Appello di giornalisti e operatori media afghani: “Non lasciateci indietro”

Un gruppo di 150 tra giornalisti, cameraman e fotografi afghani ha scritto una lettera aperta alle Nazioni Unite, alla comunità internazionale e alle organizzazioni per i diritti umani e a tutela dei media per essere protetti in un momento in cui l’Afghanistan ricade sotto il dominio dei talebani.


“Considerando le crescenti sfide e minacce che devono affrontare gli operatori dei media, nonché le loro famiglie e proprietà, esortiamo le Nazioni Unite e i Paesi donatori ad agire per salvare le nostre vite e le nostre famiglie”, si legge nella lettera che è stata pubblicata sabato. Il mondo, secondo i giornalisti afghani, non dovrebbe rimanere a guardare ma agire per difendere chi ha lavorato instancabilmente negli ultimi due decenni per la libertà di parola.  “In questo momento cruciale, il mondo invece di guardare deve agire, per salvare le nostre vite e quelle delle nostre famiglie”, ha aggiunto un giornalista, Ahmad Navid Kawosh.  “Viviamo nell’incertezza. Non sappiamo cosa accadrà a noi e al nostro futuro. I Paesi devono ascoltare la nostra voce”, gli ha fatto eco un collega, Rafiullah Nikzad.

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