De Benedetti: spero Draghi non vada al Quirinale e resti premier. E sul Domani: 15mila abbonati in un anno, presto assunzioni

“Mi auguro che Draghi non vada al Quirinale e che rimanga a fare il presidente del Consiglio”. Così Carlo De Benedetti, editore del quotidiano Domani, al Festival della tv e dei nuovi media di Dogliani (CN).

Carlo De Benedetti (Foto ANSA)

 

“Draghi è una persona incontestabile, persino i più buzzurri tra i nostri politici evitano di fare commenti negativi su Draghi, perchè ha il rispetto che gli viene dalla sua competenza e neutralità”, ha aggiunto, “avremo le elezioni nel 2023, se il presidente della Repubblica accetterà di restare al suo posto ancora qualche anno”.

“Il nostro futuro è digitale, vogliamo crescere. Abbiamo raccolto 15mila abbonamenti in un anno, abbiamo traguardi importanti anche con l’immissione di nuove persone in occasione del primo compleanno”. Così Carlo De Benedetti intervenendo con il direttore di Domani Stefano Feltri e il presidente del consiglio di amministrazione di Editoriale Domani, Antonio Campo Dall’Orto. “Domani è un giornale un po’ scomodo, non voleva essere un amarcord di Repubblica, non ha sport e cronaca, ma compensa questa sua anomalia con notizie che non si trovano sugli altri giornali. Le nostre ambizioni sono diventare un grande, credibile, neutrale internazionale fonte di informazione”, ha aggiunto.

Dogliani (Cuneo), 5 set. (LaPresse) – “Questa impresa è nata da una passione mia nei confronti del giornalismo – ha spiegato De Benedetti -. Ho imparato ad appassionarmi ai giornali quando ero rifugiato in Svizzera durante la guerra e i russi aprivano i primi campi di concentramento. Mio padre ci diceva: tenete questi giornali, perchè un giorno vi diranno che non è successo. Qui è nata la mia passione per diffondere sapere. Sto per compiere 87 anni, ero arrivato a un punto della mia vita in cui avrei voluto un prodotto con nessun collegamento con il mondo economico e finanziario e della politica. Volevo avere un direttore giovane e che avesse conoscenze economiche, perchè troppo giornalismo italiano è tremendamente ignorante in questi termini. Noi non abbiamo suggeritori”.

“La nostra scommessa è stata fin dall’inizio fare un giornale digital first”, ha spiegato il direttore di Domani Stefano Feltri, mentre il presidente del consiglio di amministrazione di Editoriale Domani, Antonio Campo Dall’Orto, ha sottolineato che “essendoci una fondazione l’obiettivo è avere un progetto che abbia una sua sostenibilità”. “La carta è solo il primo pezzo, il secondo pezzo è la pubblicità, basata non sui volumi ma sulle partnership con le aziende, mentre l’ultimo pezzo, quello su cui ci giochiamo il futuro, è che stiamo costruendo una comunità che dobbiamo servire sempre meglio. È diventato normale pagare per certi servizi, avere abbonamenti, il futuro inevitabilmente è il digitale”, ha rimarcato Campo Dall’Orto.

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