Squid Game in vetta alle serie più viste su Netflix

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Ma il dramma distopico diventa oggetto di critiche dal regime della Nord Corea

Un mondo macabro dove gli emarginati sono messi l’uno contro l’altro in un mortale gioco di sopravvivenza, che ha in palio 46 milioni di won coreani. Con i perdenti che vengono sterminati.
E’ la trama di Squid Game, serie sudcoreana di Netflix che a quattro settimane dal lancio è diventata un vero cult, ben oltre i confini asiatici.

Successo con il passaparola social

A decretarne il successo il passaparola, soprattutto via social, che ha portato il dramma distopico a scalare letteralmente le classifiche di Netflix in più di 80 paesi, Italia compresa, infrangendo il precedente record di Bridgerton.

“Squid Game ha ufficialmente raggiunto 111 milioni di fan, rendendolo il nostro più grande lancio della serie di sempre!” ha twittato Netflix, che vede premiato il suo sforzo di realizzare spettacoli più internazionali.
“E’ andata ben oltre i nostri sogni più ottimistici”, ha detto Minyoung Kim, Vice President Content di Netflix Corea ha dichiarato alla Cnn.

L’attacco nordcoreano

Ma il fenomeno è stato fatto oggetto di una feroce critica da parte della Corea del Nord. “Riflette natura bestiale della società capitalistica sudcoreana”, è stata l’attacco della propaganda di Pyongyang. La serie viene interpretata come una metafora “della società iniqua dove il forte sfrutta il debole” e “dove l’umanità è alienata da competizione portata all’estremo”.

A scatenare l’attacco, il fatto che tra i disperati che partecipano al gioco c’è Kang Sae-byeok, una giovane fuggita insieme al fratello dalla Corea del Nord in cerca di una vita migliore, ma finita a fare la borseggiatrice.