A Trento è tempo di Festival, la festa di tutto lo sport

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Per i prossimi tre anni il Festival dello sport lo organizzerà ancora La Gazzetta dello sport

I punti chiave

  • La cerimonia di apertura
  • Gli eventi del Festival dello Sport
  • Gazzetta organizzerà per altri 3 anni
  • L’anno complicato del sistema calcio
  • Le riforme chieste al governo
  • Le capienze degli impianti
  • I successi di Tokyo e il Sistema Italia

Il Festival dello Sport ha aperto le danze a Trento. Un evento finalmente in presenza” dopo un’edizione 2020 in versione digitale che ha comunque racconto – come ha ricordato subito Urbano Cairo, presidente di Rcs Mediagroup alla cerimonia di apertura, “7 milioni di visualizzazioni”.

Come a dire che lo sport, qui e ovunque, non manca mai di attrarre interesse. E passione. Soprattutto ora, dopo tutti i successi olimpici per gli Azzurri e per il movimento Italia, il Festival appare”il degno coronamento di un’estate meravigliosa”.

Gli eventi del Festival dello Sport

E il palinsesto di questa quarta edizione che durerà fino a domenica 10 ottobre, aggiunge Cairo, “è incredibile: 250 ospiti, più di 100 eventi, camp, conferenze. È la grande festa di tutto lo sport, ecco la chiave del successo. Ecco perché le persone vogliono esserci. È energia“.

Gazzetta organizzerà per altri 3 anni

Energia che si rinnoverà ancora a firma Gazzetta. “Per i prossimi tre anni il Festival dello sport lo organizzerà ancora La Gazzetta dello sport“, ha annunciato il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, intervenendo alla cerimonia di apertura della kermesse.

L’anno complicato del sistema calcio

Cairo però ha voluto porre l’accento anche sul tema calcio e un sistema per cui il 2020 “è stato un anno complicato, molto pesante. Dal punto di vista sportivo, perché il pubblico è parte integrante, soprattutto per noi del Toro, ci è mancato l’uomo in campo.

E poi è mancato molto dal punto di vista economico, perché i bilanci delle squadre tutte, in Italia e all’estero, sono pesantemente falcidiati dalla mancanza di pubblico quindi dalla mancanza di incassi dal botteghino e dagli abbonamenti, dalle sponsorizzazioni”.

“Si tratta di miliardi di euro in meno e anche in Italia mancano all’appello centinaia di milioni – ha proseguito -. Credo che qualcosa per il sistema calcio vada fatto, perché è lo sport più amato dagli italiani, contribuisce con circa un miliardo al bilancio dello Stato e impiega circa 300.000 persone. A parte la riapertura degli stadi che sta avvenendo gradualmente”, ha detto Urbano Cairo.

“Nel calcio i costi fissi, prevalentemente gli stipendi dei giocatori, rimangono tali, i ricavi sono scesi in maniera notevolissima”, ha poi aggiunto il presidente di Rcs Mediagroup. “Allora dico, così come vedo, giustamente, che il cinema è grandemente aiutato, allora credo che anche il calcio deve essere aiutato. Questa cosa (l’aumento di capienza al pubblico deciso dal Cdm, ndr) va benissimo ma è un pannicello caldo. Secondo me – ha detto ancora Cairo – ci vuole molto di più ma perché abbiamo un e mezzo di bilanci delle squadre assolutamente in crisi. E allora credo che qualcosa di più vada fatto. Qualcuno dice: come facciamo ad aiutare il calcio quando si pagano certe somme ai campioni? Ma anche il cinema paga ai grandi attori le grandi somme. Quindi qualcosa va fatto. Non so che cosa”.

Le riforme chieste al governo

Presente all’inaugurazione anche Valentina Vezzali, sottosegretario con delega allo Sport, che ha ribadito come “sia importante anzitutto, se il governo deve intervenire, che si faccia una riforma interna al sistema che era già in crisi prima della pandemia e vada fatto un discorso un pò più ampio, come quello che sta facendo l’Europa con l’Italia: ‘Volete i soldi ma fate le riforme’. È questa l’ottica nella quale il governo può dialogare con il calcio”, ha detto Vezzali.

Le capienze degli impianti

“Dal Consiglio dei ministri la capienza del pubblico all’aperto sarà del 75 per cento e al chiuso del 60 per cento. A dimostrazione della massima attenzione nei confronti del mondo dello sport, io auspico che nei prossimi 15 giorni si possa arrivare al 100 per cento”, ha anche dichiarato il sottosegretario allo sport.

I successi di Tokyo e il Sistema Italia

“Siamo tutti ancora giustamente eccitati per quello che è successo a Tokyo e ci stiamo dimenticando che tra meno di quattro mesi abbiamo le Olimpiadi invernali, dove vale quello che avevo detto per Tokyo, ne vedremo delle belle. Siamo a Trento e il Trentino con Milano-Cortina sarà sede olimpica: a Pechino ci consegneranno la bandiera”, ha affermato invece Giovanni Malagò, presidente del Coni.

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, all’inaugurazione del Festival dello sport di Trento (ANSA/ MARCO LOSS)

Parole a cui fanno eco quelle di Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico, che ha sottolineato come dietro le medaglie di Tokyo ci sia un lavoro di almeno 15 anni. “Ma la cosa di cui vado più orgoglioso è che abbiamo creato un sistema Italia. Abbiamo mandato avanti gli altri, poi siamo arrivati noi, il pezzo forte. Scherzo, ci vuole”.