Come fare un buon giornale radio? La semplice ricetta Tornari

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Vent’anni alla guida delle news della principale radio italiana sono un tempo più che sufficiente per capire come fare un buon giornaleradio? Domanda retorica. Ecco perchè abbiamo chiesto di aiutarci a tracciare le linee guida per fare buona informazione radiofonica a Luigi Tornari che dal 1997 al 2021 ha diretto le news di Rtl 102.05, incarico lasciato pochi mesi fa e che da ottobre è amministratore delegato di Vativision oltre che professore alla Cattolica dove insegna Teoria e tecnica della comunicazione mediale.

Quali sono gli elementi base per fare buona informazione alla radio?

La cosa più importante, la regola che va tenuta sempre come faro guida, è farci capire. Sembra banale ma spesso giornalisti e conduttori perdono di vista questa indicazione. Per comunicare bene occorre prima di tutto farsi capire: una buona costruzione del periodo, frasi semplici, lineari, chiare. In radio, a differenza di altri mezzi, l’ascoltatore non può tornare indietro e riascoltare, non può rileggere e neppure approfondire. Ecco perchè non bisogna nemmeno dare nulla per scontato.

Una bella voce aiuta?

Direi semmai una buona dizione, bisogna essere assolutamente comprensibili in ogni espressione.

Come presentare le notizie?

In radio come in tv vince la semplicità e la chiarezza. Bisogna quindi raccontare le notizie come se lo si facesse a una persona davanti a noi, in modo diretto, breve e semplice.

Quali news privilegiare in radio?

Ogni emittente ha la sua linea editoriale. Ovvio che un grande network nazionale cercherà di privilegiare le notizie di interesse generale piuttosto che questioni locali. In generale è bene concentrarsi su fatti che hanno riflessi diretti sulla vita delle persone evitando di inseguire particolari inutili o, ad esempio, beghe politiche. Anche perchè solitamente non ce n’è il tempo.

Quanto dura un mediamente giornaleradio?

A parte le emittenti all news o quelle a forte carattere informativo come i canali Rai, le commerciali tendono a fare gr brevi, da 1 a 3 minuti. In Rtl 102.5 invece avevamo scelto di dedicare alle news più tempo, con gr lunghi e tanti appuntamenti informativi durante la giornata e addirittura il contenitore mattutino ‘Non stop News’.

Il digitale ha cambiato modo di proporre news on air?

Dab, Internet e in genere la rivoluzione digitale ha contribuito ad arricchire l’informazione trasmessa in radio offrendo elementi aggiuntivi, approfondimenti multimediali, immagini e altro. Se parliamo di radio, però, non dobbiamo dimenticare che questa è e resta una voce e un microfono. Forse un giorno inventeranno robot che leggono le notizie in onda e anche in quel caso l’info radiofonica sarà una voce e un microfono. Format tanto semplice quanto affascinate.

Il grande trend radio è il visual.

Dare un volto a chi parla è stata l’unica novità di rilievo degli ultimi anni in questo comparto. Purtroppo non è detto che porti un vantaggio economico agli editori.

Cosa intende?

Fare tv ha dei costi anche se il digitale li ha abbattuti notevolmente rispetto a qualche anno fa. Detto questo, il grande cruccio degli operatori commerciali radiofonici è far capire al mercato che gli spot che vanno sui canali video delle emittenti hanno la stessa dignità di quelli che vanno sui canali televisivi ‘tradizionali’. Il mercato pubblicitario tende infatti a schiacchiare i prezzi degli spot nella visual su quelli più bassi della radio. Su questo si sta giocando una partita importante, ancora apertissima.