Rai, Fuortes ha scelto la sua squadra di manager. Malumori perché non ci sono donne. Politici contro conflitti di interesse della consigliera Agnes

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Dopo quanto comunicato ieri pomeriggio, subito dopo la conclusione del consiglio di amministrazione che ha formalizzato le scelte per nuove posizioni manageriali fatte dall’amministratore delegato Carlo Fuortes, oggi si registrano le prime reazioni.
Lo fa l’agenzia Ansa con il pezzo che pubblichiamo qui di seguito, in cui si registrano i malumori per la mancanza di dirigenti donne tra i manager i scelti dall’ad.
Ma non solo, l’Ansa riprende anche le reazioni politiche nei confronti degli evidenti conflitti di interesse che caratterizzano la posizione della consigliera Simona Agnes per le sue collaborazioni lavorative con Viale Mazzini, che è anche il palcoscenico televisivo del Premio Agnes, dedicato all’ex direttore generale Rai Biagio Agnes, defunto padre della consigliera.

Carlo Fuortes

ANSA
Al ritorno dalle vacanze, nella prima riunione del cda, l’ad Carlo Fuortes manda un nuovo, forte, segnale della direzione che intende prendere. Dopo l’intervento sul budget nei primissimi giorni della sua gestione, il manager ridisegna la sua squadra con un focus sulla gestione economica, valorizzando le figure
interne che tengono sotto controllo i conti aziendali ed avocando a sé, ad interim, il ruolo di direttore generale, ricoperto finora da Alberto Matassino il cui contratto con l’azienda è in scadenza. Una posizione ambita dai partiti, in particolare di centrodestra, che miravano a bilanciare il potere dell’ad, dopo le polemiche estive sulla sua nomina.
Le prime scelte dell’ad fanno, però, discutere per l’assenza di donne nei ruoli scelti. “7 uomini per 7 nomine: non un grande inizio per i nuovi vertici della RAI sul piano dell’equità di genere di cui tanto si parla. In una azienda che già vede le donne in forte minoranza nei vertici, queste nomine sono un
palese segno di disinteresse per il tema delle pari opportunità”, attaccano le Commissioni pari opportunità di Rai e Usigrai. “Un’oggettiva, incomprensibile, ingiustificabile rimozione delle tante e qualificate competenze femminili che anche a livello dirigenziale il servizio pubblico può vantare.
Un vulnus e un ostacolo molto grave sul percorso di rilancio e rinnovamento del servizio pubblico”, fa eco la capigruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai Valeria Fedeli.
Eccoli dunque i nomi: Giuseppe Pasciucco, già Chief financial officer, diventa direttore Staff dell’amministratore delegato. Di conseguenza Marco Brancadoro assume il ruolo di
Cfo. Il suo posto di Direttore Pianificazione strategica e controllo di gestione viene preso da Giorgio Russo. Roberto Ferrara diventa Direttore Canone e Beni artistici. A Pierluigi Colantoni, già direttore dei Nuovi Formati, viene affidata la Direzione Comunicazione, al posto di Marcello Giannotti. Una
nomina spiegata in cda con la necessità di garantire un diverso ruolo alla comunicazione, che contempli anche un approccio creativo per la valorizzazione del brand. Nell’ambito della direzione è inserito l’Ufficio stampa, di cui diventa responsabile Stefano Marroni.
Il cda ha anche designato Ludovico Di Meo direttore generale di San Marino RTV, società partecipata al 50 per cento da Rai in base ad un accordo vigente tra i governi dei due Paesi. Una nomina, per la quale c’era stato un job posting, che è stata approvata a maggioranza con l’astensione di Riccardo
Laganà.
Fuortes – secondo quanto trapela – avrebbe spiegato in cda he le scelte rispondono a un progetto preciso che ha in mente e che nei prossimi mesi sarà esplicitato. Quello che è già emerso, nella prima fase del suo mandato, è che sui conti ci sarà la massima attenzione e che rossi in bilancio non saranno contemplati. La direzione nella quale vuole andare la nuova Rai l’ha riassunta la presidente Marinella Soldi in occasione della conferenza stampa di presentazione del Premio Agnes a Viale Mazzini. “Noi lavoreremo per una Rai rilevante, sostenibile e che crea valore”, ha detto. Una tv in grado “raggiungere nuovi pubblici” e allo stesso tempo “rafforzare il legame con chi ci segue”. L’approccio – ha spiegato – consiste in una “sana e
moderna gestione”, che ha come priorità “uno sviluppo che crea valore”.
Proprio nel giorno della presentazione, Fratelli di Italia ha puntato il dito contro la consigliera Simona Agnes, non solo per la messa in onda su Rai1 del Premio, da lei organizzato, ma anche per il format ‘Check-Up’ da lei ideato e scritto e prodotto dalla Fondazione Biagio Agnes, in onda su Rai2. “Due circostanze – hanno sottolineato Daniela Santanchè e Federico Mollicone -, che violano apertamente il Codice Etico della Rai che i membri del CdA sono obbligati a rispettare”. Sul tema è intervenuto il presidente della Vigilanza, Alberto Barachini, inviando una lettera ai vertici della tv pubblica, per richiamare tutti i componenti del cda “al massimo rispetto dei principi di autonomia ed indipendenza richiesti dalla carica
ricoperta, nonché ad evitare qualsiasi situazione di conflittod’interesse”.