Tria: forte slancio per l’Italia se gli investimenti pubblici del Next Generation Eu traineranno quelli privati

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“Parlare di miracolo è un po’ prematuro ed eccessivo, certo se gli investimenti pubblici del Next Generation Eu riusciranno a trainare anche quelli privati allora lo slancio dell’Italia potrà essere veramente forte”. Lo dice Giovanni Tria, ex ministro dell’Economia, intervistato da ‘Repubblica’.

Giovanni Tria (Foto Ansa – EPA/STEPHANIE LECOCQ)

“Bisogna fare riforme e scommettere sulla programmazione, Draghi ha convinto e convince i mercati, ma dobbiamo pensare anche al futuro. Tecnicamente – spiega – bisogna osservare che la crescita del Pil ancora non ci riporta ai livelli pre-Covid. Tuttavia fino a qualche tempo fa si prevedeva che l’Italia sarebbe arrivata in ritardo a compensare le perdite della crisi, al contrario oggi camminiamo a un ritmo in linea con gli altri”. Inoltre, aggiunge, “certamente si registra una nuova fiducia, che è uno dei fattori determinanti della crescita, il rilancio del commercio internazionale sta aiutando il nostro export, beneficiato dal traino di Usa e Cina. Ma, ripeto, è ancora molto presto per parlare di boom perché non ci sono le condizioni internazionali degli Anni Sessanta”.

Secondo l’ex ministro, però, “rischi ce ne sono. Il primo è quello dell’inflazione. Se si generano aspettative di crescita e le banche centrali, che finora giudicano il fenomeno ‘temporaneo’, fossero costrette a ridurre la liquidità o ad alzare i tassi, la ripresa potrebbe essere strozzata. Ma ci sarebbe anche il rischio che si sgonfino bolle immobiliari e di asset e questo sarebbe pericoloso per il sistema, se avvenisse troppo rapidamente”. In più continua, “la pandemia non è finita” e poi “la ripresa sta mettendo a dura prova le catene della produzione e possono crearsi colli di bottiglia e carenze di approvvigionamenti”.