Vivendi rileva la quota di Amber Capital in Lagardère (17,93% del capitale) e si prepara a lanciare l’opa sul gruppo editoriale francese

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Vivendi ha raggiunto un’intesa con Amber Capital per rilevare dal fondo la sua quota del 17,93% nel gruppo editoriale francese Lagardere, al prezzo di 24,1 euro ad azione. L’acquisizione, si legge in una nota, dovrà essere completata entro il 15 dicembre 2022 dopo aver ottenuto le autorizzazioni dei regolatori, a partire dalla Commissione Ue e dall’authority francese sui media (Conseil supérieur de l’Audiovisuel).

In assenza di un via libera delle authority – riporta l’Ansa – la quota dovrà essere acquistata da un terzo soggetto allo stesso prezzo promesso da Vivendi ad Amber. Se l’operazione andrà in porto Vivendi salirà al 45,1% del capitale di Lagardere e al 36,1% dei diritti di voto, superando la soglia del 30% che impone il lancio di un’opa obbligatoria, opa che verrà lanciata allo stesso prezzo concordato per l’acquisto della quota di Amber.

Vincent Bolloré, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Vivendi (Foto Ansa)

L’intesa tra Amber e Vivendi arriva alla conclusione di una lunga battaglia per il cambiamento della governance del gruppo francese, avviata da Amber nel 2017 e che, lo scorso 30 giugno, ha spinto Lagardere a trasformarsi da una società in accomandita a una società per azioni. Vivendi intervenuta inizialmente a sostegno del presidente e direttore generale, Arnauld Lagardere, la cui gestione era stata messa nel mirino da Amber, ha successivamente cambiato fronte, alleandosi con il fondo attivista.

All’inizio del 2021 i principali protagonisti della battaglia – in soccorso di Lagardere è anche intervenuto anche il miliardario e patron di Lvmh, Bernard Arnault – hanno trovato un accordo sulla revisione della governance. La cessione della quota di Amber a Vivendi potrebbe chiudere definitivamente la vicenda, portando Lagardere  nell’orbita della media company controllata da Vincent Bolloré.

Sulla gestione di Arnauld Lagardere ha aperto un’inchiesta la magistratura francese , che indaga per sospetti di compravendita di voti, abuso di beni aziendali, conti inesatti e informazioni false o fuorvianti e che ha portato ieri alla perquisizione degli uffici parigini del gruppo.