Nasce Ita Airways. Il presidente Altavilla: faremo squadra con i brand italiani

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Livree azzurre e tricolore per la nuova compagnia. Che sogna di fare squadra con tanti brand italiani

Ieri l’ultimo volo ufficiale Alitalia e Ita che conquista il marchio della compagnia aerea per 90 milioni di euro. Oggi il ceo di Ita, Fabio Lazzerini, annuncia ufficialmente la nasciata di Ita Airways. Che ha preso la forma del volo Az 1637, decollato da Linate alle 7.35 e atterrato a Bari.

Tricolore e livree azzurre

”Non nasce oggi una nuova compagnia aerea, nasce la compagnia di bandiera italiana. L’articolo fa una bella differenza”, spiega Lazzerini alla presentazione. “E’ un nome che guarda avanti, guarda al futuro”, ha aggiunto, precisando che però rimane un po’ di passato. “Abbiamo voluto mantenere i colori, verde e rosso sono gli stessi di Alitalia, e l’acquisto del marchio di ieri rispecchia questa logica: non disperdere un valore”.

“Il marchio Alitalia non poteva appartenere a nessun altro che alla nuova compagnia di bandiera di questo paese il marchio l’Italia, si porta dietro una storia che è una storia di persone che noi volevamo rispettare e far evolvere”.

La livra degli aerei sarà tutta azzurra, con il logo Ita Airways in oro bianco, ali bianche, tricolore sulla coda. “Vogliamo qualcosa che ci rappresenti con onore nel mondo, ha spiegato il direttore marketing Giovanni Perosino. Vedete un azzurro, vedete un tricolore, vedete un logo che sarà in oro bianco. Tutto questo sarà tradotto in tutto quello che faremo. Questo aereo ancora non esiste, esisterà a brevissimo, nei prossimi mesi, non appena l’avremo declinato in tutto, negli aerei, nelle divise”.

L’ad di Ita Airways, Fabio Lazzerini, Nicola Porro, e il presidente Alfredo Altavilla

Ita Airways una start up

“Il Piano industriale di Ita Airways prevede tre obiettivi principali: primo la profittabilità, e su questo c’è una discontinuità immensa rispetto al passato; sostenibilità, che decliniamo su tre parti, economica, ambientale e sociale; e connettività”.

La mentalità della compagnia è quella della start up. “Flessibilità vuol dire partire con la dimensione giusta per poter accelerare o rallentare a seconda del mercato. Il fatto di essere una start up, che è un aspetto estremamente importante, ci permette di essere flessibili e rallentare o accelerare” quando serve.

Sportellate dall’Ue

“Ne abbiamo prese tante” di sportellate dalla Commissione europea e in particolare quella degli slot “ci ha danneggiato molto”, ha detto Lazzerini. La nascita di Ita, ha spiegato, ripercorrendo un po’ gli ultimi eventi, “è una storia che nasce tempo fa, il decreto è di agosto 2020, nasce da un’idea condivisa nella tarda primavera 2020 in pieno lockdown, costituzione del cda a novembre, piano industriale a metà dicembre e da lì abbiamo iniziato un percorso complicato”. “Ogni volta che siamo arrivati ad un bivio, con le famose sportellate con la Commissione europea, noi abbiamo sempre preso – in realtà ci hanno fatto prendere – il sentiero che andava dalla parte più difficile. E’ stata un po’ più lunga, ma finalmente siamo qui”.

I numeri di Ita

Ita Airways parte con 52 aerei che saliranno a 76 l’anno prossimo. “52 aerei sono necessari per servire il mercato attuale”, ha spiegato Lazzerini.
Al momento la squadra di Ita Airways è composta da 2.800 dipendenti, di cui 1.250 staff e 1.550 personale navigante. Circa il 30% delle assunzioni – hanno precisato dalla compagnia – viene dal mercato e il 70% da Alitalia. Nel 2022 il personale del perimetro aviation crescerà di 1.000 unità per arrivare a 5.750 persone nel 2025.

I partecipanti alla presentazione ufficiale. Da sinistra: Il direttore delle operazioni di volo, Riccardo Privitera, l’ad Fabio Lazzerini, Nicola Porro, il presidente Alfredo Altavilla, la chief commercial officer, Emiliana Limosani, e Giovanni Perosino

Compagnia di bandiera un obbligo per l’Italia

“Per un paese con una vocazione turistica così forte, con imprese che sono famose in tutto il mondo avere una compagnia di bandiera non è una possibilità è un obbligo”, ha detto il presidente Alfredo Altavilla intervistato da Porro, individualndo al 2023 il raggiungimento del break even operativo.
“Ita Airways nasce right sized, cioè dimensionata nel modo ottimale, sia in termini di flotta che di destinazione. Non ci portiamo dietro l’eredità negativa di dimensioni troppo grandi che poi necessariamente si scontrano con la sostenibilità economica che deve essere assolutamente il primo obiettivo da perseguire”, ha spiegato.

