Le big web guadagnano 27 mln al giorno. Ma con i paradisi fiscali risparmiano oltre 10 miliardi

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I giganti mondiali del web, che nel 2020 con la pandemia sono stati campioni di ricavi e redditività, non tolgono il piede dall’acceleratore, arrivando a guadagnare 27 milioni di euro al giorno, quasi il triplo rispetto al 2018.
Lo evidenzia l’indagine annuale sulle 25 Software & Web companies mondiali con un fatturato oltre i 9 miliardi dell’Area Studi Mediobanca.

A livello geografico, Usa e Cina dominano il settore, rispettivamente con 11 e 8 società. Seguono Giappone (3), Germania (2) e Corea del Sud (1). In Italia sono presenti con delle filiali, concentrate tra Milano e Monza-Brianza, e valgono 4,6 miliardi di euro.

Ricchezza concentrata

Nel primo semestre 2021, la crescita a doppia cifra (+31,1%) del fatturato aggregato ha toccato i 667 miliardi di euro, i margini hanno registrato un +49,6% e gli utili netti +80,2%. Una ricchezza concentrata – facendo il calcolo sull’intero fatturato 2020 ovvero 1.153 miliardi – per la metà tra i primi tre: Amazon, Alphabet (ovvero Google) e Microsoft con la prima che da sola ne concentra oltre un quarto.

Boom del food delivery

Se nel 2020 il booster è stato il Covid per quasi tutti i colossi del web non sono state comunque risparmiate dagli effetti del lockdown quelle società che operano sì online ma sono specializzate nei viaggi. Ora con l’allentamento delle misure di distanziamento sociale e il cambiamento delle abitudini dei consumatori “il rimbalzo è poderoso” osservano gli analisti: nel food delivery +85,6%, advertising +48,2%, vendite online di viaggi +43,7% e fintech +43,6 per cento.

Nei primi sei mesi del 2021, continua l’analisi, aumenta anche la liquidità, con un ritmo medio di +5,5 miliardi al mese, raggiungendo 639 miliardi a fine giugno (+6% sul dicembre 2020). Parte di queste risorse (346 mld), il 16% del totale attivo, è investita in titoli a breve termine ma un’altra parte è stata utilizzata per crescere, sia per linee interne che per linee esterne, tramite operazioni di M&A.

A livello di singoli gruppi l’indagine evidenzia l’impennata dei ricavi delle giovani asiatiche Meituan (+94,8% nel primo semestre 2021, operante in particolare nel food delivery) e Coupang (+72,8%, attiva nell’e-commerce), entrambe costituite nel 2010, davanti alla quasi maggiorenne Facebook (+51,7%). Seguono Alphabet (+47,5%), Vipshop (+35,2%) e Amazon (+34,8%). Segno negativo per la sola SAP (-1,9%). Per quanto riguarda la redditività industriale nei primi sei mesi del 2021, Facebook guida la classifica per ebit margin (43,0%), davanti a Microsoft (41,1%) e Oracle (40,5%). A fine giugno 2021, Nintendo, senza debiti finanziari, brilla per solidità patrimoniale, seguita da Facebook (capitale netto pari a 11,5 volte i debiti finanziari) e dalla cinese Vipshop (9,1).

A Usa e Cina la fetta più grossa

Per dare le dimensioni del tesoro su cui siedono i giganti del web si può fare il paragone con il pil, pari al 70% del prodotto interno lordo 2020 dell’Italia. Stati Uniti e Cina si sono spartite la fetta maggiore dei ricavi: il 65% del fatturato WebSoft è stato generato dai colossi statunitensi, il 27% da quelli cinesi e solo l’8% dai gruppi di altri paesi.

Ad eccezione del gruppo tedesco Otto, a controllo familiare, tutte le società sono quotate. E, stando ai numeri, continua a crescere il feeling dei giganti del Web con la Borsa. L’incremento del loro valore è stato del +87,8% nel triennio 2018-2020 e del +20,7% dal dicembre 2020 al 15 ottobre 2021. A fine 2020 la loro capitalizzazione aggregata valeva quasi dieci volte l’intera Borsa italiana.

Al 15 ottobre 2021 il podio della Borsa è occupato da Microsoft (1.969 miliardi), Amazon (1.488 miliardi) e Alphabet (733 miliardi).

Paradisi fiscali e risparmi da 10 miliardi

I big del web continuano a rifugiarsi nei paradisi fiscali: tutte le cinesi hanno la sede legale nelle Isole Cayman e tutte le statunitensi (ad eccezione di Microsoft) hanno la sede legale nello stato del Delaware. Nel 2020 circa il 40% dell’utile ante imposte delle 25 multinazionali WebSoft è tassato in Paesi a fiscalità agevolata, con conseguente risparmio fiscale di 10,7 miliardi di euro nel 2020 e di 24,5 miliardi nel triennio 2018-2020. Le imposte aggregate sono state pari a 27,8 miliardi, con un aliquota media pari al 12,8%, inferiore a quella media teorica del 22,4%. Per Tencent, Microsoft e Alphabet (la holding che controlla Google) più nel dettaglio ha significato un risparmio fiscale rispettivamente di 7,7 miliardi, 5,4 miliardi e 4,5 miliardi.

Il fisco italiano ha incassato 80 milioni con un tax rate del 31,4% (ma sono escluse le succursali italiane di società estere). Considerando anche l’accantonamento per il pagamento della Digital Service Tax, il tax rate salirebbe al 40%.