Le donne autiste di ‘Pink Shuttle’ arrivano in Italia da Kabul

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Quattro donne che negli ultimi due anni si sono messe al servizio delle altre donne afgane come autiste di mini van, stanno per sbarcare in salvo in Italia. Sono le protagoniste di una bella storia di emancipazione promossa da Nove Onlus e sostenuta da Otb Foundation, che fa riferimento al gruppo di Renzo Rosso, con al centro i Pink Shuttle, Banu Bus, bus delle donne nella lingua locale.


“In Afghanistan, uno dei maggiori ostacoli all’emancipazione delle donne è la mobilità difficile e ristretta”, spiegano gli attivisti di Nove Onlus che da anni si muovono su quei territori. “ Alla maggior parte delle donne è vietato andare in bicicletta o guidare motociclette, prendere taxi o autobus guidati da uomini. Inoltre, non possono ottenere la patente di guida, a causa delle tasse elevate, e non possono frequentare classi miste;  camminare per le strade espone le donne a tutti i tipi di rischi, comprese le molestie.  Tutto ciò ostacola fortemente il loro accesso ai diritti fondamentali, come il diritto allo studio e al lavoro, e le obbliga a dipendere dagli uomini della loro famiglia”. Uno squarcio di verità che fa capire come la situazione anche prima del ritorno dei talebani fosse molto limitante per le donne.
La mobilità gratuita era un sogno per le donne afghane, e Nove ha contribuito a renderle più autonome offrendo corsi di guida e fornendo i Pink Shuttle, l’unico servizio di trasporto in Afghanistan gestito da donne per donne.

“Durante la fase pilota (maggio 2019-marzo 2020), il progetto ha formato e assunto 4 autiste professioniste, le uniche in tutta Kabul”, raccontano a Nove. “A luglio 2020 sono iniziati i primi servizi regolari di minivan.  È stato assunto un tutor per fornire assistenza logistica agli autisti e ridurre al minimo i rischi legati all’innovazione e all’imprenditoria femminile. Le prime clienti sono state studentesse universitarie, liceali e impiegate governative: più di 100 donne, ognuna delle quali ha usufruito del servizio per un periodo minimo di 2 mesi e mezzo (10.600 singoli passaggi offerti)”.
Poi disgraziatamente è arrivato il Covid 19 e il lockdown che ha costretto a sospendere il servizio per circa 4 mesi. Ma Nove e le autiste dei Banu Bus non hanno mollato. “Alla ripresa sono stati stipulati nuovi accordi di trasporto, si è provveduto ad acquistare e trasferire a Kabul 4 minivan aggiuntivi ed è iniziata la formazione di altre 10 autiste professionali”, raccontano alla onlus. “La nuova ondata di Covid-19 e il drastico peggioramento delle condizioni di sicurezza, che ha esposto autiste e passeggere a molti rischi, hanno però ridotto l’operatività del servizio e la prevista trasformazione del progetto in un’impresa commerciale cogestita da donne afghane non si è potuta attuare. Nove ha allora elaborato una strategia per utilizzare comunque il Pink Shuttle, offrendo un altro tipo di supporto alla popolazione femminile afghana. Ad aprile e maggio 2020, i minivan hanno fornito aiuti alimentari ad oltre 4.800 persone a Kabul”.
È stata inoltre inaugurata la branch sociale del servizio. Su richiesta del Comitato Internazionale di Croce Rossa (ICR) e  Wheelchair Basketball Federation of Afghanistan  (WBFA) , da marzo 2021 uno dei van del Pink Shuttle  è dedicato al trasporto gratuito delle atlete della squadra di pallacanestro in carrozzina.

Poi l’arrivo dei talebani e così a metà agosto il servizio è stato ancora sospeso in attesa delle decisioni del nuovo governo afgano, intanto si è deciso di organizzare l’arrivo in Italia delle ‘autiste’ grazie all’appoggio di OTB Foundation.
“Siamo felici di accoglierle”, dice Arianna Alessi, vicepresidente di Otb Foundation, “e di creare un nuovo progetto per aiutare loro e i loro bambini a non soccombere di fronte a imposizioni che le riportano a condizioni di vita inaccettabili.”
“Imparare a guidare la navetta e mettermi al servizio di altre donne nel mio Paese è stato un incoraggiamento prezioso per me ma anche una spinta al cambiamento della condizione sociale femminile in Afghanistan. Spero che tutto questo non svanisca” è l’appello di una delle autiste di Pink Shuttle, unendosi agli appelli lanciati nei giorni scorsi sui media da Amina, una giovane laureata parte del team di Nove Onlus di Kabul, “a non abbandonare le donne afghane al terribile futuro che si prospetta per loro”.
E intanto è già partito un movimento social #saveafghanwomen per mobilitare e sostenere la causa.

Raccoglie donazioni per questa causa insieme a molte altre OTB Foundation, nata nel 2008 come organizzazione non profit del gruppo OTB (Diesel, Maison Margiela, Marni, Jil Sander, Viktor&Rolf, Amiri, Staff International, Brave Kid). La sua missione è lottare contro le disuguaglianze sociali e contribuire allo sviluppo sostenibile di persone ed aree meno avantaggiate, operando in Italia e nel mondo con precisi criteri di selezione: impatto sociale diretto, sostenibilità ed innovazione. Dalla sua nascita ad oggi OTB Foundation ha investito in oltre 250 progetti di sviluppo sociale nel mondo, con un impatto diretto sulla vita di circa 300.000 persone. www.otbfoundation.org

Nove Onlus è una ONG italiana con sede operativa a Kabul che si occupa da anni di progetti dedicati
SI chiamavano Pinck SHuttle (taxi rosa e nella lingua locale Bus A leggere la loro storia ci si rende conto di come vivevano Breganze, 24 agosto 2021. Sono finalmente in volo per l’Italia alcune delle coraggiose ragazze che guidavano le “navette rosa” a Kabul: auto guidate da donne per trasportare altre donne a cui non sarebbe altrimenti stato permesso spostarsi e viaggiare in vetture con presenza di uomini.
Ragazze che, quando l’emergenza politica ha reso le cose più difficili, hanno organizzato – sempre grazie alle navette che avevano imparato a guidare – un servizio sociale per donne e atlete disabili.