Operazione di sistema

“Siamo un’azienda che appartiene al Mef e quindi ai contribuenti italiani: dobbiamo dimostrare che questa volta staremo attenti all’uso che facciamo del loro capitale, questo è l’obbligo che ci sentiamo chiaro in testa”. “Questo deve essere il vero cambiamento di mentalità”, ha aggiunto, sottolineando come dalla nascente compagnia siano state respinte tutte le “ingerenze della politica”.
“Siamo nati grazie un’operazione operazione di sistema e dobbiamo necessariamente continuare a lavorare inseguendo obiettivi di sistema”, ha aggiunto. “Il Pnrr ci dà la possibilità di gestire finalmente un approccio intermodale assieme ai colleghi dei trasporti, come FFSS e le aziende di trasporto su 4 ruote”

“Quando fai un’operazione di sistema come quella che è stata gestita dalle istituzioni nel passare dalla gestione commissariale di Alitalia a Ita, significa anche avere bene in mente che i soldi del marchio erano necessari per tenere in vita la gestione commissariale di Alitalia, che significa prima di tutto continuare a pagare degli stipendi a persone che non verranno a lavorare in Ita”, ha spiegato ancora nel dettaglio il presidente. “Quella responsabilità me la sono sentita sempre molto chiara addosso, che non significa sprecare i soldi”.
“Io ho sempre detto che 290 milioni era una cifra irrealistica. Ritengo che i 90 milioni che abbiamo speso ci permettano di gestire in maniera ordinata la transizione verso questa splendida livrea”, ha detto.

Tre ragioni per l’acquisto del brand Alitalia

Il brand Alitalia “lo abbiamo comprato perché ci garantisce una transizione ordinata verso le nuove livree, che è un’operazione che durerà dei mesi. Se avessimo perso la gara del marchio avrebbe comportato degli extra costi molto importanti. In secondo luogo – ha spiegato – lo abbiamo comprato perché vogliamo tenerlo come patrimonio dei marchi potenzialmente utilizzabili per iniziative di marketing. Terza ragione perché dovevamo essere partecipi attivamente di un’operazione di sistema che mirava anche ad assicurare la la trattativa per il trasferimento degli asset aviation si potesse compiere senza problemi di disruption legate alla solvibilità dell’amministrazione straordinaria”.

Partner futuri

“Ita non nasce per essere un operatore stand alone per sempre. Sarebbe un obiettivo irrealistico, un inutile desiderio di grandezza. Ita nasce per diventare un elemento importante e strategico all’interno di uno dei grandi network di settore”, ha spiegato. Un partner futuro? “Guardo in qualunque direzione, dovunque ci sia l’opportunità di creare valore per Ita”. E’ un “processo cui cominceremo a lavorare dalla settimana prossima, riteniamo importante chiuderlo entro il 2022”.

Le tensioni con i lavoratori

Non è mancato un riferimento al tema delicato degli accordi sindacali, con i lavoratori impegnati in presidi e proteste. “Mi rammarica non essere arrivato alla partenza di Ita Airways con un accordo fatto” sul contratto, “ma sono assolutamente confidente che i passi avanti importanti fatti negli ultimi giorni ci consentiranno di risederci presto al tavolo per la ridefinizione dell’accordo con sindacati”, ha detto Altavilla.
Che poi ha concluso: “la giornata di oggi è l’ultima occasione di comunicazione per parlare di Ita pubblicamente. Almeno per un po’”.

Fare squadra con i brand italiani

A ulteriore dimostrazione del forte legame con il paese, Altavilla ha ribadito la decisione di lavorare solo con aziende italiane. “Tutti i mezzi e le automobili che useremo per servizio saranno solo auto prodotte in Italia”, ha chiosato.
“Abbiamo un grande sogno, vogliamo regalare ai nostri clienti un’esperienza italiana. Il nostro sogno è avere con noi dei partner per le varie discipline, dal food allo stile a una divisa, allle lounge”, ha rimarcato il direttore marketing Giovanni Perosino. “Abbiamo nella nostra visione una selezione di marchi italiani importanti nel mondo con cui speriamo – ad oggi è un desiderata ma con alcuni molto molto importanti stiamo in contatto – di poter fare squadra. In particolare per le divise, c’è un “importantissimo marchio italiano, che per noi è un sogno, con cui siamo in contatto”.

Comunicazione e pubblicità

Per il lancio, il gruppo Wpp, con le sue agenzie specializzate, ha seguito tutto il lavoro su brand e comunicazione. Landor&Fitch ha studiato visual identity e livree degli aerei e, in team con VMLY&R, il posizionamento del nuovo brand, quest’ultima ha sviluppato la strategia di comunicazione e gli asset creativi per la campagna integrata e infine GroupM ha gestito il planning sia a livello nazionale che globale.

La campagna celebra la nascita di ogni nuovo inizio. Protagonista è Aurora e la nascita del suo grande sogno: volare alla scoperta del mondo. Lo spot segue la sua fantasia, mostrando destinazioni italiane e internazionali.
La campagna, anticipata da un breve teaser, è on air dal 15 ottobre partendo dall’Italia e successivamente verrà pianificata sui principali mercati internazionali.
La pianificazione prevede, oltre allo spot TV da 60-30 e 15 secondi, anche pre roll sul web in associazione a una campagna display, stampa quotidiana e digital OOH con contenuti video da 15 e 10 secondi.