto posto, primo esponente del settore Automotive a comparire in classifica, Stellantis1 (69.31), che ha annunciato che produrrà solo Fiat elettriche entro il 2030 e si è resa protagonista anche della campagna di vaccinazione contro il Covid-19, ospitando al suo interno un hub vaccinale da mille somministrazioni giornaliere. Premiata per il proprio ruolo strategico nel sistema elettrico e vincitrice di una gara da 360 milioni per lo sviluppo e l’integrazione delle fonti rinnovabili, Terna conquista il quinto posto (68.22) anche grazie all’investimento da 90 milioni per la nuova linea sottomarina di collegamento con l’isola d’Elba. La segue al sesto A2A (59.06), protagonista di un accordo con Tim per la trasformazione digitale e l’efficientamento energetico e che, con la presentazione del bilancio integrato, si è dimostrata protagonista dello sviluppo green del Paese. Ha visto crescere il proprio rating Standard Etichs e ha annunciato che produrrà il 100% dell’energia da fonti rinnovabili Acea (59.98), settima davanti a Edison (58.68), impegnata nella produzione di acciaio con idrogeno verde, e Intesa Sanpaolo (58.51), che ha siglato un accordo con Sorgenia per la riqualificazione energetica e stretto un accordo con i sindacati per l’integrazione di 15 mila dipendenti Ubi. Tim è la prima società del settore Media & Telco a fare il suo ingresso in classifica: grazie all’accordo con Erg per l’energia elettrica green e agli impegni presi con A2A, la società debutta in decima posizione (58.27).

Il cluster Industry, invece, compare all’undicesimo posto con Pirelli (56.76), davanti a Hera (55.96), Erg (54.28) e Snam (53.33). Sace, impegnata a sostenere progetti di crescita sostenibile, ottiene il quindicesimo posto (53.03), seguita da Ferrovie dello Stato Italiane (52.86). Unica rappresentante del cluster Transport a entrare in top20, la società ha ottenuto la certificazione Well Health Safety Rating per l’attenzione rivolta alla sicurezza sanitaria dei dipendenti, risultando prima azienda europea per standard di sicurezza e tutela della salute. Seguono due case automobilistiche: Volkswagen (52.51), con l’annuncio che la mobilità elettrica è diventata il core business del gruppo, e Toyota (52.28), che continua la corsa verso l’elettrico e a novembre sarà protagonista del primo master sulla mobilità sostenibile in collaborazione con Università Luiss. Chiudono la top20 Poste Italiane (50.76), che per le proprie consegne userà sempre più veicoli elettrici, e Mercedes-Benz (50.64).

La classifica Top 200 Esg Reputation Index su www.esgreputation.it

Di seguito, le principali evidenze sui cluster in esame.

Automotive

Il settore Automotive, chiamato ad accelerare sulla mobilità elettrica e sostenibile, si dimostra uno dei protagonisti del ranking ESG Perception Index, ottenendo un punteggio medio superiore alla media generale (44.42 punti del cluster Automotive contro 32.61 delle prime 200 aziende in classifica). Prima tra le case automobilistiche, Stellantis (69.31), società nata dalla fusione tra i gruppi FCA e Psa che ottiene anche il quarto posto nella classifica generale. La società, tra gennaio e giugno 2021, ha annunciato che produrrà solo Fiat elettriche entro il 2030 e si è resa protagonista anche della campagna di vaccinazione contro il Covid-19, ospitando al suo interno un hub vaccinale da mille somministrazioni giornaliere. A occupare gli altri posti sul podio, Volkswagen (52.51) e Toyota (52.28), entrambe impegnate nello studio e nel lancio di nuovi modelli di automobili elettriche. Chiude la top20 generale e si piazza al quarto posto nel settore automobilistico Mercedes-Benz (50.64), che ha lanciato la sua prima “sportiva green”. Seguono, nel cluster riservato alle case automobilistiche, Bmw Italia (49.09), Renault (47.52) e il marchio Peugeot (45.76). Ottiene l’ottavo posto nel settore Ferrari (44.43), che ha annunciato la sua prima auto elettrica nel 2025 e distribuito un premio ai suoi dipendenti, chiudono la top10 Ford (41.61) e Piaggio (40.89).

