EY Digital Summit, imprese al centro. Di Maio: Investiremo nel digitale

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All’EY Digital Summit si è discusso della trasformazione dei modelli di business fondamentali per garantire la transizione digitale e sostenibile delle aziende del futuro

I punti chiave

  • Di Maio e l’export italiano
  • La transizione digitale delle aziende
  • I dati dell’indagine sui consumi 2021 di EY e SWG
  • Sostenibilità e tracciabilità dei prodotti per i negozi del futuro
  • Il ruolo della tecnologia

Parlando di imprese, digitale ed export italiano, all’EY Digital Summit il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha detto che i dati in materia “sono lusinghieri”. Nel dettaglio, snocciolando qualche dato, ha aggiunto come l’export nei primi 7 mesi del 2021 è aumentato del 22,8%.

“Facciamo meglio di Germania e Francia, rispetto al 2020”, ha sottolineato. “Tra gli interventi varati per micro e piccole imprese italiane abbiamo varato varie iniziative, di incentivi all’Export. Prevediamo di concludere 20 nuovi accordi per piattaforme per esportare il made in Italy.

Confido che le imprese italiane sapranno sfruttare queste potenzialità. Noi andremo avanti con l’ attenzione alla digitalizzazione delle imprese e investiremo nel digitale“.

La transizione digitale e sostenibile delle aziende

Nella terza e ultima giornata dell’EY Digital Summit ‘Racconti del futuro’, svoltasi a Roma presso La Lanterna, si è discusso della trasformazione dei modelli di business fondamentali per garantire la transizione digitale e sostenibile delle aziende del futuro.

Donato Ferri, Managing Partner EY Consulting Europe West, ha commentato: “Le aziende hanno un ruolo fondamentale nell’evoluzione economico-sociale del Paese perché sono in grado di anticipare i grandi cambiamenti, di influire sulla velocità dei processi di trasformazione e di proporre modelli di consumo che rispecchiano la cultura e i valori delle persone”.

Prodotti e servizi sostenibili assumono sempre maggiore importanza per i consumatori e circa il 64% di loro è disposto a cambiare i propri comportamenti di acquisto se questi hanno benefici sulla società. Di fronte a questi segnali le aziende hanno come missione primaria quella di trasmettere fiducia e credibilità.

È il momento della discontinuità e di azioni trasformative in grado di coniugare velocità e sostenibilità di lungo periodo”

E ha aggiunto: “Comprendere come stanno cambiando le abitudini dei consumatori è fondamentale per indirizzare le energie trasformative delle aziende, costruendo modelli di business sempre più in grado di competere in modo ottimale sullo scenario internazionale e nazionale”.

L’indagine sui consumi 2021 realizzata da EY e SWG

Da quanto emerge dall’indagine sui consumi 2021 realizzata da EY e SWG l’anno in corso si è aperto con una situazione di un certo pessimismo che registra un’inversione di rotta con l’inizio della primavera, in concomitanza con il rafforzamento della copertura vaccinale e con la crescita di fiducia nelle istituzioni.

Trend di fiducia che si è ulteriormente consolidato a fine settembre pur con zone d’ombra dovute a un certo livello di incertezza rispetto al futuro.

Per quanto attiene ai comportamenti di acquisto, rispetto a settembre 2020 si consolida l’importanza dell’online e si evidenzia un’interessante dinamica all’interno degli store fisici con la contemporanea crescita sia della tendenza ad andare in centri commerciali (+19%) sia dell’utilizzo dei piccoli negozi di quartiere (+26%).

L’acquisto online ha come driver centrali la comodità e la semplicità del processo (dalla scelta dei prodotti alla consegna), quello in store è centrato sulla relazionalità (con la merce, le persone e il territorio).

Sostenibilità e tracciabilità dei prodotti per i negozi del futuro

Sostenibilità e tracciabilità dei prodotti ricevono un ampio consenso e definiscono i negozi del futuro: il 62% degli intervistati è invogliato ad acquistare in supermercati e negozi di alimentari dove per ogni prodotto è possibile vedere le caratteristiche nutrizionali e seguirne la provenienza, il 58% è invogliato ad acquistare in negozi che si impegnano a ridurre l’impatto sull’ambiente.

Questi aspetti devono però essere ben visibili e in evidenza, perché il consumatore sembra essere ancora poco propenso a cercare dei supplementi di informazioni mentre vive la sua esperienza di acquisto in store. Nel prossimo semestre le intenzioni di spesa sembrano mostrare una crescita della propensione a rinnovare casa (30%), e mezzi di trasporto (23%) e verso investimenti di tipo finanziario (26%).

Nel rapporto con il brand invece la percezione della eticità dei comportamenti è sempre più rilevante: etica aziendale che si esprime in primo luogo nel rispetto dei consumatori, attraverso l’offerta di prodotti di qualità (46%) al giusto prezzo (45%) e, a cascata, nel rispetto di dipendenti, fornitori e all’ambiente (34%).

La qualità rappresenta anche il principale valore per il quale si sarebbe disposti a pagare di più un prodotto (per il 76% degli intervistati), seguita da sostenibilità (64%) ed innovazione (61%).

Il ruolo della tecnologia

In questo scenario, la tecnologia è da intendere come il fattore abilitante della trasformazione dei modelli di business delle aziende. Le Aziende del Futuro necessitano di tecnologie adattive, flessibili e composable, ovvero componibili in numerose e diverse soluzioni, e di una solida infrastruttura digitale. A questo proposito, dall’Osservatorio Ultra Broadband EY è emerso che la copertura 5Gha ormai raggiunto il 95% della popolazione e oltre 7.500 comuni italiani. La distribuzione tra i territori è abbastanza omogena, con la totalità delle regioni allineate alla media nazionale. Le tecnologie digitali e i data analytics saranno una delle chiave per favorire una sempre maggiore integrazione della sostenibilità nel core business delle aziende.