Draghi: Vogliamo guidare la transizione digitale europea

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Tra i molti argomenti che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha affrontato oggi nel corso dell’informativa in Senato in vista del Consiglio europeo c’è il capitolo relativo alla transizione digitale. Che, ha detto Draghi, l’Italia vuole guidare In alcuni settori al livello europeo.

Questo perché, a suo dire, l’Italia ha fatto propri gli obiettivi dell’Agenda digitale e ne ha anticipato il raggiungimento al 2026. E questo, “anche grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Siamo ancora indietro”, ha affermato Draghi, “ma intendiamo colmare rapidamente il divario che ci separa dal resto d’Europa, e in alcuni settori arrivare a guidare la transizione digitale europea”.

“Collaborazione europea nel digitale da migliorare”

Il premier Mario Draghi ha poi aggiunto, in tema di sicurezza, come sia necessario “migliorare la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE nel digitale. Vogliamo trovare soluzioni condivise su quattro versanti: la sicurezza cibernetica, la concorrenza, i servizi digitali e l’intelligenza artificiale.

Sul fronte della cybersicurezza, ha aggiunto, “il nostro obiettivo è garantire un quadro normativo chiaro e identificare risposte rapide e coordinate”.

 “L’Italia si è dotata di un’Agenzia per la cybersicurezza nazionale che promuove lo sviluppo di capacità di prevenzione, monitoraggio, rilevamento e mitigazione. È un tema prioritario per l’Europa, che metterà in campo degli strumenti legislativi appositi”, ha aggiunto il premier.

Obiettivi dell’Agenda digitale 2030

“Per quanto riguarda l’Agenda digitale, il Consiglio intende definire la tabella di marcia per gli obiettivi del 2030, anche con l’indicazione di scadenze e di un sistema di monitoraggio. Gli obiettivi europei per il 2030 riguardano quattro aree prioritarie: infrastrutture digitali sicure, efficienti e sostenibili; trasformazione digitale delle imprese; digitalizzazione dei servizi pubblici; competenze digitali”, ha detto ancora Draghi.

Ricordando poi che la transizione ecologica e digitale non si può fare senza l’intervento dello Stato, senza alternative si sorta. “Questo – ha sottolineato – vale anche nei rapporti con gli altri Paesi Ue per quanto riguarda le molte regole che sono state sospese in questo momento: ci sarà occasione di riparlarne quando ci saranno le discussioni” su questo ma si tratta di un “punto fondamentale”.

L’Italia sostiene il regolamento europeo sui servizi digitali

“L’Italia sostiene il Regolamento UE sui servizi digitali, anche per proteggere efficacemente prodotti e contenuti realizzati in Italia. La nostra convinzione è che quello che è illecito off line debba essere illecito anche on line”, ha spiegato Draghi, battendo poi sul tasto della concorrenza, per cui – ha ribadito – “lavoriamo sulle proposte di regolamentazione europea per il mercato e i servizi digitali. L’Italia sostiene la proposta di Regolamento sui mercati digitali e ne auspica la pronta adozione”.

“Ciò che illecito off line deve esserlo online”

“Intendiamo poi fissare adeguate garanzie per la libertà di impresa e di espressione – ha spiegato Draghi -. Occorre assicurare al contempo la non discriminazione e la corretta attribuzione delle responsabilità sulla distribuzione e pubblicazione di contenuti e prodotti on line”.