Building

Si compone di cinque aziende il settore Building, capace di ottenere 38.25 punti media. Al primo posto troviamo Webuild: l’ex Salini-Impregilo ottiene 50.00 punti e si piazza al 22esimo posto della classifica generale anche grazie al contratto che le è stato assegnato per la realizzazione del più lungo collegamento ferroviario sotterraneo del mondo, “capace di diventare un’infrastruttura modello del sistema di mobilità sostenibile in Europa”. La segue a distanza ridotta Saipem (48.92), che in occasione della Giornata Mondiale della Terra ha confermato il proprio impegno per la transizione energetica, mentre è più staccata Ansaldo (35.51), che ha deciso di puntare sulla formazione dei propri dipendenti. Chiudono la classifica di settore Impresa Pizzarotti (28.54) e Atlantia (28.29).

Consulting & Services

Quali sono le aziende di consulenza percepite come più sostenibili sul web? Al primo posto troviamo PwC (49.28), che con l’evento Italia 2021 – è tempo di ricostruire ha messo a sistema i maggiori esperti delle istituzioni, della finanza e del mondo d’impresa proprio per parlare di sviluppo sostenibile. Salgono sul podio, rispettivamente con il punteggio di 45.45 e 44.77, i colossi Accenture e KPMG. Entrambi, attraverso il proprio sito web e le proprie pagine social, hanno rinnovato i propri impegni nei confronti di un business sostenibile. Quarto posto per Deloitte (40.16), mentre EY è quinta (35.80) anche grazie al proprio Summit Infrastrutture 2021 dedicato alla transizione digitale ed energetica. Più lontane, e oltre il centesimo posto in classifica generale, Engineering (29.08), McKinsey (16.91), BCG (15.10) e Capgemini (14.35). Chiude la classifica di settore l’azienda informatica IBM (14.32).

Energy

Il cluster Energy si conferma uno dei più attivi e sostenibili, con una media di settore nettamente superiore agli altri (48.65 Energy contro 32.61 di tutte le 200 imprese analizzate) e con molte aziende protagoniste anche della classifica generale. Al vertice del cluster e del rakning ESG Perception Index c’è Enel (94.68): la società nei primi sei mesi dell’anno ha siglato numerose partnership per sostenere la mobilità elettrica e ha stretto accordi con Leonardo e Fincantieri per la sicurezza e la gestione sostenibile dell’energia, oltre ad aver firmato il patto con Saras per sviluppare l’idrogeno verde in Sardegna. Al secondo posto – sia nella classifica di settore che in quella generale – c’è Eni (85.74). L’azienda guidata da Claudio Descalzi ha presentato il nuovo report di sostenibilità, raccontando il proprio viaggio verso Net Zero, ha collocato il primo bond Sustainability linked del settore da 1 miliardo di euro, ha siglato un accordo ventennale con A2A per il teleriscaldamento a Milano e ha lanciato, in collaborazione con Cdp Equity, GreenIt, nuova joint venture per lo sviluppo, la costruzione e la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. Medaglia di bronzo per Terna (68.22), riconosciuta tra le 50 aziende più sostenibili al mondo in occasione del 2020 Seal Business Sustainability Awards. È quarta A2A (59.06): l’azienda guidata da Renato Mazzoncini, che ha siglato un accordo con Tim per la trasformazione digitale e l’efficientamento energetico, con la presentazione del bilancio integrato si è dimostrata protagonista dello sviluppo green del Paese. La segue al quinto posto Acea (58.98), che ha lanciato una campagna di comunicazione sulla mobilità sostenibile e annunciato che produrrà energia da fonti 100% rinnovabili, mentre Edison è sesta (58.68). Ha avviato la transizione verso l’idrogeno Hera, che con 55.96 punti è al settimo posto del cluster Energy. Chiudono la top10 del settore energetico Erg (54.28), Snam (53.33) e Maire Tecnimont (49.03).

