Operazione Lazarus, la guerra digitale di Pyongyang. Presi di mira anche i laboratori che producono vaccini

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Il Garante della Privacy mette nel mirino gli occhiali di Facebook. Nello stesso giorno del loro arrivo sul mercato, gli smart glasses di Facebook ed Essilor Luxottica sono finiti sotto lo scrutinio del Garante per la privacy. L’Authority italiana ha chiesto infatti alla Data Protection Commission irlandese di sollecitare il social network “affinché risponda a una serie di quesiti”. In particolare, il Garante per la privacy italiano intende “acquisire elementi ai fini di una valutazione della effettiva corrispondenza del dispositivo alle norme sulla privacy”.

Operazione Lazarus, la guerra digitale di Pyongyang. «Se confrontiamo la minaccia delle armi nucleari e quella degli hacker, penso che siano questi ultimi i più pericolosi». A dirlo, al Fatto Quotidiano in edicola, è Simon Choï, che con i suoi colleghi della ONG Issue Makers Lab scruta le attività online dei nordcoreani. «Non sono i migliori del mondo, ma sanno cosa vogliono, sono molto efficaci e soprattutto determinati». Secondo l’Onu, i “pirati” del regime in un anno hanno rubato più di 300 milioni di dollari. E dopo l’inizio della pandemia hanno preso di mira i laboratori che lavorano sul vaccino: AstraZeneca, Celltrion e Pfizer.

Smartphone & co. in sicurezza. Sempre più spesso i bambini e gli adolescenti utilizzano i mezzi digitali: molti, già giovanissimi, posseggono uno smartphone e navigano sul web. Se da un lato il mondo online è per i più giovani una risorsa positiva per imparare, giocare e rimanere in contatto con gli amici, dall’altro comporta nuovi rischi, che vanno dalla possibilità di imbattersi in contenuti poco appropriati e di essere contattati da malintenzionati. Secondo un’indagine di mUp Research e Norstat risulta che il 37% degli italiani adulti, ha avuto il cellulare in età scolare e, di questi, 563mila lo hanno avuto prima dei 10 anni. Le paure che riguardano maggiormente gli smartphone sono: perderlo (47%), romperlo (42%) o perdere i dati (35%). I genitori, secondo la ricerca, utilizzano sempre di più app per controllare i dispositivi dei figli.

Meno prodotti e più vita reale: la virata genuina degli influencer. Il Sole 24 Ore racconta la storia di Ann Andrews, influencer che ha messo in piedi Techfunic, piattaforma che offre lezioni per piccoli gruppi di studenti dagli 8 ai 15 anni, accompagnati da giovani tutor. “Ci sono bambini che hanno bisogno di più attenzione o semplicemente di imparare meglio in gruppo. Questa è l’istruzione vincente”, ha raccontato su Forbes. Oggi l’impresa conta migliaia gliaia di studenti iscritti e lavora con 147 college indiani, che forniscono una rete di tutor. Ann Andrews è diventata suo malgrado una “genuinfluencer”, definizione che identifica una generazione di testimonial anagraficamente trasversali legati a valori e visioni del mondo di taglio positivo.

Lo streaming ‘salva’ il mercato musicale. La Commissione Digital, Culture, Media and Sport della Camera dei Comuni inglese ha presentato a luglio un report sul mercato della musica in streaming. Le piattaforme che mettono a disposizione i brani, in modalità gratuita o a pagamento, hanno contribuito a salvare l’industria discografica dal collasso provocato dalla pirateria online e anche i numeri più recenti in Italia lo confermano. Secondo il report della Federazione industria musicale italiana, 67 milioni è di quanto sono cresciuti i ricavi da abbonamenti alle piattaforme, con un aumento del 41%, nel primo semestre del 2021 in Italia.

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