Apple impugna la sentenza sui pagamenti con sistemi alternativi su App Store

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Cupertino contro la decisione di un giudice federale nella battaglia contro Epic Games

Nuova puntata nella battaglia che contrappone Apple al produttore di Fortnite, Epic Games, arrivati ai ferri corti l’estate dell’anno scorso.

Cupertino ha fatto ricorso contro il verdetto del giudice federale Yvonne Gonzalez Rogers, che a inizio settembre aveva stabilito la necessità di consentire agli sviluppatori di utilizzare link esterni per vendere le proprie app agli utenti, da scaricare sempre dall’App Store ufficiale.

La sentenza impone sin da subito ad Apple di aprire il proprio business a link terzi, esterni allo Store, ma un’eventuale esito positivo sull’impugnazione – presentata presso il tribunale del Distretto Nord della California – farebbe slittare il cambio di passo fino ad un’ulteriore nuova sentenza. Con il rischio che la vicenda non si chiuda in mesi, ma di anni.

Come funziona l’App Store

Apple ha aperto il suo App Store nel luglio 2008, un anno dopo l’uscita del primo iPhone.
Il negozio, rapidamente imitato dai produttori di smartphone rivali, ha acceso un’intera economia in cui gli sviluppatori grandi o piccoli potevano fare soldi con “un’app per quello”, dai giochi o dai social network all’evocazione di corse in macchina o all’ordinazione di cibo. Per un totale di 1,8 miliardi di app.
Apple trattiene tra il 30% e il 60% (ad esempio per gli audiolibri) sui ricavi dei vari marchi, incassando 20 miliardi l’anno con margine di profitto oltre il 75%.