Linee guida e riforma, Vezzali: Futuro dello sport di base fondato sul lavoro

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Sono state aggiornate le nuove linee guida per lo sport di base e la sicurezza sul lavoro come parte di un percorso avviato di riforma del lavoro sportivo

I punti chiave

  • Le nuove linee guida per l’attività sportiva di base
  • La riforma sul lavoro sportivo
  • Il ruolo dei gruppi sportivi militari e i corpi civili dello Stato (vedi Tokyo 2020)

La pubblicazione di nuove linee guida per lo sport di base e l’attività motoria sono il primo risultato dell’incontro tra la sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali, il ministro del Lavoro Andrea Orlando e il presidente della Lega nazionale dilettanti Cosimo Sibilia avvenuto ieri. Linee guida che recepiscono il Dl 127/21 in riferimento alla Certificazione Verde COVID-19 per i lavoratori del settore privato e le indicazioni del Comitato tecnico-scientifico sull’indice di affollamento in piscina. E che, soprattutto, si inseriscono nel percorso di riforma avviato sul lavoro sportivo.

Le linee guida nel dettaglio

Nel dettaglio, il Dl 21 settembre individua misure urgenti per lo svolgimento in sicurezza del lavoro con l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione e al rafforzamento dello screening. Interessano il mondo sportivo le misure degli artt. 3, 6 e 8. Dal 15 ottobre al 31 dicembre, a chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato è fatto obbligo, ai fini dell’accesso ai luoghi in cui la predetta attività è svolta, di esibire su richiesta il Green Pass. La richiesta non si applica a soggetti esenti dai vaccini. L’art.6 stabilisce che le somme trasferite a Sport e Salute, ma non utilizzate, per pagare le indennità ai collaboratori sportivi sono riscritte entro il 15/10 all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate per il 50% al Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo e per il restante 50% al Fondo per il rilancio del sistema sportivo, amministrati entrambi dal Dipartimento per lo sport. L’art.8, stabilisce che, entro il 30 settembre 2021, il Cts esprime parere sulle misure di distanziamento, capienza e protezione nei luoghi nei quali si svolgono attività culturali, sportive, sociali e ricreative. 

La riforma, il lavoro sportivo e le discipline di base

“L’incontro si inserisce nel percorso di riforma del lavoro sportivo che ho avviato e che vede, al momento, l’attivazione di un tavolo di esperti che stanno valutando i numerosi contributi giunti da più parti. Tra cui anche da parte della stessa LND”, ha specificato il sottosegretario Vezzali. “Quello del lavoro sportivo è infatti un tema assai importante su cui si fonda il futuro dello sport di base e di cui, oggi, il Ministro Orlando ha avuto modo di constatare il grande valore. Sono certa che gli esiti del tavolo per la riforma del lavoro sportivo, che condividerò anche con il ministro Orlando, sapranno dare risposte concrete a tutto il mondo dello sport italiano”, ha aggiunto.

Il sistema sport e i gruppi sportivi militari e dello Stato

Vezzali ha inoltre parlato, in audizione alle commissioni riunite Difesa e Cultura di Camera e Senato, del ruolo dei gruppi sportivi militari e dei corpi civili dello Stato. Che sono, ha detto, “punti di forza del sistema sportivo italiano e identificano una particolare forma di associazionismo senza scopo di lucro che rappresenta la dorsale del movimento e che fa capo ai corpi militari e civili”.

E ha aggiunto che “dagli anni della loro fondazione sono stati protagonisti del consolidamento e dell’implementazione del patrimonio sportivo nazionale, contribuendo ai successi dell’Italia non solo agonistici ma anche in termini di sviluppo dell’intero movimento. I risultati conseguiti con il contributo della totalità dei gruppi sportivi dello Stato hanno sempre più assunto un peso significativamente rilevante nel complessivo del medagliere italiano”, ha spiegato, con una “evidente posizione di assoluto rilievo nel panorama italiano, come attestato dai 1.250 atleti di alto livello impegnati in quasi tutte le discipline sportive olimpiche e in diverse non olimpiche”. Vezzali ha fatto riferimento anche agli ultimi Giochi olimpici di Tokyo. “Gli atleti dei gruppi sportivi hanno contribuito ad oltre l’80 per cento della totalità delle medaglie conseguite dall’intera spedizione azzurra, con 49 medagliati su 72”, ha sottolineato. Gli atleti dei corpi dello Stato sono passati dai 111 ad Atlanta ’96 ai 269 (sui 384) di Tokyo 2020.

 “L’apporto dei Gruppi sportivi militari e dei corpi civili dello Stato risulta determinante e fondamentale per tutti gli organismi. Sono un valido sostegno per le Federazioni, soprattutto per quelle in cui l’indotto economico risulta scarso a causa del ridotto numero di tesserati”. E inoltre “rappresentano un supporto logistico valido importante anche in occasione dei grandi eventi sportivi nazionali e internazionali”, ha aggiunto ancora.