Fashion & Beauty

Portare la sostenibilità nel mondo della moda e della cosmesi: è questo l’obiettivo delle 32 aziende del settore Fashion & Beauty, uno dei più popolati della graduatoria ESG Perception Index. Le 32 aziende presenti nel settore fanno registrare uno score medio di 24.57. A guidare la classifica di settore è Luxottica, con i suoi 42.26 che le valgono la posizione 54 in classifica generale. Tra gli eventi che nei primi mesi dell’anno hanno impattato positivamente sul suo punteggio, la consegna di 155 borse di studio ai figli dei dipendenti, il progetto Luxottica for Art realizzato prima a Milano e poi a New York e la collaborazione con il Comune di Sedico per la distribuzione di pasti a persone anziane o in difficoltà. La segue non distante la casa di moda fondata da Giorgio Armani (42.07), che continua il suo impegno nel sociale, contro una moda usa e getta e che auspica “una società meno individualista” dopo la pandemia. Brunello Cucinelli (40.67) guadagna il terzo posto anche grazie all’addio alle pellicce e alle parole del suo fondatore sull’”umana sensibilità al servizio del Creato”. Quarta posizione per L’Oréal (37.24), seguita da Gucci (36.44) e da Nike (36.18), impegnata nella realizzazione di scarpe ecologiche. Al settimo posto torna l’alta moda di Versace (34.26), che con Donatella Versace ha inaugurato una serie di incontri per promuovere il “potere rosa” e l’uguaglianza di genere. Concludono la top10: Benetton Group (34.23), Dolce & Gabbana (33.21) e Prada (32.62).

Finance

Protagonista della sostenibilità anche il mondo della finanza, con una media di settore superiore a quella generale (34.30 contro 32.61) e che può contare ben 4 aziende tra le prime 20 classificate dell’indice ESG Reputation Index. Sintomo che i protagonisti della finanza italiana si dimostrano player fondamentali nella transizione verso una società più sostenibile. A guidare la classifica c’è Cassa Depositi e Prestiti, che con uno score di 69.96 ottiene anche il terzo gradino del podio nel ranking totale. La società, tra gennaio e giugno 2021, ha lanciato GreenIt, nuova joint venture per lo sviluppo, la costruzione e la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia, si è impegnata a sostenere la mobilità green nel settore navale insieme a Bper, Banca Popolare di Sondrio e Sace e ha promosso Renovit per accelerare sull’efficienza energetica. Intesa Sanpaolo (58.51) è seconda, anche grazie all’accordo stretto con Sorgenia per la riqualificazione energetica. Sace (53.03), impegnata a sostenere progetti di crescita e mobilità sostenibile, ottiene il terzo gradino del podio. Poste Italiane (50.76), che ha aumentato la sua quota di veicoli elettrici è quarta davanti a UniCredit (49.41), che continua la sua opera di supporto a Pmi e filiera corta, oltre al nuovo Sustainability Bond Linked Loan sottoscritto con Prada, e Banca Generali (47.54). Non distante Crédit Agricole Italia (45.56), anch’essa impegnata nel lancio di un green bond da 500 milioni, seguita a stretta distanza da Bper Banca (43.92), che con Banca Popolare di Sondrio, Cdp e Sace sostiene la mobilità navale green. Chiudono le prime dieci posizioni Unipol (41.72) e Mediobanca (41.21).

Food

Tra le aziende del settore Food percepite come più sostenibili sul web, al primo posto troviamo Barilla (46.22), prima società italiana a vincere il Catalyst Award per la parità di genere e che in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente ha lanciato We, the Food, the Planet, videogioco educativo sulla sostenibilità. La segue al secondo posto un altro colosso italiano: Ferrero (43.84), che ha rinnovato la partnership con Save The Children contro lo sfruttamento minorile e firmato un accordo decennale con Falck Renewables per la produzione di energia elettrica green, guadagna la medaglia d’argento. Piazza d’onore per Lavazza (41.18), azienda torinese che ha lanciato la propria Roadmap to Zero, investendo 500 milioni di euro per la sostenibilità, e ha elargito bonus ai dipendenti per gli obiettivi raggiunti. Il gigante Coca-Cola (40.25), con la sua prima bottiglia in plastica riciclata al 100% e l’impegno a decarbonizzare tutti i suoi impianti, è quarto, davanti a Granarolo (39.93) e Nestlé (39.65) che, nonostante l’andamento negativo del mercato, ha premiato i suoi 3mila dipendenti e ha inaugurato il FAB Working, nuovo modello di lavoro fondato sull’ascolto e sull’autonomia delle persone. Campari (35.52) è settima, Bauli ottava (22.40), mentre Heineken (15.10) e Parmalat (14.63) chiudono la top10. Nella classifica generale, oltre la metà delle aziende del settore Food si posiziona oltre la centesima posizione: un dato messo in luce anche da una media settoriale (26.26) di ben 6 punti più bassa di quella generale (32.61).

