Danni ai minori e alla democrazia. La talpa Haugen attacca Facebook al Congresso

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Dopo l’intervista con la Cbs e i documenti passati al Wsj, l’ex dipendente del social continua a raccontare Facebook “dall’interno”

Dopo il lunedì di blackout, che è costato al re dei social perdite in borsa a 9 zeri, Facebook ha dovuto incassare un altro colpo con l’audizione al congresso di Frances Haugen, la talpa che con le sue rivelazioni ha restituito un quadro non roseo di quanto accade nelle stanze di Menlo Park.

“Mi sono fatta avanti perché ho riconosciuto una verità terrorizzante: nessuno fuori di Facebook sa quello che succede al suo interno”, ha detto Frances Haugen

Facebook danneggia minori e indebolisce democrazia

“Sono qui perché credo che i prodotti di Facebook danneggino gli adolescenti, seminino divisioni e indeboliscano la nostra democrazia”, ha esordito. “La leadership della compagnia sa come rendere Facebook e Instagram più sicuri ma non vuole fare i necessari cambiamenti perché ha messo i suoi astronomici profitti davanti alla gente e ha scelto di crescere ad ogni costo”, rievocando i continui “conflitti tra profitti e sicurezza” di cui aveva già parlato durante l’intervista con la Cbs.
Le ricerche di Facebook, ha spiegato parlando nel dettaglio dei più giovani, mostrano che oltre il 6% dei bambini ammettono di essere così dipendenti da Instagram che il social “danneggia materialmente” la loro salute e il loro rendimento scolastico. Ma nonostante questo si è detta convinta che Facebook sospenderà Instagram Kids, la sua piattaforma per gli utenti adolescenti. A differenza di qanto annunciato nei giorni scorsi.  

Frances Haugen (EPA/Jabin Botsford / POOL)

Nessuna forma di controllo

Haugen ha criticato l’estrema segretezza e la carenza di trasparenza di Fb, nonchè come lavorano i suoi algoritmi, chiedendo piena trasparenza. “Finchè Facebook opera nell’ombra e nasconde le sue ricerche al controllo pubblico continuerà a non dover rendere conto”‘, ha aggiunto. “E continuerà a fare scelte contro il bene comune”, ha rimarcato, esortando il Congresso ad agire “ora” per mettere un freno ai social.

Secondo Haugen sul social non esercita nessuna forma di controllo nemmeno il suo ‘oversight board’, il gruppo regolatorio consultivo formato nel 2020 per fornire raccomandazioni indipendenti ai vertici. 

Il potere sproporzionato di Zuckerberg su Facebook

Infine un duro attacco anche al ceo e fondatore Mark Zuckerberg e al controllo che esercita sulla società, in passato messo in discussione, ma senza risultati, dagli altri azionisti del social. “Non c’è nessuno al momento che possa chiedere conto della responsabilità a Mark Zuckerberg, tranne lui stesso” ha detto. “Ha un controllo sproporzionato su Facebook e delle sue politiche detenendo oltre il 55% delle azioni”, ha concluso. 

Mark Zuckerberg , durante una audizione al congresso (Foto EPA/MICHAEL REYNOLDS / POOL)

La difesa di Facebook

Davanti alla pioggia di accuse, Marck Zuckerberg ha preso le ferme difese di Facebook in una nota ai dipendenti. “Non hanno alcun senso”, ha scritto. “Penso che molti di noi non si riconoscano nella falsa immagine della società che viene dipinta”. “Noi ci preoccupiamo profondamente di questioni come la sicurezza, il benessere e la salute mentale”. “L’argomentazione che deliberatamente spingiamo per il profitto contenuti che rendono le persone arrabbiate e’ profondamente illogica”, ha continuato. “Facciamo soldi con le inserzioni e gli inserzionisti continuamente ci dicono che non vogliono che i loro annunci siano vicino a contenuti dannosi o furiosi”.
“Non conosco alcuna azienda tech che vuole realizzare prodotti che rendono le persone arrabbiate o depresse. Morale, business e incentivi sui prodotti puntano tutti nella direzione opposta”, ha chiosato.

Zuckerberg sembra però essere d’accordo con Haugen sulla necessità di aggiornare le regolamentazioni internet, aggiornamento che questo solleverebbe le società private dal dover prendere da sé decisioni su questioni sociali. “Siamo impegnati a fare il miglior lavoro possibile, ma a un certo livello l’organismo adatto a valutare” è “il nostro Congresso democraticamente eletto”.