In Italia gli influencer valgono 272 milioni. Balzo del 12% rispetto al 2020

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Da Zhang a Ma il crollo colpisce i big del Paese. Finiscono gli anni ruggenti della Cina che investiva miliardi non soltanto in speculazioni immobiliari, ma anche sul calcio. Insieme ad Evergrande rischiano di crollare infatti anche nomi noti dell’imprenditoria cinese, un effetto a catena che potrebbe colpire una classe dirigente che negli anni passati ha avuto credito dal Governo di Pechino e che ha acquisito notorietà, pure all’estero, anche attraverso il mondo del calcio. Una lista di ex­intoccabili che ora è finita nel mirino del presidente cinese, Xi Jinping.

Amazon alza la paga media a 18 dollari l’ora e fa 200 assunzioni in Italia. La società di Jeff Bezos pagherà i suoi dipendenti in media 18 dollari all’ora (+6% rispetto allo stipendio medio di maggio), pur mantenendo fissa la paga minima di 15 dollari. A quanto comunicato dal vicepresidente della divisione Delivery service, Dave Bozeman, Amazon aumenterà anche i bonus, che in alcuni casi potranno arrivare a 3.000 dollari, il triplo di quattro mesi fa. L’aumento è dovuto agli scompensi del mercato occupazionale, che ha visto il rapporto tra posizioni aperte e nuove assunzioni salire a 1,64 punti a luglio.

Wsj accende un faro sui danni causati da Instagram. Ieri il Wall Street Journal ha messo mano su alcuni documenti interni di Facebook, da cui risulta evidente che il social guidato da Mark Zuckerberg sia perfettamente consapevole dei danni che Instagram può provocare alla psiche degli adolescenti. “Il 32% delle ragazze adolescenti ha affermato che quando si sentono male per il loro aspetto fisico, Instagram le fa sentire peggio”, hanno riferito dei ricercatori, mentre lo stesso accade per il 14% degli adolescenti maschi. Come se non bastasse, Facebook sta anche realizzando una versione di Instagram per i bambini di età inferiore ai 13 anni. In un post, il capo delle politiche pubbliche di Instagram, Karina Newton, ha risposto dicendo che l’app si sta concentrando su come spostare l’attenzione degli utenti dai post che si concentrano sull’aspetto fisico.

In Italia gli influencer valgono 272 milioni. Sono tanti gli influencer che trovano spazio sul mercato, crescono e rappresentano dei punti di riferimento per le aziende e i brand. Ma quanto valgono? Ieri l’Upa, l’associazione degli investitori pubblicitari, ha definito il perimetro di un business digitale e virtuale che valorizza in 272 milioni l’influencer marketing, con un balzo del 12% rispetto al 2020, anno in cui la Rete l’ha fatta da padrona in Italia nel campo della comunicazione complice la pandemia. “Gli influencer rappresentano un eccellente strumento di marketing, sempre più utilizzato dalle nostre aziende e, in tanti paesi avanzati, anche da istituzioni pubbliche, come è avvenuto per le campagne vaccinali. Abbiamo quindi sentito l’esigenza di una approfondita riflessione su questo tema”, ha commentato Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di Upa.

Fuga da Instagram. A poche ore di distanza l’una dall’altra, Lana Del Rey e Loretta Goggi hanno abbandonato il web e chiuso i propri profili social. Anche le ragioni della disconnessione paiono essere molto simili: Loretta Goggi ha chiuso sito e profili come reazione alle critiche feroci, sconfinate in insulti e offese, ricevute l’altra sera dopo la sua esibizione all’Arena di Verona per i Seat Music Awards, la pop star americana invece si è tolta dai social ufficialmente perché “ha molti altri interessi e altre attività”, ma i bene informati giurano che questa ritirata digitale abbia a che fare anche con le polemiche social che da sempre coinvolgono Del Rey e la sua non conformità alla sensibilità contemporanea.

L’indagine sul problema di Tesla Autopilot sta diventando più grande. La National Highway Traffic Safety Administration richiede dati avanzati sull’assistenza alla guida da 12 case automobilistiche, mentre cerca di espandere la propria indagine sul pilota automatico di Tesla. Il governo sta indagando su una dozzina di incidenti con veicoli di emergenza e automobili Tesla. La richiesta di dati arriva meno di due settimane dopo l’ordine di NHTSA a Tesla di fornire dati sul funzionamento del suo sistema di pilota automatico, compresi i dettagli su quali dei suoi veicoli venduti ne siano dotati e i parametri operativi del sistema. L’indagine dell’agenzia su Tesla potrebbe avere implicazioni ad ampio raggio per l’azienda che ha spinto il rilascio di software sperimentale a clienti inesperti al fine di far avanzare la sua visione della guida autonoma.

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