Welfare aziendale volano di crescita e competitività

Welfare aziendale come elemento di crescita occupazionale, competitività delle aziende, sviluppo del territorio ed evoluzione culturale.

Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e Marco Sesana, Country manager e Ceo di Generali Italia e Global business lines

E’ questa la scommessa su cui pubblico e privato, in stretta connessione e sinergia, intendono giocare. E’ quanto emerso oggi in occasione della presentazione del Rapporto Welfare Index Pmi 2021 condotta da Generali con una sua società (Innovation Team) in collaborazione con Cerved Rating Agency, alla presenza del ministro del Lavoro, Andrea Orlando e i rappresentanti dei partner dell’iniziativa: Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio-imprese per l’Italia, Confindustria, Confprofessioni.

Le premesse di questa possibile, proficua connessione tra pubblico e privato si sono evidenziate chiaramente nella fase della crisi pandemica del Covid-19, come si evince dal Rapporto, e trovano conferma nelle parole del ministro Orlando anche e soprattutto nel futuro economico e sociale del Paese. “La crescita del welfare aziendale si conferma robusta e costante dal suo avvio, avvenuto con il governo Renzi e poi proseguito in continuità con gli esecutivi successivi. Una crescita a cui l’attuale governo intende dare pieno seguito – ha detto il ministro -. Il welfare aziendale, che si è oggettivamente sviluppato in questi anni per il ritiro dell’impegno del welfare pubblico, si deve coordinare con quest’ultimo, integrandolo senza sostituirlo, per entrare in alcune pieghe in cui il pubblico non riesce ad inserirsi. Interessante in questo momento ragionare su come questo sviluppo, anche spontaneo, si possa coniugare e integrare con una ripresa del welfare pubblico”.

Orlando sottolinea come il welfare debba essere considerato una vera e propria “condizione di competitività del Paese”, come confermato dalla capacità di reazione alla crisi pandemica nel panorama europeo, dove i Paesi che hanno retto di più all’impatto si sono rivelati quelli con un sistema di welfare più solido e diffuso. Il ministro non ha mancato di citare alcuni progetti specifici a cui il suo dicastero sta lavorando, come quello sulla garanzia dell’occupabilità, a cavallo tra ricerca di lavoro e possibilità di trovare occupazione. “Sono rimasto profondamente colpito dal fatto che tra il 5 e l’8% dei percettori di reddito di cittadinanza non abbiano la quinta elementare, anche tra i trentenni” ha osservato Orlando. Un altro progetto in itinere, ha proseguito, “riguarda il percorso di deistituzionalizzazione delle Rsa. Dobbiamo evitare la creazione di ghetti per gli anziani: la non autosufficienza può essere affrontata con residenze che restituiscano autonomia. Pensiamo alla realizzazione di rioni, ambiti nelle città e nei paesi che restituiscano questa possibilità. Un capitolo strettamente legato alle donne, visto che per un grande numero di loro la rinuncia al lavoro è dovuta alla crescita dei figli e l’assistenza agli anziani”.

Marco Sesana

 

Welfare e piano Pnrr

A sottolineare la stretta connessione tra gli obiettivi del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza per i fondi comunitari NGEU, e il welfare tanto aziendale che pubblico è stato il Country manager e Ceo di Generali Italia e Global business lines, Marco Sesana. “I temi del welfare aziendale sono i temi del Pnrr, partiamo da un valore che le aziende cercano di allargare alla comunità. Questa visione va alimentata in collaborazione con il welfare pubblico. E in tutto ciò le Pmi rappresentano un settore dinamicissimo con tanta voglia di ripartire. Il welfare aziendale è uno strumento per la crescita e la ripresa e potenziarlo vuol dire potenziare la capacità delle aziende di avere successo”. In questa ottica il gruppo Generali, spiega, intende proporsi come coordinatore e collettore di servizi per le imprese, a partire dalla sanità, con una società ad hoc e punta, con un corposo piano di investimenti a progetti ambiziosi, quali la costruzione di una rete di residenze per anziani. “Nei prossimi 5 anni questo sarà un settore di investimenti molto importante” assicura.

Sul tema del Pnrr, il ministro Orlando ricordando i numerosi piani di investimento in diversi settori, ha osservato: “Le risorse ci sono, ora l’attenzione va alla struttura burocratica, poco avvezza a gestire simili situazioni. Il telaio va rafforzato rapidamente, sennò rischia di cadere”.

