Green pass obbligatorio, i giornali raccontano il rischio paralisi

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Si contano su una mano i quotidiani che oggi non aprono con notizie sul green pass, in vista dell’entrata in vigore delle disposizioni che lo rende obbligatorio sui luoghi di lavoro a partire da domani, 15 ottobre.
Per il resto, occhi puntati non tanto sulle norme o sulle modalità di applicazione per la richiesta del certificato verde, ma sulle ripercussioni – anche economiche – che avranno le proteste di chi proprio non vuole accettare la norma.

Proteste e ripercussioni

Molte testate si soffermano sulla paralisi generale che si innescherebbe con il blocco di trasporti e logistica. “Bloccheremo il paese” titola in particolare Repubblica, mentre il Giornale rispolvera il termine “lockdown” per lo sciopero dei no vax. Per la Stampa è “rischio paralisi”.
La Verità sceglie il countdown: 24 ore per evitare la paralisi.

Il Fatto Quotidiano sceglie l’immagine di un tir guidato da Mario Draghi che va fuori strada con il gioco di parole “green pazzi verso il venerdì nero” per descrivere la situazione di tensione creata con il governo che, rimarca il quotidiano diretto da marco Travaglio “va allo scontro”.

Più generiche la scelta del Corriere che parla di Green Pass ad alta tensione, mentre Il Messaggero raccoglie in un titolo tutte le parti coinvolte accennando sia alla protesta di porti e tir che alla posizione del governo che “non si ferma”.
Il Mattino affronta invece il tema dei tamponi gratis, con lo stop del presidente del Consiglio.
Suggerimenti su come evitare la paralisi sul ‘Foglio’ che usa il paragone con la serie Netflix ‘Squid Game’.

Un occhio alle esigenze organizzative per i controlli lo propone Il Sole 24 Ore, che accenna al preavviso di 48 ore inizialmente stabilito per la richiesta della certificazione sul posto di lavoro.

Focus sui portuali

Parla di “Fronte del Porto” Avvenire, proprio alludendo alle proteste che hanno visto in prima linea i lavoratori portuali, soprattutto a Trieste e Genova.
Potuali ovviamente protagonisti anche per i locali Piccolo e Il Secolo XIX, che si focalizzano rispettivamente sulle divisioni sindacali a Trieste e la richiesta di tamponi gratis a Genova.

La ministra Lamorgese per chi sceglie di non parlare (subito) di green pass

Tra chi ha scelto di non puntare sul green pass ci sono Libero e il Domani che, tornando alle proteste di sabato scorso, con l’assanto alla sede della Cgil, si concentrano sull’operato del ministro Lamorgese. Partendo dalle dichiarazioni fatte dalla stessa Lamorgese alla Camera, Libero la attacca accusandola di aver “lasciato fare”, mentre il Domani la definisce “un problema” per il governo Draghi.
Linea completamente diversa per ‘Il Tempo’ che si concentra sulle elezioni a Roma.