GDO & Retail

Buona performance per il cluster GDO & Retail, con una media (30.04) in linea con la performance generale. Tra le aziende che si sono distinte nei primi sei mesi dell’anno per il proprio approccio (online) alla sostenibilità, al primo posto compare Ikea: il colosso dell’arredamento svedese ottiene la vetta nel ranking di settore (45.59) dopo aver inaugurato il primo circular hub d’Italia, oltre ad aver comprato 4mila ettari di foreste per salvare alberi e tartarughe in via d’estinzione e ad aver lanciato la collaborazione con Too Good To Go contro lo spreco alimentare. Seconda posizione per Lidl (43.89), che ha inaugurato nuovi eco-store e ampliato la flotta a biometano, seguita da vicino da Conad (43.45), impegnata in una campagna contro la violenza di genere. Coop Italia (41.55), grazie alla campagna Close The Gap a sostegno delle donne e al progetto Ogni ape conta per la sostenibilità ambientale, conquista la quarta posizione. Esselunga (36.31), con il concorso Vinci tu, vince l’ambiente dedicato alla mobilità green e all’accordo siglato con il Comune di Bergamo sul riciclo delle bottiglie, è quinta, seguita da Eataly (35.97), McDonald’s (35.93) e Autogrill (31.12). Più lontani, invece, il Gruppo Eurospin (15.15) e P&G (14.32).

Industry

Come si stanno muovendo le aziende del settore Industry in tema di Esg? Sono 22 le società in analisi nel paniere ESG Reputation Index, che ottengono una media di 30.07 punti. A guidarle, al primo posto nella classifica di settore e all’undicesimo nella classifica generale, Pirelli. L’azienda guidata da Marco Tronchetti Provera, nei primi sei mesi dell’anno si è distinta per gli accordi stretti con Enel X in merito alla ricarica di auto elettriche, è stata inserita tra le 50 aziende più sostenibili del mondo e ha inaugurato il proprio hub per sostenere la campagna vaccinale contro il Covid-19. Sfiora l’ingresso nella top20 generale Fincantieri (50.17), al secondo posto nel cluster Industry per il suo impegno per la transizione energetica del trasporto marittimo. Il colosso Huawei è terzo con 46.40 punti con il suo investimento da un miliardo di dollari sull’auto elettrica, seguita da Apple (46.25) e Siemens (45.13). Punta sul “freno sostenibile” Brembo (39.46), sesta nel settore dedicato alle industrie davanti a Samsung (39.00) e ABB (38.62), fresca di partnership con Apple per la gestione delle flotte elettriche. Nono posto per Tenaris (36.25), impegnata con Edison e Snam nella produzione di idrogeno verde, mentre è in decima posizione Leonardo (36.04).

Media & Telco

Performance superiore alla media per le aziende del settore Media & Telco, che ottengono, tutte insieme, uno score medio di 33.95 punti. A fare da apripista Tim-Telecom Italia, che si piazza anche al decimo posto della classifica generale con il punteggio di 58.27. Nel periodo in esame (gennaio-giugno 2021), la società ha siglato accordi con Erg per la fornitura di energia green e con A2A per la trasformazione digitale e l’efficientamento energetico. È seconda Rai (49.17), che ha aderito alla campagna M’illumino di meno, terzo posto per Open Fiber (44.32). La società guidata da Elisabetta Ripa, in particolare, si è confermata Top Employers Italia 2021 per l’impegno a mantenere il benessere dei propri dipendenti. Quarto posto per Sky (44.04), scelta dal Ministero per l’Ambiente come principale partner di Cop26, la conferenza dell’Onu sul cambiamento climatico. Punteggio sopra la media anche per Dazn (33.69), Netflix (32.94), davanti al gruppo Gedi (32.32) e a Mediaset (32.05). Chiudono il cluster, più lontane, Cairo Communication (14.83), Mondadori Editore-Fininvest (14.24) e Disney (8.07).

