Franceschini: A Cinecittà nascerà un grande hub europeo, un importante investimento che guarda al futuro del cinema italiano

“Su Cinecittà il governo ha deciso di fare un grande investimento che guarda al futuro del cinema italiano e che ci mette in condizione di esercitare un ruolo di leadership in Europa in questo settore”.  Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo – come riporta Ansa – a Venezia al panel “Il ruolo degli Studios nel nuovo mercato audiovisivo globale”. 

“Nel Pnrr sono previsti 300 milioni di euro che serviranno per trasformarla. Sia dal punto di vista strutturale, attraverso l’operazione con Cassa Depositi e Prestiti, che ne aumenta il suo volume con altri 40 ettari confinanti, sia da quello tecnologico. Poi ci sarà il collegamento con il Centro sperimentale di cinematografia, quindi con la formazione, e la nuova governance, che ringrazio ancora per aver accettato questo impegno. Uno sviluppo dell’area che sarà tutto in chiave di sostenibilità ambientale, uno dei criteri che verranno sempre di più valutati anche dall’industria cinematografica nella scelta di dove fare un film”, ha aggiunto.

Dario Franceschini (Foto ANSA)

“In questi anni abbiamo lavorato molto per migliorare l’attrattività del nostro Paese anche da questo punto di vista. L’Italia – ha sottolineato Franceschini – non è più solo il posto delle location dalla bellezza straordinaria, ma anche un luogo che offre delle agevolazioni fiscali che rendono molto competitivo produrre un intero film da noi. Il tax credit è stato con la crisi del Covid fortemente potenziato e, infine, reso permanente. Ora dovremo ragionare su delle norme che rafforzino le integrazioni tra aziende italiane e una volta accresciute evitare che finiscano nelle mani straniere, immaginando delle regole, compatibili con l’ordinamento europeo, che ci aiutino in questo sforzo. La crescita enorme del settore del cinema e dell’audiovisivo, che continuerà ad esserci nei prossimi anni, ci spinge a lavorare come Europa, da soli i singoli stati europei sono piccoli e difficilmente possono reggere la competizione. L’Europa insieme, invece, è il più grande produttore e consumatore di contenuti culturali. Questa è la nostra prospettiva: piattaforme europee, regole comuni europee, grandi collaborazioni e l’Italia su questo può esercitare un ruolo di primo piano”, ha concluso.

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