Read racconta la sua WPP: sviluppo non solo nel business tradizionale, ma anche nel martech. Italia mercato importante

Condividi

Ieri il ceo di WPP, Mark Read, assieme al chief operating officer Andrew Scott, è arrivato a Milano per un appuntamento storico: il battesimo ufficiale del Campus italiano del gruppo, dislocato lungo il Naviglio su via Ludovico Il Moro, ma con l’ingresso principale da Via Morimondo. Atterrato a Linate intorno alle 12.45, Read ha prima partecipato alla conferenza stampa di presentazione del Campus e quindi, alla sera, sempre nella nuova sede, ha fatto gli onori di casa alla cena organizzata dai manager italiani per festeggiare l’avvio della nuova vita nella immensa sede (27.000 mq, sede che ospita 35 società e 2000 persone), con tanti ospiti eccellenti, clienti, il sindaco della città Beppe Sala.


Ma Ecco cosa ha detto Read intervistato da Prima Comunicazione.

Prima – Partiamo dal contesto internazionale molto particolare che si sta delineando. Con una polarizzazione geopolitica sempre più marcata, spinte inflattive, aumento dei costi delle materie prime e difficoltà nella loro reperibilità. Fattori che stanno producendo tante difficoltà alle imprese. Nel settore auto, ma anche nel Fmcg, molte aziende faticano a mettere i prodotti a disposizione dei consumatori, con delle inevitabili tensioni anche con la distribuzione sui prezzi. Che mesi ci aspettano e, soprattutto, che tipo di riflessi ci saranno per il mercato della pubblicità nel 2022, che probabilmente a questo punto è diventato un anno difficile da decodificare?
Mark Read – Il nostro settore ha recuperato in maniera decisa in termini di valore della produzione in questi ultimi mesi e questo è anche il portato di tutti gli interventi e del complesso delle misure di supporto messe in atto dai governi. Un po’ ovunque, non solo ad occidente, si sono sostenute con forza e in molte maniere le imprese e i redditi delle famiglie, e molti tra i consumatori hanno avuto perfino la possibilità di accantonare risorse. Certo ora ci saranno altre sfide, pressioni, momenti di difficoltà. E’ inevitabile che sia così. Ma quanto è già accaduto ci dimostra che possiamo superare brillantemente anche le nuove prove che dovremo affrontare. Per quella che è la nostra visione attuale, confidiamo sul fatto che la crescita economica continuerà e in linea di massima dovrebbero rientrare e riallinearsi anche le problematiche legate alle tensioni sui prezzi e sulla disponibilità delle materie prime.
Prima – Veniamo da alcuni anni in cui il valore in Borsa dei titoli delle company dell’advertising si è molto ridimensionato. Ora, per converso, la situazione appare in miglioramento. Cosa direbbe a un risparmiatore che vuole puntare in un rimbalzo ulteriore del comparto adv? Come lo convincerebbe a scegliere azioni Wpp piuttosto che quelle di Publicis o un altro gruppo?
Mark Read – In questi mesi la nostra azienda ha mostrato una straordinaria resilienza di fronte a fenomeni che avevano un impatto molto forte e inatteso sul nostro business. La capacità di WPP di adattarsi e reagire velocemente alle sfide dell’economia e del cambiamento è – se possibile – ancora cresciuta e migliorata. Perché investire su di noi? Perché abbiamo tutta una serie di caratteristiche che ci rendono forti e ci danno una prospettiva positiva. Abbiamo un parco clienti molto diversificato e operiamo davvero a livello globale, nella maggior parte delle aree del mondo. Le aziende che collaborano con WPP sono particolarmente forti ed hanno un profilo decisamente rassicurante. Abbiamo appena riconfermato la nostra partnership di lunghissima durata con Unilever, con cui abbiamo sempre lavorato e continueremo a lavorare per raggiungere al meglio, anche nel nuovo contesto molto sfidante e articolato, tutti i loro consumatori. Abbiamo dimostrato di disporre già nel nostro dna di tutta la flessibilità che è essenziale in queste fasi più complicate. Per quello che ci riguarda più direttamente, va detto che non siamo rimasti fermi e attoniti di fronte al cambiamento che si dispiegava. Abbiamo molto semplificato il nostro modello di business, abbiamo intrapreso un percorso di riduzione del debito, e nell’arco dei prossimi mesi, già alla fine di quest’anno dovremmo raggiungere un obiettivo molto sensibile, portandolo dai 5 miliardi che avevamo in carico a meno di un miliardo. E quindi ci troviamo finalmente in una posizione che anche dal punto finanziario è di assoluta solidità. Davanti a noi ci sono grandi possibilità di crescita e sviluppo non solo nel campo del digitale, ma anche nel ‘martech’, nell’analisi sempre più sofisticate dei dati e in tanti altri ambiti.

La country manager, Simona Maggini, Mark Read e il chairman del gruppo, Massimo Beduschi

Prima – Chi è andato a Londra in queste ultime settimane ha avuto l’idea di una città che sta cercando, non solo in un’ottica post pandemica, una nuova identità. Brexit sta trasformando Wpp in una società con equilibri diversi da prima? La capitale britannica è ancora il cuore ideale delle vostre attività o invece questo ruolo si è spostato a New York?
Mark Read – WPP è prima di tutto una grande azienda globale che divide il suo quartier generale tra Londra e New York. Ma sono importanti anche le sedi più strutturate che abbiamo in ogni area del mondo, tra cui questa bella sede italiana che abbiamo appena inaugurato. E poi abbiamo nostre avanguardie e presenze significative un po’ ovunque nel pianeta. In sintesi: siamo un’azienda globale che ha le sue radici nel Regno Unito, ma non deve per forza sentirsi britannica, se da questo consegue una limitazione della propria prospettiva, visione e cultura del business. Posso dire che, personalmente, svolgo il mio ruolo di manager per il gruppo vivendo e operando principalmente da Londra.

Prima – Parliamo delle peculiarità dell’Italia e del mercato italiano, viste da un punto di vista globale.
Mark Read – L’Italia è un Paese che esprime aziende e talenti eccezionali nei settori del design, della moda, del lusso, della meccanica, dell’alimentare. Ha un sistema manifatturiero molto ricco di piccole e medie imprese che hanno un grande patrimonio di credibilità e comunque mostrano già uno straordinario spirito creativo e innovativo. Molte altre possono svilupparsi e diventare ancora più importanti internazionalmente. Nella moda e nell’automotive, nel lusso, nell’arredamento, ma anche in altri comparti il peso ed il ruolo dell’impresa italiana ed il suo posizionamento elettivo sono evidenti. Ebbene, sono molto orgoglioso di poter dire che molte di queste aziende sono già clienti di WPP. Penso a Campari, Lavazza, Tecnogym, Luxottica, Amplifon e veramente tante altre ancora.

Alcuni degli spazi del campus milanese: sale riunioni e caffetteria