Rocco Commisso (Foto Lapresse)

Perchè il calcio italiano fa tanto gola agli investitori Usa?

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Sono nove i club di Serie A e B entrati finora nell’orbita di gruppi statunitensi. Il magazine Forbes ha provato a capire le ragioni del crescente interessamento al calcio italiano. E la pista indicata non poteva che essere una: “follow the money”

Punti chiave

  • Diritti tv
  • Assenza di concorrenza sportiva
  • Questione stadi
  • Prezzi bassi, prospettive alte
  • Incognite

Perché molti investitori Usa stanno acquistando le squadre di calcio italiane?


Milan, Roma, Fiorentina, Bologna, Venezia, Parma, Spezia, Spal. E l’ultima arrivata, il Genoa acquistato il 23 settembre da 777 Partners. Sono sempre di più i club italiani che entrano nell’orbita di investitori a stelle e strisce al contrario di quanto avviene all’estero dove i più rapaci sono Emirati Arabi, ricconi orientali e oligarchi russi.

Perchè questo interesse? Se lo è chiesto la rivista americana Forbes.

Gli investitori, secondo il magazine, ritengono che le squadre italiane siano economicamente sottostimate rispetto ad altri campionati. Calo accentuato dalla pandemia. Inoltre c’è grande tema dei diritti media e della diversificazione trasmissiva che si sta trasformando profondamente – con l’arrivo sul campo di nuovi player digitali come Dazn, Tim, Amazon, Helbiz – e che a detta degli operatori finanziari può generare interessanti opportunità di business.

Opportunità che solo il pallone può garantire per mancanza di concorrenza. In Italia infatti il calcio non ha rivali, è di gran lunga il più seguito e amato, ha numeri a cui nessuna altra disciplina si avvicina lontanamente. In Inghilterra, ad esempio, non è così per il campionato inglese che compete con cricket, tennis e rugby.

Oltre a queste motivazioni l’appeal dei club italiani di calcio deriva anche dalla mancanza di analoghe possibilità di investimento in altri campionati europei (in Germania per esempio le regole di acquisto sono molto più complicate prevedendo anche quote assegnata ai tifosi) e dai prezzi delle squadre particolarmente abbordabili.

Paul Singer, fondo Elliot
Paul Singer, fondo Elliott

Secondo il Financial Times, il fondo Usa Elliott ha acquisito il Milan nel 2018 per circa 400 milioni di euro. Valore molto appetibile per un grande club dal valore internazionale specialmente se paragonato alle cifre che girano in Premier League, dove otto squadre valutate oltre 500 milioni di dollari e sei oltre 2 miliardi di dollari. Peraltro, tra queste, sono in vendita le proprietà Usa del Manchester United (che appartiene alla famiglia americana Glazer) e il Liverpool che fa capo a Fenway Sports Group.

Rocco Commisso (Foto Lapresse)
Rocco Commisso (Foto Lapresse)

“È il momento perfetto perché il sistema politico in Italia capisca che le cose devono cambiare se vogliono avere una Serie A che competa pienamente con il calcio inglese, spagnolo e tedesco”, dice a Forbes il miliardario statunitense Rocco Commisso proprietario della Fiorentina riferendosi alle difficoltà ad avere via libera alle concessioni per il rinnovo degli stadi italiani.

Difficoltà che costringono le squadre italiane a fare più affidamento sui ricavi dei diritti tv rispetto ai club degli altri campionati europei. La Serie A, ricorda Forbes, mirava a un aumento del 20% con i suoi diritti televisivi nazionali quest’anno, ma ha finito per concordare un accordo triennale con DAZN del valore di 995 milioni di dollari l’anno, il 13% in meno rispetto agli 1,14 miliardi di dollari del precedente accordo con Sky. Valore inferiore rispetto ai 1,29 miliardi di dollari che la Bundesliga ha ottenuto da DAZN e Sky lo scorso anno, o alla super commissione di 2,3 miliardi di dollari ottenuto dalla Premier League per il pacchetto nazionale.

Steven Zhang (foto LaPresse)
Giuseppe Marotta, Steven Zhang, Alessandro Antonello (foto LaPresse)

In gioco entrano anche la questione del fair play finanziario e le incognite sui ricavi da attività non legate ai diritti tv che rendono la situazione finanziaria dei club italiani ancora più precaria e quindi appetibile per investitori stranieri. Forbes cita il caso dell’Inter campione d’Italia attualmente in mano ai cinesi di Suning Holdings. Quest’anno ha dovuto chiedere un finanziamento di 336 milioni di dollari a Oaktree Capital, fondo Usa con sede a Los Angeles. In caso di default dei nerazzurri ne diverrebbe il proprietario.