Domani su Rai1 torna ‘Porta a Porta’ con studio rinnovato e un po’ di pubblico. Coletta: capace di chiarezza informativa

“Sono stagioni difficili, ci sono 25 trasmissioni informative a settimana prima di noi. Nostro compito è di approfondire e di chiarire. E ci rivolgiamo anche alla popolazione meno istruita, che approfitta di ‘Porta a Porta’ per sapere ciò che succede. Il nostro programma si regge ed è tempestivo grazie a una grande squadra consolidata da anni ed è dunque suo il merito del successo, non del conduttore. Ciò che ci contraddistingue è la chiarezza e la lealtà dell’approfondimento, nessuno è mai uscito dallo studio dicendo di essere stato imbrogliato”. Lo ha detto Bruno Vespa durante la presentazione della 27esima edizione di ‘Porta a Porta’, in onda da domani in seconda serata su Rai1, annunciando anche le novità del programma: “Abbiamo uno studio parzialmente rinnovato, con più sedie, dato che l’epidemia sta andando meglio, e un ritorno parziale di pubblico, che ci conforta. La sigla, sempre quella di ‘Via col vento’, sarà ridotta a 28 secondi. A confrontarsi con i politici in trasmissione sarà presente una famiglia campione”.

Bruno Vespa (foto Olycom)

Bruno Vespa (foto Olycom)

Quanto alla prima puntata, Vespa ha annunciato che “ci sarà il ministro dell’Istruzione Bianchi e con lui sarà presente una famiglia cattolica che arriva da Osimo e che racconterà dell’incubo dello smart working e della dad. Fra gli altri ospiti, avremo in studio Roberto Mancini, per noi un grande privilegio, anche simbolico: la vittoria agli Europei è arrivata nel momento di rilanciare il nostro orgoglio e ottimismo e le vittorie sono proseguite con le Olimpiadi e le Paralimpiadi, e domani ci sarà anche Luca Pancalli. Ci sarà inoltre il virologo e presidente dell’Aifa Giorgio Palù, che si confronterà con Valentino Di Carlo, il professore che si è dichiarato pubblicamente non d’accordo con il green pass, perché è giusto far sentire le opinioni di tutti. Ma non so se avremo mai i no vax, perché le ‘opposizioni’ che invitiamo sono quelle che argomentano”.

Sulla trasmissione ‘Sette Storie’ in onda il lunedì in seconda serata, Vespa ha ribadito che “non vedo problemi con la Maggioni, che condurrà il programma, che ha una buona serata il lunedì e con cui siamo amici”. Quanto all’imminente evento politico delle amministrative, “non inviterò tutti i sindaci candidati a Roma, perché sono troppi, ma soltanto quelli che arriveranno al ballottaggio. E per par condicio non saranno invitati neanche i candidati delle altre città”. Sulle ragioni di un successo così lungo del programma, ha aggiunto il giornalista, “i talk show hanno responsabilità negative e positive, dipende come sono fatti. Da noi non si urla per rispetto verso gli ascoltatori, non rinunciamo a questo per un punto in più di share. La politica è cambiata dall’inizio di ‘Porta a Porta’. Ai tempi di Samarcanda si riteneva che fare una trasmissione ‘educata’ fosse impossibile, non credeva nessuno in questo programma, e poi è andata come è andata. Oggi la gente vuole andare al sodo e noi cerchiamo di stringere all’angolo il leader”.

Coletta

“Quella di ‘Porta a Porta’ è una squadra straordinaria – ha detto il direttore di Rai1 Stefano Coletta – presente tre volte a settimana nel palinsesto della rete ammiraglia. Quando guardo la trasmissione ne esco con una comprensione non fumosa ma con chiarezza di dati informativi e di aggiornamenti continui. La media di un milione (10-11 per cento di spettatori) è importante per quella fascia di orario, con il 13 per cento di laureati che per Rai1 sono una bella realtà: significa che si mette in ascolto proprio chi vuole approfondire. Bruno seguirà la ripartenza incrociata con gli avvenimenti politici e con tutto ciò che accadrà. Un appuntamento che risponde a ciò che la platea ci chiede”.

“Per i grandi eventi non c’è una regola – ha detto ancora Coletta – Noi collaboriamo sempre con il Tg1 e quando Porta a Porta è andato in prima serata lo ha sempre fatto in collaborazione con il nostro giornale. E in prima serata ci sarebbe sempre questa formula, anche con Vespa. Plausibile dunque la collaborazione fra la Maggioni e Vespa, è stata già fatta e lo faremo ancora. La colonna del Tg1 è sempre pronta a fare speciali e l’informazione deve avere anche un linguaggio televisivo e la formula del mix fra i volti della rete e il Tg1 ha funzionato”.

“In futuro – ha aggiunto il direttore di Rai1 – ci sarà ancora più spazio per l’informazione. Fin dallo scoppio della pandemia, subito dopo il mio arrivo a Rai1, ho intuito la necessità della presenza dei giornalisti nelle trasmissioni. L’informazione ha prodotto una filiera di tanti e tali talk show che si assomigliano un po’ tutti, fatta salvo il conduttore. Bisogna prevedere in certe fasce l’ispessimento di alcuni moduli narrativi che veicolino l’informazione in forme diverse, come ad esempio il reportage e il documentario. Oggi lo spettatore si orienta rispetto al carnet di ospiti che le trasmissioni hanno. Bisognerebbe immaginare altri linguaggi per differenziare l’offerta. Rai1 deve continuare anche per la prossima stagione ad essere riferimento per ogni classe sociale, anche attraverso un linguaggio pop, perché gli italiani vogliono capire”. “Il tema dell’approfondimento è uno slogan che usano in molti – ha aggiunto il vicedirettore di Rai1 Giovanni Anversa – Ma io credo che alla fine si debba tornare a informare. All’interno di questo quadro, Bruno e la sua squadra rispondono proprio a questo compito”.

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