Malagò: La crisi travolge i bilanci dei club di calcio, non si può continuare ad accumulare debito. Azionariato popolare? Una soluzione

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“Questo è un tema di grandissima attualità nel mondo del calcio, sia di altissimo livello che di leghe inferiori: c’è una crisi finanziaria che travolge e attanaglia i bilanci di tutte o quasi le società di Serie A”. È l’allarme, come riporta Agi, lanciato da Giovanni Malagò, presidente del Coni, in un videomessaggio inviato ai relatori dell’evento “Se non ora quando?”, il seminario sull’azionariato popolare nel calcio promosso da Interspac.

“La pandemia è quell’aspetto congiunturale che ha fatto scendere i ricavi in modo preoccupante – ha aggiunto Malagò – ma non mi sembra ci sia stata altrettanta volontà di abbassare i costi, tenendo presente che si sarebbe incassato meno. Credo che le persone e le istituzioni del mondo del calcio abbiano molto presente il problema. Non si può pensare di accumulare debito e credere che altri soggetti rilevino delle posizioni. Poi si rischia di rimanere col cerino acceso. Una delle risposte è l’azionariato popolare”. 

Il numero uno dello sport italiano ha parlato poi di modelli da seguire: “La Spagna, ma anche la Germania hanno delle best practice da copiare. Forse questo strumento può aiutare a risolvere i problemi di carattere finanziario. E’ una spinta coraggiosa che non mi sento di escludere”.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

L’azionariato popolare – “Il tema dell’azionariato popolare è di grande attualità nel mondo del calcio. Dopo la crisi serve fare qualcosa di diverso, è una opzione che può risolvere almeno parzialmente i problemi finanziari dei club”, ha spiegato meglio poi il presidente del Coni. “I ricavi nel calcio sono scesi in maniera importante e non mi sembra ci sia stata altrettanta volontà di abbassare i costi. Oggi bisogna fare qualcosa di diverso – ha proseguito -. Le istituzioni del calcio hanno presente il problema, non si può continuare ad accumulare debito rimanendo sulle spalle dei soggetti che investono e rischiano di rimanere col cerino in mano. Una delle opzioni è l’azionariato popolare, che esiste già in Spagna e che in Germania è un benchmark di riferimento. Chiaro, avere una forma che consenta di avere al 100% un azionista tifoso è un sogno chimerico ma potrebbe essere un presupposto che può risolvere almeno parzialmente i problemi finanziari”.

“È una spinta coraggiosa che non mi sento di escludere. Se i problemi sono elevati può essere un valore aggiunto avere in società tifosi eccellenti che sono un punto di riferimento in altri settori e possono dare professionalità al mondo del calcio. Da una parte c’è volontà di essere vicini alla maglia, dall’altra esporsi dal punto di vista finanziario e non solo”, ha concluso.