Il New York Times punta sulle newsletter a pagamento per spingere i lettori ad abbonarsi

Il New York Times punta sulle newsletter come porta d’ingresso per incentivare i lettori a pagare un pacchetto di news, che includa le stesse newsletter finora lette gratuitamente e altri contenuti della testataedita dalla famiglia Sulzberger.

Lo riporta Marco Capisani su Italia Oggi, secondo cui saranno 18 newsletter su 50 a diventare a pagamento da settembre. Delle 18, sette sono titoli nuovi: riporteranno soprattutto i commenti degli
opinionisti del giornale, spaziando dalla cultura alla tecnologia e aggiungendosi a quelle già
esistenti, che diventeranno anch’esse pay, su politica e temi legati alla famiglia, firmate da
altri giornalisti o editorialisti (tra cui l’economista premio Nobel Paul Krugman ).

Alex Hardiman (Foto ANSA/GIANNI NUCCI)

«Dobbiamo essere sicuri che tutti questi invii mostrino un valore aggiunto per il lettore», ha dichiarato
Alex Hardiman, chief product officer del New York Times che ha chiuso il secondo
trimestre con circa 8 milioni di abbonati complessivi. «Quasi
la metà dei nostri sottoscrittori apre un newsletter ogni sette giorni», ha sottolineato
Hardiman «ma chi riceve le nostre newsletter e non è sottoscrittore è ben lungi
dall’abbonarsi». Il Nyt vuole quindi mettere a reddito una parte dei 100 milioni di lettori non
abbonati ma che si sono comunque registrati su www.nytimes.com. Ci sono voluti 20 anni di
contenuti gratuiti via newsletter ma adesso la testata può partire con la nuova strategia
andando innanzitutto a pescare tra i 15 milioni di lettori delle sole newsletter. Certo,
rimarranno free titoli come Breaking News, DealBook (sulle soluzioni innovative per stimolare
i mercati) e The Morning, che da solo conta 17 milioni di iscritti (non lettori). In base a quale
ragionamento, però, il Nyt ha deciso cosa far pagare e cosa no? Hardiman suddivide le
newsletter in tre categorie: i cosiddetti briefing, gli avvisi personalizzati e la nuova tipologia
per soli abbonati. Se la prima categoria aggiorna i lettori con brevi testi (come The Morning) e
vuole incuriosire il pubblico fino a portarlo sugli articoli (a pagamento) del giornale, allora i
briefing devono rimanere gratuiti, a detta di Hardiman. Allo stesso modo gli alert
personalizzati permettono di seguire un autore o un tema particolare, avvisandolo ogni volta
che viene pubblicato un aggiornamento (pay). Invece, le prossime newsletter per soli
abbonati permetteranno di approfondire un argomento e, chiosa Hardiman, «è la serietà dei
nostri autori che può spingere i lettori a pagare per questi contenuti aggiuntivi».  (…).

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