Uno sciopero dei dipendenti Rai blocca la ripartenza autunnale dei programmi. Laganà: sciopero giusto

Lo sciopero dei dipendenti Rai era stato annunciato lo scorso 18 agosto sta mettendo in difficoltà  la ripresa dei programmi della Rai dopo la pausa estiva.

Come segnala il sito di Repubblica, la protesta dei dipendenti del centro di produzione di Roma  ha fatto saltare la messa in onda della trasmissione UnoMattina su RaiUno e probabilmente avrà effetti negativi su tutto il palinsesto, Tg compresi. Blocco anche su Raitre, dove al posto di Agorà viene trasmesso un film.

Questa mattina,   sono saltate su RaiUno anche le edizioni delle 7:30 del Tg Lis e quella di lunga durata/approfondimento delle 8.

Lo sciopero era stato annunciato lo scorso 18 agosto e avrebbe come motivazione la richiesta di un ammodernamento della Produzione Radio e Tv, la riduzione degli appalti esterni a favore delle professionalità interne, garanzie per le sedi Regionali in difficoltà, una concreta politica di riduzione di costi e sprechi. L’astensione dal lavoro arriva dopo una protesta che è iniziata il 28 giugno ed è andata avanti fino al 28 luglio.

Riccardo Laganà (foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

“Lo sciopero indetto dalle Rsu della produzione di Roma non è una interruzione di servizio pubblico, ma una decisa richiesta di rilancio. Un messaggio nella bottiglia per dare futuro” ad un servizio pubblico dove ci sono “grandi criticità nella gestione del personale, dipendenti troppo spesso considerati come un costo e non come una risorsa, formazione approssimativa, inefficace o assente, incentivi all’esodo e blocco del turn over che hanno svuotato di personale il settore produttivo ed editoriale delle sedi regionali, centri di produzione, redazioni, in radio e nelle reti e, non ultimo, importanti professionalità ormai perdute a vantaggio di costosi appalti”. Così il consigliere della Rai eletto dai dipendenti, Riccardo Laganà, spiega all’Adnkronos le ragioni della sua solidarietà ai lavoratori del Centro di Produzione Tv di Roma che, incrociando le braccia oggi, non hanno permesso il regolare avvio della stagione televisiva della Rai dopo l’estate.

“Per affidare la creatività, l’ideazione e spesso la produzione di programmi all’esterno, con risultati spesso discutibili, si deve poi tagliare il costo del personale – rincara la dose Laganà – Una modalità gestionale ormai insostenibile. Ecco, per tutto questo esprimo massima solidarietà e vicinanza ai colleghi del Centro di Produzione Televisiva di Roma nella speranza che la giornata di sciopero odierna possa far riflettere i nuovi vertici aziendali rispetto all’avvio di una concreta valorizzazione e ascolto delle risorse interne, reale applicazione dell’articolo 24 del contratto di servizio e immediato avvio di una rapida ma proficua conclusione delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro dei quadri, impiegati e operai, scaduto due anni e mezzo fa”.

“La pandemia ha messo a dura prova i dipendenti Rai ma l’azienda ha dimenticato troppo in fretta il sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori che in presenza o in smart working – evidenzia il consigliere – hanno garantito la continuità del servizio pubblico quanto mai indispensabile in un grave momento come quello che stiamo vivendo e che speriamo di lasciarci alle spalle. La Rai servizio pubblico ha l’obbligo di raccontare ai cittadini il paese reale con imparzialità, parlare di diritti, di ambiente, dei più deboli, di etica e di inclusione sociale. Lo si potrà fare coerentemente e pienamente iniziando a comportarsi rispettosamente con le lavoratrici e lavoratori che attraverso il quotidiano spirito di sacrificio, dedizione e professionalità lo rendono ancora possibile, nonostante tutto e tutti”.

 

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