Rapporto Welfare Index Pmi 2021

La reazione alla pandemia ha impresso un salto di qualità al welfare aziendale, ampliando il numero di imprese attive, arricchendo il range delle iniziative adottate e soprattutto generando una nuova composizione del ruolo sociale delle imprese. Oltre il 64% delle piccole e medie imprese italiane ha superato il livello iniziale di welfare aziendale; in 6 anni le imprese con un livello di welfare elevato sono piu’ che raddoppiate, passando dal 9,7% del 2016 all’attuale 21. Sul fronte delle iniziative adottate si rilevano in particolare in ambito sanitario, dai servizi diagnostici per il Covid-19 (43,8%) ai servizi medici di consulto anche a distanza (21,3%) a nuove assicurazioni sanitarie (25,7%); nella conciliazione vita-lavoro, con maggiore flessibilità oraria (35,8%) e nuove attività di formazione a distanza (39%) e aiuti per la gestione dei figli e degli anziani (7,2%); a sostegno dei lavoratori e delle famiglie, con aumenti temporanei di retribuzione e bonus (38,2%) e sostengo nell’educazione scolastica dei figli (4,8%); ma anche offrendo contributi alla comunità esterna, come donazioni (16,4%) e sostegni al Sistema Sanitario e alla ricerca (9,2%). La gran parte di queste iniziative sono tuttora in corso e per il 42,7% delle imprese sono strutturali e permanenti. Inoltre, emerge che il 54,8% delle imprese che hanno inserito il welfare nella strategia aziendale ha registrato ritorni positivi sulla produttività. Guardando al futuro 2 imprese su 3 intendono rafforzare l’impegno sociale verso i lavoratori (67,5%) e verso gli stakeholder esterni: la comunità locale e la filiera produttiva (63,1%).
Le aree in maggiore crescita sono salute e assistenza e conciliazione vita-lavoro, le aree meno mature sono il sostegno economico ai lavoratori e il sostegno alle famiglie per educazione e cultura.

Correlazione tra welfare e competitività aziendale. Ruolo di donne e giovani

Importante è la correlazione tra livello di welfare aziendale e competitività delle aziende. Le imprese con un livello di welfare elevato (molto alto e alto) che hanno effettuato nuove assunzioni sono molto più numerose che nella media: 51,2% su 39,8%. Inoltre il welfare aziendale ha un forte impatto sulla presenza femminile nel lavoro e sulle opportunità di carriera delle donne, misurata con la quota di donne in posizione di responsabilità. Le imprese che impiegano più donne che uomini tra quelle a elevato livello di welfare sono il 42% rispetto a una media del 32,5%. Più significativo osservare le quote di donne con ruoli di responsabilità: le imprese con più donne che uomini al vertice sono il 45,5% tra quelle con elevato livello di welfare, il 36,2% nella media generale. Le imprese italiane che non hanno donne in posizione di vertice sono il 42,5%, quota che scende al 22,4% tra le imprese con welfare elevato.

Il welfare aziendale ha impatto positivo anche sul lavoro dei giovani: le imprese con una quota di giovani superiore al 25% degli addetti sono il 27,7% del totale, ma il 35,8% tra quelle3 con un livello di welfare elevato. Quelle che non impiegano giovani sono in media il 31,3%, ma tra quelle con livello di welfare elevato si riducono al 16,9%.

Impatto del welfare aziendale si riversa anche su produttività e redditività (quest’ultima nella media doppia tra le aziende a elevato livello di welfare rispetto all’indice generale), entrambe significativamente più elevate nelle imprese a maggior tasso di welfare, ma il risultato aziendale di maggior valore sociale è il trend di crescita dell’occupazione. Nel periodo 2017-2019 l’occupazione è cresciuta mediamente del 7,1% , decisamente più robusto, pari al 12,7% nelle imprese con livello di welfare molto alto.

Premio Welfare Champion

In occasione della presentazione del Rapporto sono stati assegnati i Premi Welfare Champion: quest’anno sono 105 le imprese welfare Champion che hanno ottenuto il rating 5W, rispetto alle 22 del 2017.

Welfare Index PMI promuove le PMI italiane in Europa con SME EnterPRIZE

Quest’anno Welfare Index PMI promuove il valore del welfare aziendale in Europa con la partecipazione alla prima edizione di SME EnterPRIZE, l’iniziativa di Generali che premia e valorizza i migliori esempi di business sostenibile sviluppati dalle piccole e medie imprese europee. Durante l’evento internazionale, che si terrà a Bruxelles il 28 settembre alla presenza di rappresentanti delle istituzioni europee e dei media, sarà inoltre presentato il White Paper sull’integrazione dei principi di sostenibilità nelle PMI europee, sviluppato da Generali in collaborazione con SDA Bocconi. Maggiori informazioni sono disponibili su https://it.sme-enterprize.com/.

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