Fuortes: il gruppo Rai crede e investe nella radio, parla ai giovani e ha grandi potenzialità multimediali

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Carlo Fuortes ha scelto la presentazione della nuova stagione radio come prima uscita ufficiale da amministratore delegato Rai. Scelta non casuale visto che “è sempre stata una voce amica della mia giornata ed è un pezzo fondamentale del servizio pubblico, antico ma modernissimo, fresco e immediato”.

Carlo Fuortes (Foto Primanline)

Fuortes ha ringraziato il gran lavoro svolto dal direttore Roberto Sergio che in tre anni ha rivoluzionato il servizio pubblico radiofonico, da analogico a full digital. Una macchina multimediale in grado di essere anche prodotto televisivo con la Visual Radio e presto anche un player protagonista del mercato podcast con l’arrivo – previsto intorno al 10 ottobre – della piattaforma Rai Play Sound.

Roberto Sergio premia Pippo Baudo  per i 60 anni dal suo primo programma radiofonico (Foto Primanline)

“La radio ha superato molte rivoluzioni tecnologiche e i podcast, per esempio,  riescono a parlare a un pubblico giovane –  forse un po’ lontano dalle reti lineari –  grazie alla sua modalità narrativa e seriale”, ha detto il nuovo ad di Viale Mazzini.

Alla presentazione della nuova stagione di Rai Radio- affiancato dalla presidente Marinella Soldi –   Fuortes ha ribadito la ferma intenzione del gruppo nel continuare ad investire sulla radiofonia e sul progetto guidato da Sergio:  “crediamo nel futuro della radio e sicuramente investiremo risorse nella sua trasformazione digitale. Rai investe nella radio perché è inclusiva, perché ha valore di prossimità straordinario col pubblico, indipendentemente da territorio, sesso, età , senza contare quanto è importante radio Rai per gli italiani nel mondo”.

Rispondendo ai giornalisti sulla scarsa presenza di donne nelle recenti nomine del Cda, Fuortes ha spiegato che “c’è stato un difetto di comunicazione. Sono stati spostamenti interni al top management che è in prevalenza maschile,  solo il 19% è donna. Una situazione ereditata dal passato e su cui noi, che  siamo arrivati da un mese, faremo certamente un ragionamento considerando un arco temporale più lungo. Terremo molto, molto, a mente il problema di genere”.