Il passo falso di Ilda

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Per presentare la sua autobiografia, Repubblica e Corriere della Sera mercoledì scorso hanno mobilitato Natalia Aspesi e Roberto Saviano: pagine intere per Ilda la Rossa e il suo “Stanza numero 30. Cronache di una vita”, celebrando la Pm “resistente” e “irregolare”, e il suo equilibrismo nel tenere insieme famiglia, figli e prima linea in procura. Ma il sale di questo libro, l’amore fra Ilda la rossa e Giovani Falcone (quanto platonico ancora non si sa) ha finito col guastare la festa. Almeno sui social, dove la rivelazione dell’innamoramento fra la Pm e il giudice assassinato dalla mafia (insieme alla moglie Francesca Morvillo e alla scorta) nel maggio ’92 sulla strada fra l’aeroporto e Palermo, ha scatenato critiche al vetriolo. Ad alcuni , infatti, questo coming out non è piaciuto per niente.


E se la reazione di antipatizzanti storici della Boccassini come i supergarantisti de Il Riformista, era in qualche modo attesa, non lo era affatto, ad esempio, quella di una funzionaria di primissimo piano come Lucia Castellano, direttore generale del ministero della Giustizia per l’Esecuzione penale esterna e di messa alla prova. “Sto pensando a Ilda Boccassini: scrive, nel suo libro appena uscito, che le costa molto parlare di Falcone e di quello che li univa. Avrei fatto a meno di farlo, fossi stata in lei, per due ordini di ragioni”, attacca Castellano sul suo profilo Facebook. La prima è “ lo scarso interesse che riveste la notizia per il lettore. Non capisco perché si debba pensare che scrivere dei propri sentimenti desti l’interesse delle masse, come se la potenza del sentimento trasudasse dal libro fino a coinvolgere il lettore. Fatto salvo quanto narrato da Simone de Beauvoir e pochi altri, non è cosi”. Quanto alla seconda ragione, Lucia Castellano piazza l’affondo: “ Il cattivo gusto, per usare un eufemismo, di tirare in ballo persone che purtroppo non ci sono più, che non possono replicare, che non avrebbero voluto, probabilmente, leggersi così descritte. O non sarebbero state d’accordo. Cosa ne sappiamo? E’ una violenza inaudita. E’ terribile per me pensare che Ilda Boccassini non ci abbia pensato o, peggio, lo abbia scritto lo stesso, pur di ramazzare ancora un po’ di notorietà, forse. Ma è ancora più terribile pensare che una persona che non ha avuto alcuno scrupolo nel tirare in ballo i morti abbia avuto per le mani, per molti anni, la libertà personale di tanti cittadini. Da brividi”.

Ilda Bocassini (Foto Ansa)


Ancora più pesante il commento, sempre su Facebook, di Luca Paladini, fondatore e portavoce del Movimento dei “Sentinelli, fra i leader del movimenti LGBTQ+, voce seguitissima sui social: ”Che sarà mai saltare in aria con 5000 kg di tritolo, tu, tuo marito, i ragazzi della scorta per mano della mafia? Però dai, non era abbastanza. Vuoi mettere il gusto di comunicare pubblicamente al mondo che Francesca Morvillo era cornuta? Platonicamente ca va sans dire – accusa Paladini – E farlo per una cosa nobile come vendere un libro? Santa Madonna. Per vendere un libro. C’è gente che finisce nell’oblio con senso della misura e sobrietà poi invece ci sono persone tipo Ilda Boccassini. Che squallore”. Sotto il post decine di commenti, in maggioranza schierati con l’autore e oltre 400 like in meno di due ore.