Pharma

Secondo l’osservatorio ESG Perception Index, le aziende del settore Pharma registrano una media di 17.36 punti, molto lontane dal punteggio medio ottenuto dalle 200 aziende in classifica (32.61). Sintomo di come non tutte le società del cluster farmaceutico, nonostante la forte visibilità guadagnata per via della pandemia da Covid-19, abbiano già abbracciato una comunicazione orientata ai valori Esg. A distinguersi nel settore è Chiesi, che ottiene 32.00 punti grazie alla sua certificazione di B-Corp, assegnata per le sue performance ambientali e sociali, e a un sito Internet incentrato sui temi della sostenibilità a 360 gradi, da quella ambientale al rispetto per il benessere dei dipendenti. Secondo posto per Angelini con 22.00 punti, che negli ultimi mesi, ad esempio, ha lanciato Spazio donna, uno spazio dedicato a tutte le donne a rischio violenza e ai loro bambini. Medaglia di bronzo per Artsana (20.00), che dal 2017 aderisce a UN Global Compact, l’iniziativa delle Nazioni Uniti per lo sviluppo sostenibile, e sulla propria pagina Wikipedia racconta i numerosi progetti per l’ambiente, il territorio e il sociale. Chiudono il cluster Pharma Zambon (15.00), Roche (14.34), Sanofi (13.94), Bracco (13.93), Menarini (13.00) e Recordati (12.00).

Transport

Trasporti e sostenibilità: come si stanno muovendo le aziende del settore? Secondo l’Osservatorio ESG Reputation Index, sono quattro le aziende del cluster Transport a comparire tra le prime 100 aziende percepite come più sostenibili sul web. Un dato messo in luce anche dalla performance di settore: la media del cluster è infatti leggermente superiore a quella generale (33.10). A guidare la classifica c’è Ferrovie dello Stato Italiane che con 52.86 punti guadagna anche il sedicesimo posto in classifica generale. La società, tra gennaio e giugno 2021, ha ricevuto la certificazione Well Health-Safety Rating per il welfare dedicato ai dipendenti durante la pandemia Covid-19, affermandosi come prima azienda in Europa per sicurezza e tutela della salute. Gli altri due posti del podio sono occupati da Anas (46.65) e da Trenitalia (42.21). La società autostradale ha infatti puntato sulla riqualificazione ambientale, pubblicando un bando per la concessione di 100 vecchie case cantoniere in tutta Italia. Trenitalia, invece, è stata scelta come green carrier della Milano-Sanremo e ha lanciato il treno sanitario per far fronte all’emergenza Covid-19. Enav (38.92) è quarta, più distante invece Italo NTV (13.86). Fanalino di coda Atac, l’azienda del traporto pubblico locale romano, con 4.10 punti.

University

Quali sono le università italiane percepite come più sostenibili sul web? Al vertice della classifica del cluster University c’è l’Università di Roma La Sapienza (47.19), che racconta il proprio impegno in tema Esg in una sezione dedicata del proprio sito ufficiale e sui canali social dell’Ateneo. Secondo posto per l’Università di Bologna, che ottiene un punteggio di 41.77, al fianco di Bper Banca in un progetto per eliminare la plastica monouso sugli ambienti di lavoro. Non distante, al terzo posto, l’Università di Torino (41.50), che anche grazie all’investimento di Azimut realizzerà la nuova facoltà di Medicina e Chirurgia, Scienze della Natura e Scienze Motorie rispettando tutti gli standard di sostenibilità sociale, ambientale e di governance. L’Università LUISS Guido Carli è quarta con 40.24 punti. L’ateneo, nel periodo in esame, si è distinto per aver annunciato, in partnership con Toyota, il primo master in mobilità sostenibile, oltre ad aver consolidato la collaborazione con Sace sui temi dell’export e delle infrastrutture green. Punteggio superiore alla media generale (32.61) per l’Università di Milano (38.36), l’Università di Firenze (35.59) e l’Università di Padova (34.89). Chiudono il cluster universitario la Cattolica di Milano (32.56), l’Università di Pisa (32.45), la Bocconi di Milano (30.92) e l’ateneo di Bari (26.05).

1 L’analisi prende in considerazione anche le conversazioni su FCA

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