Salman Rushdie pubblica il suo nuovo lavoro su una newsletter a pagamento bypassando gli editori

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Salman Rushdie bypassa gli editori e pubblica in esclusiva il suo nuovo lavoro sulla piattaforma online Substack, che invia newsletter agli abbonati. Il 74enne scrittore angloindiano ha raggiunto un accordo per pubblicare la sua prossima opera come una novella a puntate in formato digitale, dal titolo “The Seventh Wave”: parla di un regista e di un attore, “scritta nello stile del cinema della Nouvelle Vague”, con “disgiunzioni, tagli e gangster”.

Salman Rushdie ( foto creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic license)

“Sono stato molto attratto dall’idea recentemente, in questo strano anno e mezzo, di provare cose che non ho mai fatto prima”, ha dichiarato Rushdie in un’intervista al quotidiano londinese “The Guardian”. Rushdie serializzerà una nuova novella, Questa nuova opera, spiega, “ha che fare con questa condizione forzata in cui ci troviamo tutti, tanto da essere spinti verso l’interno… Ho pubblicato un libro di saggi, che era il 20° volume, e sto già scrivendo il 21° libro, che è un romanzo. Ho pensato: fai qualcos’altro. E proprio nel momento in cui stavo pensando, ecco che questo progetto è saltato fuori”.

Questo su Substack ed è nato dopo che la piattaforma di newsletter ha scritto all’agente letterario di Rushdie, Andrew Wylie, che gli ha chiesto se era qualcosa che voleva fare. L’autore dei bestseller internazionali “I versetti satanici” e “I figli della mezzanotte” non era sicuro, ma la piattaforma online, che è meglio conosciuta per attirare i grandi nomi del giornalismo, ha recentemente corteggiato gli scrittori di fiction. La rockstar Patti Smith sta pubblicando su di essa e anche lo scrittore israeliano Etgar Keret. “Ho dato un’occhiata su Substack a Keret ed è così spiritoso e divertente, e lui si sta chiaramente divertendo a farlo, ed ho pensato, ‘forse potrei farlo anch’io'”.

Substack fornisce una piattaforma che permette ai lettori di abbonarsi a singoli scrittori, i cui post vengono inviati alla casella di posta o possono essere letti online. Gli scrittori spesso forniscono un mix di contenuti pagati e gratuiti, che è quello che Rushdie ha intenzione di fare.

“Ho intenzione di inventare man mano che vado avanti, ma ho alcuni punti di partenza”, spiega lo scrittore al “Guardian”. A parte la novella, ci saranno racconti, pettegolezzi letterari (“purché non diffamatori”) e scritti sulla letteratura e sul cinema.

“Ho sempre voluto scrivere di film. C’è stato un momento 100 anni fa, quando qualcuno al ‘New Yorker’ si stava prendendo un congedo di paternità e mi è stato chiesto se mi sarebbe piaciuto subentrare per un paio di mesi per essere il loro critico cinematografico. Ho pensato che fosse un’idea meravigliosa e ho detto ‘sì, per favore’. Poi il critico in questione ha finito per non prendere il congedo di paternità e sono stato licenziato prima di iniziare”. Spesso chiuso in casa durante la pandemia, Rushdie si è dato un programma per rivedere i film che lo hanno fatto innamorare del cinema quando era giovane – “la Nouvelle Vague francese, la Nouvelle Vague italiana, tutti gli altri grandi film di quel periodo degli anni 60 e 70. È stato molto interessante vedere cosa, secondo me, ha retto e cosa no”.