Sky chiede alla Lega la vendita degli highlights della Serie A. Può farcela?

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Sky vuole gli highlights della Serie A. E sta cercando una maniera per raggiungere questo obiettivo. Primo appuntamento utile, la riunione di domani della Lega.

  • La società guidata da Andrea Duilio chiede che anche i diritti pay degli highlights vengano messi all’incanto
  • Per i presidenti la possibilità di attingere a risorse integrative
  • Il nuovo assetto del sistema, pieno zeppo di ‘attori’ Usa

Sky vuole gli highlights della Serie A. E sta cercando una maniera per raggiungere questo obiettivo. L’appuntamento chiave è già quello di domani alle 11.00 in Lega Calcio, a Lissone il 7 di ottobre nella nuova tecnologica sede. Con la pausa per la Nazionale, tra i temi da dibattere, in primo piano, nella riunione dell’associazione di cui è ad Luigi De Siervo e presidente Paolo Dal Pino, ci sarà sicuramente anche un reverbero interessante dell’eterna questione dei diritti tv della Serie A. Come ha svelato un articolo del Sole 24Ore, infatti, Sky ha inviato ai presidenti e ai loro massimi rappresentanti associativi una lettera – istanza.  

La presentazione del Centro Var IBC della Lega Serie A Nella foto, Gianluca Rocchi, Luigi De Siervo, Gabriele Gravina, Alfredo Trentalangie, Paolo Dal Pino (foto LaPresse)

Si chiede, in pratica, di mettere a bando i diritti pay per gli highlights. Diritti che la Lega a luglio aveva deciso di non attribuire, ‘proteggendo’ pure, così, la prima fase di reclutamento clienti di Dazn e Timvision.

La società guidata da Andrea Duilio chiede che anche i diritti pay degli highlights vengano messi all’incanto

Finora la pay di cui è amministratore delegato Andrea Duilio, ha potuto sfruttare solo le immagini salienti delle proprie tre partite trasmesse in condivisione e quelle garantite dal diritto di cronaca. La richiesta rimarca come, senza una diversa e più ampia distribuzione di questo tipo di immagini, risulti notevolmente più ridotto il bacino di pubblico esposto al prodotto calcio top.

Andrea Duilio

Altri tasti toccati nella missiva citata dal Sole, quello economico e quello della equanime possibilità di accesso a questo prodotto: «Nel ribadire il nostro interesse a poter diffondere tali immagini – dice la lettera – Vi invitiamo nuovamente a valutare la Vostra posizione prendendo in considerazione la possibilità di vendere anche agli operatori pay tali diritti che, peraltro, vengono già sfruttati da tutti i possibili operatori in chiaro».

Per i presidenti la possibilità di attingere a risorse integrative

Sky, quindi, in una fase in cui – lo dicono i bilanci pubblicati o resi noti – la situazione di molti club appare sempre più delicata, suggerisce la possibilità di attingere così ad altri introiti integrativi. Perché i presidenti dovrebbero decidere diversamente da luglio?

Perché intanto sono andate ‘in onda’, con qualche problema, le prime giornate del torneo dell’era streaming, ed è naturale pensare che qualche presidente ostile a Sky abbia ora potuto cambiare opinione.

E poi perché sono probabilmente mutati di fatto, anche gli equilibri associativi in una Serie A e in un sistema calcio che diventa giorno dopo giorno sempre più americano.  

Il nuovo assetto del sistema, pieno zeppo di ‘attori’ Usa

Sono prevalenti oramai le presenze proprietarie di società Usa. Dopo Milan, Spezia, Roma, Fiorentina e Venezia gli americani sono arrivati al Genoa, con il Bologna che è canadese. Mentre sono in uscita i cinesi dell’Inter e mancano ancora all’appello i famosi emiri. Senza contare che sono statunitensi e ambiziosi anche i proprietari di Como, Spal, Pisa, Parma, e che il Padova ha un patron francese. Se e come si coordineranno questi nuovi attori dentro la Lega è un interrogativo che pochi al momento sono in grado di sciogliere.