L’editoria ha un grande futuro. Ce lo ha insegnato Arnoldo Mondadori

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I punti chiave

  • Il convegno Arnoldo Mondadori e l’editoria del futuro
  • La cultura editoriale trasmessa da Arnoldo Mondadori
  • L’importanza delle librerie
  • Libri e serialità
  • Il documentario di Chiara Brambilla
  • Il libro ‘Al mio editore. Dediche ad Arnoldo Mondadori’

Non è un ottimismo di maniera quello che si respira al convegno ‘Arnoldo Mondadori e l’editoria del futuro’ organizzato dalla Fondazione Mondadori e dal Gruppo Mondadori in occasione del cinquantenario dalla scomparsa di Arnoldo Mondadori.

A sostenerlo sono i dati dell’eccezionale ripresa del settore, tornati dopo la pandemia a un livello superiore a quello del 2019, come ha ricordato in apertura Antonio Porro, amministratore delegato del gruppo Mondadori. 

Il titolo ‘Editoria del futuro’, e non il futuro dell’editoria, vuole sottolineare quanto “oggi è e in futuro sarà sempre più necessario il ruolo dell’editore in un mondo assediato da un’enormità di contenuti”, ha detto Luca Formenton, presidente della Fondazione ed editore del Saggiatore, ricordando che “oggi l’interazione tra libro e nuovi mezzi digitali rende necessaria una programmazione editoriale che non abbia più solo il libro cartaceo come unico riferimento”.

Luca Formenton

La cultura editoriale trasmessa da Arnoldo Mondadori

A tracciare una linea di continuità fra la straordinaria esperienza editoriale di Arnoldo Mondadori e il presente è stato Enrico Selva Coddè, vice presidente di Mondadori Libri e ad dell’area Trade: “La continuità della Mondadori sta nella cultura editoriale trasmessa da Arnoldo Mondadori per cui non approcci il lettore in modo pedagogico e non deroghi su qualità e buona fattura del libro all’interno di una cultura d’impresa”, ha detto. Questo facendo tesoro di quanto ha insegnato la pandemia a livello individuale e sociale sul valore del libro, a partire dal fatto che per la fruizione dei libri oggi non basta più un canale.

Arnoldo Mondadori, Enzo Biagi e altri giornalisti partecipano al quinto anniversario del settimanale Epoca nell’ottobre 1955 (© Archivio Mondadori)

L’impetuosa accelerazione data dalla pandemia alla trasformazione dell’industria del libro in tutta la sua filiera è stata inevitabilmente al centro della riflessione in tutti gli interventi, che contemporaneamente hanno sottolineato il ruolo portante dell’editore nella cultura e nella società e la grande opportunità che le tecnologie digitali ora offrono per creare quelli che Carlo Feltrinelli ha definito “nuovi ecosistemi culturali”. Il fatto che TikTok oggi crei nuovi bestseller, che al libro cartaceo si affianchino gli ebook e sempre più gli audiolibri, che marketing e promozione si basino su un sapiente uso dei social media, che le vendite online siano prepotentemente cresciute, con il problema della concorrenza di Amazon, sono tutti stimoli che gli editori hanno saputo cogliere per affinare la loro programmazione analizzando i dati resi disponibili dal digitale e per raggiungere e anche ampliare il pubblico dei lettori nei modi adeguati a questa evoluzione.

L’importanza delle librerie

Ma è interessante come tutti i relatori, italiani e stranieri, abbiano al tempo stesso sottolineato la fondamentale importanza delle librerie, che hanno aggiunto al loro tradizionale ruolo di presidi di cultura la capacità d’integrare i nuovi strumenti digitali per favorire la fruizione del libro e aggregare nuove comunità di lettori.

“La sorpresa più grande della pandemia è che ha spostato il flusso delle persone dalla strada a Internet”, ha osservato Stefano Mauri, ad del gruppo Gems, ricordando ancora una volta come malgrado questo proprio durante la pandemia con l’aumento della lettura e dell’affermarsi dei nuovi linguaggi, come audiolibri e podcast, ci sia resi conto che “il ruolo dell’editore era diventato ancora più importante di prima”.

Libri e serialità

Ad analizzare rapporto tra il libro e il più importante tra i nuovi linguaggi, la serialità, è stata Tinni Andreatta, vice president delle storie originali italiane di Netflix. “La serialità spesso si fonda sulla notorietà di un libro, ma altre volte crea la notorietà di un libro rendendolo un grande successo”, ha detto. Di fatto una relazione di scambio in cui “lo schermo restituisce arricchendo il mondo della narrazione e attraverso la serialità regala sogni”.

Tinni Andreatta

Il documentario di Chiara Brambilla

Presente in tutti gli interventi come punto di riferimento per l’editoria contemporanea, la figura di Arnoldo Mondadori è stata ricordata anche con un emozionante documentario di Chiara Brambilla, proiettato oggi per la prima volta, realizzato con materiali di repertorio tra i quali un’intervista storica allo stesso Arnoldo Mondadori che racconta della propria vita, della nascita della casa editrice, del complicato e affascinante rapporto con D’Annunzio, del terribile periodo della guerra.

Il libro ‘Al mio editore. Dediche ad Arnoldo Mondadori’

In occasione del convegno è stato pubblicato il libro ‘Al mio editore. Dediche ad Arnoldo Mondadori’, curato da Alberto Cadioli, che raccoglie una selezione delle dediche e dei biglietti degli autori indirizzati ad Arnoldo Mondadori, raccolte in due occasioni distinte: le dediche commissionate per i 50 anni della casa editrice, nel 1957, rilegate in un album oggi conservato nell’archivio di Mimma Mondadori in Fondazione Mondadori, e quelle presenti sui libri della biblioteca personale di Arnoldo oggi conservata a Ostiglia.